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Industria, Ricerca ed Energia: la Commissione ITRE al Parlamento europeo

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La Commissione ITRE – Industria, Ricerca ed Energia – è una delle 20 commissioni interne al Parlamento europeo e fa parte di quelle permanenti: formata da un gruppo di eurodeputati, ha un ruolo fondamentale nella procedura legislativa ordinaria. La Commissione ITRE ha come Presidente Cristian-Silviu Buşoi, ed è composta da 72 membri che riflettono la composizione del Parlamento nel suo insieme. Tra i deputati italiani vi sono, tra gli altri, la Vicepresidente di Commissione Patrizia Toia, i deputati Carlo Calenda, Aldo Patriciello, Ignazio Corrao e la deputata Isabella Tovaglieri come membri effettivi, ed anche Simona Bonafè e Matteo Adinolfi come membri sostituti.

Il lavoro della Commissione

Trattandosi di una commissione permanente, tra i compiti dell’ITRE vi è l’approvazione delle relazioni di carattere legislativo, la presentazione di emendamenti da sottoporre all’aula, la nomina dei membri delle squadre indicate di negoziare la legislazione dell’UE con il Consiglio, l’approvazione delle relazioni di iniziativa, l’organizzazione di audizioni con esperti e il controllo dell’operato degli organismi dell’UE. Inoltre, la Commissione nomina solitamente un rapporteur che fa delle raccomandazioni alla Commissione e presenta la relazione in assemblea plenaria. Il lavoro delle Commissioni nel Parlamento è fondamentale, poiché la maggior parte della funzione legislativa del Parlamento si svolge proprio all’interno di queste.
La Commissione ITRE si occupa dell’industria, energia e ricerca, ed è responsabile di molteplici settori: la politica industriale dell’Unione e l’applicazione di nuove tecnologie, comprese le misure relative alle PMI; la politica di ricerca e innovazione dell’Unione, nonché la diffusione e lo sfruttamento dei risultati della ricerca; la politica spaziale europea; le attività del Centro comune di ricerca, del Consiglio europeo della ricerca, dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia e dell’Istituto per i materiali e le misure di riferimento; misure dell’Unione relative alla politica energetica, anche nel contesto del funzionamento del mercato interno dell’energia; ciò che riguarda il trattato EURATOM e la sua Agenzia di approvvigionamento; sicurezza nucleare, disattivazione e rifiuti smaltimento nel settore nucleare; la società dell’informazione, la tecnologia dell’informazione e le reti e i servizi di comunicazione, comprese le tecnologie e gli aspetti di sicurezza e la creazione e lo sviluppo di reti transeuropee nel settore delle telecomunicazioni.

Le priorità

Il rapporto delle attività 2014-2019 sintetizza al meglio le attività portate avanti dall’ITRE negli ultimi anni, e fa comprendere l’indirizzo che si sta seguendo ora e si seguirà in futuro. In particolare, il primo obiettivo è quello di contribuire a dare una nuova spinta per l’occupazione, la crescita e gli investimenti, il tutto attraverso il progetto dell’economia circolare e il quadro finanziario pluriennale di 2021-2027. La seconda priorità è creare un mercato unico digitale connesso, migliorando l’accesso ai beni e servizi digitali per consumatori e imprese, creando condizioni favorevoli alla crescita e condizioni di parità per reti digitali e servizi innovativi, massimizzando il potenziale di crescita dell’economia digitale. La terza priorità è creare un’unione energetica resiliente con una politica lungimirante sul cambiamento climatico, attraverso la sicurezza energetica, un mercato europeo dell’energia pienamente integrato, l’efficienza energetica che contribuisce alla moderazione della domanda, la decarbonizzazione dell’economia, investimenti in ricerca, innovazione e competitività. Il quarto obiettivo è garantire un mercato interno più profondo ed equo, con una forte base industriale, così come la quinta priorità è la garanzia di una più giusta Unione economica e monetaria.

La risposta al Coronavirus

In questo ultimo periodo, il coronavirus è diventato argomento centrale anche nell’agenda dell’ITRE: il Presidente del Parlamento europeo ha annunciato una serie di misure per contenere la diffusione dell’epidemia e salvaguardare le attività principali del Parlamento, che vengono ridotte ma mantenute nelle loro parti essenziali. Nell’ambito dell’ITRE, il 15 aprile la Commissione ha approvato una comunicazione sul ruolo dei test per un’efficace strategia di uscita coordinata tra loro, e gli scienziati del Centro comune di ricerca hanno sviluppato criteri di prestazione dei test per migliorare l’accuratezza complessiva dei test COVID-19. Il 17 aprile, il Parlamento ha adottato una risoluzione sulla crisi COVID-19, chiedendo un approccio coordinato post-lockdown nell’UE, compresi anche test su larga scala. Il 24 aprile, la Commissione europea ha discusso con la commissaria per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù Mariya Gabriel e la commissaria per il mercato interno Thierry Breton sulla strada da seguire per le proposte del Parlamento. Molto importante è la piattaforma europea di dati COVID-19, lanciata per consentire la raccolta e la condivisione dei dati di ricerca disponibili. I ricercatori saranno in grado di archiviare, condividere e analizzare un’ampia varietà di risultati sul coronavirus. Infine, la Commissione europea, in stretta collaborazione con gli Stati membri dell’UE, ospiterà, con il patrocinio della Gabriel, il primo hackathon paneuropeo sul Covid-19, per collegare la società civile, gli innovatori, i partner e gli investitori da tutta Europa e oltre, al fine di sviluppare soluzioni innovative per le sfide legate al coronavirus.

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