Il discorso di Macron: in Francia “déconfinement” graduale dopo l’11 maggio

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Il 13 aprile, il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, si è rivolto nuovamente al Paese in un discorso di 30 minuti, in cui ha annunciato l’estensione almeno fino all’11 maggio delle misure restrittive in vigore per contenere la pandemia da coronavirus. Macron ha confermato tutti gli aiuti messi in campo per sostenere le imprese e ha ricordato i meriti del personale sanitario. Il Presidente francese ha, altresì, ammesso i problemi riscontrati dalla Francia nella gestione della crisi attuale-come l’insufficienza di mascherine e test- ed ha spiegato che le prossime settimane di “confinement” serviranno proprio a risolvere tali problemi, oltre che ad introdurre forme di aiuto economico più inclusive e a definire la fase due.

 Il discorso del Presidente francese

 Il lockdown deve ancora continuare anche se la pandemia da Covid-19, il cui bilancio si avvicina a circa 15.000 morti in Francia, sta iniziando a rallentare: è quanto affermato dal Presidente della Repubblica francese nella serata di lunedì, in diretta televisiva dal Palazzo dell’Eliseo. Per non vanificare “lo sforzo fatto da tutti” Emmanuel Macron ha così deciso di tenere ancora i francesi a casa e l’appuntamento per la ripresa è prorogato a dopo l’11 maggio.

Dopo aver annunciato l’estensione del lockdown, aver ringraziato il personale sanitario ed aver fatto luce sui problemi francesi nella gestione dell’emergenza sanitaria, Macron ha affermato che sono in corso di definizione i tempi e le modalità della fase due, cioè del ritorno alla vita dopo aver superato almeno la fase più critica dell’emergenza dovuta al Covid-19. Il Presidente ha, così, dato un orizzonte ai francesi. “Il prossimo 11 maggio (…) sarà l’inizio di una nuova fase”, ha promesso il Capo dello Stato.

Dal giorno della fine del lockdown, gli ospedali, i laboratori di analisi, i medici di famiglia, dovranno essere in grado di testare chiunque al primo sintomo e metterlo in quarantena immediatamente. Dopo l’11 maggio, se il numero dei contagi sarà diminuito, Macron spera di riaprire le scuole-ma non i licei- e le università, la cui chiusura aumenta le diseguaglianze sociali, soprattutto nei quartieri popolari e nelle campagne francesi. Non tutti i bambini, infatti, hanno a disposizione strumenti digitali o l’aiuto dei genitori. “Vedremo dopo due settimane di riapertura se l’impatto è negativo”, ha affermato Pascal Crépey, epidemiologo presso la School of Advanced Studies in Public Health (EHESP).

 

Dopo l’11 maggio il Presidente francese vorrebbe anche riaccendere il motore economico del Paese, di concerto con le imprese. “L’11 maggio si tratterà di consentire a quante più persone possibile di tornare al lavoro, di riavviare il nostro settore, le nostre attività e i nostri servizi”, ha dichiarato nel suo discorso. “Le persone anziane e i più vulnerabili” rimarranno invece ancora a casa per scongiurare un contagio. Per lo stesso motivo, non potranno ancora riaprire bar, ristoranti, alberghi, teatri, sale da concerto e musei. “I principali festival ed eventi con un vasto pubblico non potranno essere tenuti almeno fino a metà luglio prossimo”, ha aggiunto Macron, indicando che “la situazione sarà valutata collettivamente da metà maggio, ogni settimana”. Ogni francese sarà “dotato di una mascherina per la circolazione in pubblico”, l’obbligo di indossarla potrebbe, infatti, diventare “sistematico”, in particolare sui mezzi pubblici.

“La speranza rinasce, ma nulla è già acquisito”, ha avvertito il Presidente, precisando che non bisognerà abbassare la guardia ed allentare i controlli, bensì, sarà necessario continuare a rispettare le misure di precauzione, poiché il virus probabilmente non sarà debellato presto e sarà necessario imparare a conviverci. “Le regole potrebbero essere adattate in base ai nostri risultati, perché l’obiettivo principale rimane la salute di tutti i francesi” ha insistito il Presidente. Il confinamento, in quest’ottica, sarebbe revocato gradualmente.

Infine, Emmanuel Macron, nel suo discorso, ha altresì invitato l’Europa ad una “maggiore audacia” ed i Paesi più ricchi a “ridurre in modo massiccio” il debito degli Stati africani.

 Le reazioni politiche

 Quella di Macron è una scelta politica non priva di rischi. Il suo annuncio è stato, infatti, immediatamente criticato dall’opposizione.

A destra, il Presidente dei repubblicani, Christian Jacob, ha invocato una gestione della crisi che includa un buon uso della logistica. Intervistato da Agence France-Presse (AFP), Jacob ha spiegato: “Tutto ciò dipenderà dalla sua capacità di suonare realmente la mobilitazione generale. Le parole non saranno più sufficienti. Possiamo vedere il ritardo che abbiamo in mascherine, attrezzature, test, ecc. Ora dobbiamo anticipare la ripresa economica, settore di attività per settore di attività”.

A sinistra, il Segretario del Partito Socialista, Olivier Faure, ha chiesto anche lui di verificare che le condizioni logistiche siano soddisfatte. “Per l’11 maggio abbiamo bisogno di garanzie di fattibilità, vedremo, è un obiettivo ambizioso, che dobbiamo condividere, dobbiamo mettere tutti i nostri sforzi insieme per raggiungerlo” ha ammonito in un programma in onda sul canale televisivo TF1.

All’estrema destra, il vicepresidente di Rassemblement National (RN), Jordan Bardella, ha descritto il graduale “deconfinamento” delle scuole come “estremamente pericoloso”. “Il Capo dello Stato ha indicato che renderebbe possibile il test per tutte le persone che presentano sintomi, eppure sappiamo che il 50% delle persone infette dal coronavirus è asintomatico e, tra questi asintomatici, ci sono anche molti bambini; quindi iniziare il deconfinamento rimettendo migliaia di bambini nelle classi scolastiche, lo trovo estremamente pericoloso, lo trovo una decisione sbagliata” ha dichiarato Bardella. Anche il leader dei deputati di La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, considera “estremamente pericoloso” il piano annunciato da Macron, descritto anche dagli ecologisti come una “una follia”.

Le prossime settimane, dunque, saranno un banco di prova per il Governo francese.

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