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Aiuti di Stato, la Commissione UE vara un nuovo schema per l’emergenza Covid-19

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Il 19 marzo, la Commissione europea ha varato un nuovo quadro temporaneo sul sostegno pubblico alle imprese attraverso gli aiuti di Stato: i governi potranno garantire aiuti diretti fino a 500mila euro alle aziende e dare anche garanzie per prestiti. La pandemia Covid-19 è una grave emergenza per la salute pubblica dei cittadini e delle società ma, allo stesso tempo, è anche un grave shock per le economie globali e dell’Unione. È necessaria quindi una risposta economica coordinata degli Stati membri e delle istituzioni dell’UE per mitigare le ripercussioni negative.

Il nuovo schema di Aiuti di Stato

Il diffondersi del coronavirus, oltre a ingenti problemi dal punto di vista sanitario, ha anche un impatto economico significativo. Per questo motivo, numerosi Stati membri stanno prendendo in considerazione misure di sostegno per cittadini o imprese, che possono comportare aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 107 TFUE.

“L’impatto economico dell’epidemia di COVID-19 è forte. Dobbiamo agire rapidamente per riuscire ad affrontarlo, per quanto possibile, e dobbiamo agire in modo coordinato”: con queste parole, Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva nonché responsabile della politica di concorrenza, ha giustificato la necessità delle misure. “Il nuovo quadro temporaneo consente agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per sostenere l’economia in questo momento difficile” ha aggiunto la Vestager, introducendo i cinque tipi di aiuti previsti dal quadro temporaneo, che sarà in vigore fino alla fine di dicembre 2020.

Il primo tipo sono le sovvenzioni dirette, le agevolazioni fiscali selettive e gli acconti: gli Stati membri potranno concedere fino a 800.000€ a una impresa che ha urgenti esigenze di liquidità. In secondo luogo, vi sono le garanzie di Stato per prestiti bancari contratti dalle imprese: le banche potranno continuare ad erogare i prestiti ai clienti che ne avranno bisogno. Poi, sono previsti i prestiti pubblici agevolati alle imprese: gli Stati potranno concedere prestiti con tassi di interesse favorevoli alle imprese, aiutandole a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio per gli investimenti. Inoltre, vi sono delle garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale: se gli Stati membri prevedono di sfruttare le capacità di prestito esistenti delle banche e di utilizzarle come canale di sostegno alle imprese, tali aiuti si considerano diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse. Infine, è prevista l’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine: vi è un’ulteriore flessibilità per quanto riguarda il modo in cui dimostrare che alcuni paesi costituiscono rischi non assicurabili sul mercato, permettendo così agli Stati di offrire una copertura assicurativa dei crediti all’esportazione a breve termine.

Il quadro temporaneo contribuirà ad orientare il sostegno all’economia, limitando l’impatto negativo sulle condizioni di parità nel mercato unico, e prevede una serie di garanzie per aiutare le imprese ad affrontare la crisi e a preparare una ripresa sostenibile.

Attuare l’impatto socioeconomico

Diverse sono le possibilità che hanno gli Stati membri per attuare l’impatto socioeconomico dell’epidemia del Coronavirus, in linea con le norme aiuti di Stato. Ad esempio, gli Stati membri possono introdurre modifiche di portata generale a favore delle imprese (quali il differimento delle imposte o il sostegno alla cassa integrazione in tutti i settori), che non rientrano nel campo di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato; possono concedere compensazioni alle imprese per i danni subiti a causa dall’epidemia o da essa direttamente causati, soprattutto nei settori principalmente colpiti (trasporti, turismo, settore alberghiero, commercio al dettaglio). Molto importante è il via libera dato ai contributi a sostegno delle compagnie aeree, penalizzate dallo stop dei voli.

Caso italiano

Il 25 marzo, la Commissione ha approvato il regime di garanzia dello Stato italiano a sostegno delle PMI più colpite. l’Italia ha notificato alla Commissione una misura di garanzia dello Stato a sostegno di una moratoria sui debiti delle PMI, che interessa il rinvio dei rimborsi dei prestiti sotto forma di scoperti di conto, anticipi bancari, prestiti “bullet” con rimborso integrale alla scadenza, mutui ipotecari e leasing. L’intento è mettere liquidità a disposizione delle PMI per aiutarle a preservare i posti di lavoro e a proseguire l’attività nonostante la difficile situazione dovuta all’emergenza del coronavirus: tale misura, in linea con il quadro temporaneo, sarà in vigore fino al 30 settembre.

Inoltre, la Commissione ha approvato anche un regime di sostegno da 50 milioni di euro riconoscendo i momenti difficili che l’Italia sta vivendo: si andrà a supportare la produzione e la fornitura di dispositivi medici e di protezione individuale. Questa misura è infatti diretta alle imprese di qualsiasi dimensione che creano nuovi impianti, ampliano la produzione o convertono le linee di produzione per realizzare dispositivi medici e di protezione individuale, quali ventilatori, mascherine, occhiali, camici, tute di sicurezza e così via.

Altro importante settore di intervento è l’agroalimentare: la Commissione ha accolto la richiesta di intervento presentata dal Ministro delle politiche agricole Bellanova ed ha autorizzato l’innalzamento del tetto per gli aiuti in via del tutto eccezionale. Gli interventi prevedono 800.000€ per l’agro-industria, 100.000€ per l’agricoltura e 120.000€ per pesca e acquacoltura. Secondo la ministra Bellanova, “le istituzioni europee stanno dimostrando la dovuta attenzione alle nostre richieste e la risposta della Commissione è l’inizio di un percorso che dobbiamo fare insieme”.

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