Macron in Polonia: rilancio costruttivo delle relazioni franco-polacche

in EUROPA by

Il 3 e 4 febbraio, il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, si è recato in Polonia per la sua prima visita ufficiale nel Paese, una visita che si è rivelata complessa e fortemente simbolica, nel segno di un rilancio costruttivo, sia bilaterale che europeo.

Relazioni complesse

La complessità è dovuta alle due facce della stessa medaglia che caratterizzano la Polonia: si tratta del Paese più importante dell’Europa centrale, in virtù della sua popolazione, del miglior successo economico dell’allargamento ad est e della sua cruciale posizione geografica, alla frontiera orientale dell’Unione europea. Al contempo, la Polonia è guidata da un governo ultraconservatore, accusato di voler minare lo stato di diritto.

Dal canto suo, Emmanuel Macron, sin dall’inizio della sua ascesa, si è posto come il difensore dei valori liberali contro il populismo e la deriva liberale che caratterizzano il Prawo i Sprawiedliwość- PiS, il partito di maggioranza in Polonia, noto con la traduzione Diritto e Giustizia. Il Presidente francese è il paladino di un progetto di riforma dell’Unione europea, che, tuttavia, ha incontrato inerzia ed ostilità. In un momento in cui si beneficia degli effetti derivanti dall’entrata in vigore della neocommissione, è il tempo di un nuovo approccio, più conciliante ed aperto al dialogo.

A Varsavia, il Presidente francese è stato giudicato come arrogante ed alcune sue posizioni hanno trovato la netta contrarietà nei circoli del potere polacco. A dicembre, il Ministro degli esteri polacco, Jacek Czaputowicz, ha persino affermato che la Francia è “il malato d’Europa”. In particolare, il progetto francese di riavvicinamento alla Federazione russa inquieta la Polonia, che ancora nutre timori nei confronti di Mosca. In aggiunta, la famigerata affermazione di Macron sullo stato della “morte cerebrale” della Nato, ha avuto un forte impatto in un Paese che ha affidato la sua sopravvivenza agli Stati Uniti.

Il Presidente francese desidera non far percepire ai paesi dell’Europa orientale il progetto di un maggior coordinamento a livello europeo nel settore della difesa come un ostacolo o addirittura un’opposizione all’Alleanza atlantica. Parallelamente, Macron intende chiarire e mantenere un tono rassicurante nei loro confronti con riferimento al negoziato sul budget dell’UE. Al contempo si sottolinea un solido impegno nella difesa dei valori democratici e dello stato di diritto.

La visita in Polonia

La prima visita ufficiale del Presidente della Repubblica francese in Polonia si è svolta alla ricerca di un equilibrio su questo filo sottile. Un momento storico, quello dell’incontro tra Emmanuel Macron ed il Presidente polacco, Andrzej Duda, in cui è stato annunciato un “punto di svolta” nel rapporto franco-polacco, dopo due anni di deterioramento delle relazioni. La prima pagina del quotidiano conservatore Rzeczpospolita, alla vigilia della visita ufficiale, parlava di “seppellire l’ascia di guerra”. Questo riscaldamento dei legami è visto come un’opportunità da Andrzej Duda, che gode di un buon indice di popolarità, a cinque mesi dalla messa in gioco del suo mandato, ma la cui politica estera, segnata da due incontri con Donald Trump, presenta delle lacune con riferimento all’Unione europea.

Non sono mancati i punti di discordia, come la condizione dei lavoratori, la NATO e lo stato di diritto. Ma l’Eliseo ora intende insistere sui punti di contatto tra i due paesi, a partire dalla Politica agricola comune, di cui la Francia è il primo Paese beneficiario e la Polonia il secondo. Lo scopo è quello di preservare questo settore nel bilancio europeo nel periodo 2021-2027. Parigi può anche contare su Varsavia per attenuare alcune regole di concorrenza in Europa, in modo da poter creare aziende in grado di competere con i giganti globali. Sulle questioni della difesa, la Francia potrebbe sperare in un impegno militare polacco nel Sahel, impegno già assunto dalla Repubblica Ceca.

La Francia ha deciso di lasciare che la Commissione europea gestisca la delicatissima questione dello stato di diritto in Polonia, senza nascondere la sua ostilità alle riforme che minacciano l’indipendenza della magistratura. Věra Jourová, Vicepresidente della Commissione europea e responsabile del coordinamento delle politiche per i valori e la trasparenza, proviene dall’ex blocco orientale ed ha tutti gli strumenti necessari per occuparsi di questo fascicolo. A tal proposito, in un discorso all’Università Jagellonica di Cracovia, il Presidente francese ha criticato con retorica le riforme che minacciano lo stato di diritto e l’indipendenza dei giudici in Polonia.

Macron, nel porre maggiormente l’accento sui temi della convergenza, ha sottolineato che la Francia ha bisogno della Polonia come la Polonia ha bisogno della Francia: le economie dei due paesi sono sempre più interdipendenti. Parigi, che ha incluso nella sua delegazione a Varsavia Xavier Ursat, direttore di Électricité de France-EDF per i progetti nucleari, ed il presidente dell’Autorità per la sicurezza nucleare Bernard Doroszczuk, spera in una cooperazione strategica con la Polonia interessata alle alternative a tutto il carbone.

Il triangolo di Weimar

Si rinizia a parlare del cosiddetto “triangolo di Weimar”: questo asse di cooperazione Parigi-Berlino-Varsavia, che sarà presto oggetto di un vertice, non era più attivo dall’ingresso della Polonia nell’UE nel 2004. Il Regno Unito ha da poco lasciato l’Unione, pertanto questo asse potrebbe diventare uno dei futuri driver europei, al di là delle relazioni franco-tedesche. Questi tre paesi svolgeranno un ruolo importante nella creazione del futuro Patto verde per l’Europa, lavorando su progetti industriali come la batteria elettrica del futuro o le celle a combustibile utilizzate per immagazzinare elettricità.

Con la Brexit, la Polonia perde un forte alleato nell’Unione europea, la più grande economia al di fuori dell’area dell’euro, una voce atlantista e molto scettica nei confronti della Russia. Da parte francese, la Francia perde un importante partner geopolitico e militare. Un altro fattore, cioè le risposte molto limitate della Germania alle proposte di Emmanuel Macron sull’Europa, ha spinto Parigi a cercare altri alleati. Da parte polacca, le relazioni con Berlino non sono ottimali e l’imprevedibilità di Donald Trump richiede legami più stretti con gli europei, anche se gli Stati Uniti sono ancora considerati la principale garanzia di sicurezza.

Il contesto è quindi favorevole per una ripresa del dialogo tra i due paesi, in particolare sulla politica di sicurezza e di difesa comune dell’UE.

 

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*