Consiglio d’Europa, la Repubblica Ceca e le misure per la tratta di esseri umani

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Il Consiglio d’Europa ha affermato che la Repubblica ceca ha adottato importanti misure per combattere la tratta di esseri umani, ma sono necessari miglioramenti attraverso misure legislative, politiche e pratiche, in particolare per quanto riguarda l’identificazione, la protezione e il risarcimento delle vittime, nonché l’efficacia delle indagini e delle azioni penali.

Il rapporto del gruppo di esperti

Il gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sull’azione contro la tratta di esseri umani – Group of Experts on Action against Trafficking in Human Beings (GRETA) – ha rilasciato il rapporto l’11 febbraio 2020. L’argomento centrale è proprio l’implementazione della Convenzione del Consiglio d’Europa in materia, e il controllo del meccanismo di monitoraggio. La Convenzione è entrata in vigore il 1° febbraio 2008. È giuridicamente vincolante e si basa su strumenti internazionali già esistenti. Allo stesso tempo, la convenzione va oltre gli standard minimi concordati in altri strumenti internazionali e mira a rafforzare la protezione offerta da loro; ha un campo di applicazione completo, che comprende tutte le forme di tratta (nazionale o transnazionale, collegato o meno al crimine organizzato) e accogliendo tutte le persone vittime della tratta (donne, uomini o bambini).

Secondo il rapporto, la Repubblica ceca è un paese di origine, transito e destinazione delle vittime della tratta, principalmente a fini di sfruttamento sessuale, con un recente aumento di vittime provenienti da Asia e Africa. Nel periodo 2016-2018 i bambini hanno rappresentato quasi la metà delle vittime identificate, per lo più trafficate per sfruttamento attraverso la prostituzione. Negli ultimi anni l’arrivo di lavoratori stranieri ha aumentato il rischio di tratta a fini di sfruttamento del lavoro. Finora, ci sono state poche vittime identificate formalmente, sebbene le autorità riconoscano che questo tipo di tratta sta diventando più comune.

Le raccomandazioni

Il gruppo GRETA ha esortato le autorità ceche a garantire che l’identificazione delle vittime e la loro assistenza non siano collegate all’avvio di procedimenti penali. Chiede inoltre maggiori sforzi per l’identificazione proattiva delle vittime della tratta a fini di sfruttamento del lavoro, nonché delle vittime tra i richiedenti asilo e le persone in stato di detenzione amministrativa. Secondo il gruppo di esperti, le autorità dovrebbero intensificare gli sforzi per garantire che il periodo di recupero e di riflessione sia applicato a tutte le presunte vittime straniere della tratta e che le vittime straniere possano beneficiare del diritto di ottenere un permesso di soggiorno rinnovabile. Inoltre, GRETA invita le autorità a adottare misure per facilitare l’accesso effettivo al risarcimento per le vittime della tratta. Per quanto riguarda le misure preventive, la relazione sottolinea che le autorità dovrebbero continuare ad aumentare la consapevolezza della tratta di esseri umani tra persone e gruppi vulnerabili alla tratta, in particolare la comunità rom e i lavoratori migranti, e di adottare misure per scoraggiare la domanda di servizi di tratta di persone. Infine, GRETA sottolinea la necessità di migliorare l’efficacia delle indagini e delle azioni penali al fine di garantire condanne proporzionate e dissuasive per i reati di tratta di esseri umani, in relazione alla tratta di sfruttamento del lavoro, dove vi sono state poche condanne.

Il contesto

All’inizio degli anni 2000, la Repubblica ceca era principalmente un paese di origine, in particolare per le donne e le ragazze trafficate a scopo di sfruttamento sessuale, ma negli ultimi anni si è verificato un afflusso di lavoratori stranieri nella Paese. La Repubblica Ceca ha adottato la convenzione il 29 marzo 2017, dunque il report valuta l’attuazione della Convenzione sull’azione contro la tratta di esseri umani a partire dal 2017, e accoglie con favore l’adozione della legislazione e delle strategie nazionali pertinenti nel corso degli anni, l’istituzione di strutture di coordinamento e specializzate, la formazione di professionisti pertinenti e la forte cooperazione con la società civile. Cinque strategie nazionali sono state implementate dal 2003, l’ultima per il periodo 2016-2019. L’attuale strategia nazionale comprende numerosi compiti legati alla lotta tratta per sfruttamento del lavoro. I bambini hanno rappresentato oltre la metà delle vittime identificate dalla polizia nel periodo 2012-2015, motivo per cui l’attuale strategia nazionale considera prioritaria la lotta alla tratta di minori.

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