L’Unione Europea tra Covid-19 e rifugiati: un nuovo pacchetto di aiuti nel fondo in risposta alla crisi siriana

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Il 31 marzo, l’UE ha approvato 239 milioni di euro di aiuti nel contesto della pandemia di coronavirus, ma al fine di rafforzare la resilienza nei paesi limitrofi che ospitano i rifugiati siriani. Nell’ambito del fondo fiduciario alla crisi siriana e alla luce degli ultimi sviluppi, l’Unione Europea aiuterà i paesi ospitanti a rispondere meglio alle sfide sanitarie e garantirà ulteriori risorse alle persone più vulnerabili nella regione.

Il contesto

Istituito nel 2014, il fondo fiduciario regionale dell’Unione europea in risposta alla crisi siriana rappresenta un aspetto importante della politica di sostegno dell’UE per aiutare i rifugiati siriani e i paesi vicino alla Siria. Tale fondo ha come obiettivo rafforzare la politica integrata dell’UE in materia di aiuti in situazioni di crisi, agendo sulla base della resilienza a lungo termine e sulla necessità di maggior autosufficienza dei rifugiati siriani. Altro obiettivo è quello di allentare le pressioni che hanno le comunità ospitanti e sulle loro amministrazioni in paesi come Iraq, Giordania, Libano e Turchia. Si occupano dell’istruzione di base e dei servizi di protezione dei minori rifugiati, di formazione e di istruzione superiore, ma anche del miglioramento dell’accesso all’assistenza sanitaria e alle infrastrutture idriche.

Il pacchetto di assistenza

Il pacchetto di assistenza per gli aiuti è stato adottato dal comitato esecutivo del fondo fiduciario, composto dai rappresentanti della Commissione europea, degli Stati membri dell’UE, di Regno Unito e Turchia. Molto importanti sono anche gli osservatori: i deputati del Parlamento europeo ma soprattutto, i rappresentanti dell’Iraq, della Giordania, del Libano, della Banca mondiale e del fondo fiduciario per la ripresa siriana.

È stato stabilito un pacchetto di aiuti composto da diverse azioni, per un totale di 239 milioni di euro. 100 milioni di euro sono destinati a migliorare la resilienza delle famiglie vulnerabili locali e dei rifugiati siriani, oltre che a contribuire alla creazione di reti di sicurezza sociale sostenibili in Libano. 57,5 milioni di euro serviranno a rafforzare l’istruzione pubblica in Libano, affinché il sistema possa assicurare un’istruzione inclusiva e di qualità ai minori vulnerabili del luogo e ai minori siriani rifugiati nel paese. Con 27,5 milioni di euro si contribuirà ad offrire un’istruzione di qualità, equa e inclusiva ai rifugiati siriani nei campi in Giordania. 22 milioni di euro contribuiranno a rafforzare il sistema sanitario in Giordania, compresa la prevenzione e la gestione delle malattie e con l’assistenza sanitaria di base. 11 milioni di euro sono invece a favore dell’emancipazione femminile e di un miglior accesso delle donne, le locali e le rifugiate, alle opportunità di sostentamento in Giordania. 10,5 milioni di euro sono a sostegno di sistemi, politiche e servizi sostenibili e di qualità per la protezione dei minori in Libano, a beneficio di ragazzi, donne e ragazze. Infine, sono previsti 10 milioni di euro al fine di migliorare le condizioni di vita e di alloggio dei rimpatriati vulnerabili, così da coadiuvare gli sforzi di pace in Iraq, nell’area del Ninewa occidentale.

Questo nuovo pacchetto di aiuti fa salire ad oltre 2 miliardi di euro l’importo del fondo, provenienti dal bilancio dell’UE, dai contributi di 21 Stati membri, del Regno Unito e della Turchia: si tratta del doppio dell’obiettivo iniziale previsto dal fondo, nato per portare avanti azioni concrete nella regione, di cui beneficiano tanto i rifugiati quanto i paesi che li ospitano. In totale, grazie a questo nuovo pacchetto di misure, il fondo ha mobilitato oltre 900 milioni di euro per il Libano, oltre 500 milioni di euro sia per la Giordania che per la Turchia e oltre 160 milioni di euro per l’Iraq.

Le dichiarazioni

L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché Vicepresidente della Commissione europea, Josep Borrel, ha affermato che “l’Unione europea resta al fianco dei rifugiati siriani e dei paesi limitrofi che li ospitano” anche dopo dieci anni dall’inizio della crisi siriana. “Non solo per far fronte alle sfide più pressanti, compresa la pandemia di coronavirus – continua Borrel – ma anche per costruire il loro futuro”. L’Unione europea continuerà ad appoggiare gli sforzi delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di trovare una soluzione politica globale al conflitto siriano, mobilitare il sostegno finanziario di cui necessitano i paesi destinatari del pacchetto e fornire una piattaforma unica per il dialogo con la società civile. “In tale contesto l’UE organizzerà quest’anno la quarta conferenza di Bruxelles ‘Sostenere il futuro della Siria e della regione’” ha concluso l’Alto rappresentante.

Importante è stato anche l’intervento di Olivér Várhelyi, Commissario responsabile per la Politica di vicinato e l’allargamento, che ha evidenziato l’importanza del pacchetto alla luce dell’attuale pandemia. “Il pacchetto di quasi 240 milioni di euro si concentra particolarmente su settori essenziali per le popolazioni vulnerabili quali l’assistenza sociale, la sanità, l’istruzione e la protezione dei minori. Contribuirà a rendere più resilienti coloro che vivono già situazioni difficili perché possano affrontare meglio le molteplici sfide connesse al coronavirus”, ha affermato. L’assistenza dell’Unione europea mostra forte solidarietà alle popolazioni più vulnerabili che si trovano in circostanze di difficoltà già abitualmente, e che vengono messi ulteriormente alla prova dalla pandemia di coronavirus.

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