Macron nel mirino in una Francia in subbuglio dal 5 dicembre

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Nella notte tra il 17 e il 18 gennaio, a Parigi, nel cuore del quartiere di Montparnasse, è divampato un incendio nella brasserie “La Rotonde”. Si tratta di un’istituzione parigina ed è lo stesso ristorante in cui il Presidente francese, Emmanuel Macron, festeggiò la vittoria al primo turno alle elezioni presidenziali del 2017, in una cena che gli aveva fatto guadagnare diverse critiche.

Incendio nella “brasserie presidenziale”

Il responsabile del locale ha riferito che l’incendio è divampato intorno alle 5 e un quarto, non provocando, così, dato l’orario, delle vittime e non rendendo necessaria un’evacuazione. Giunta sul posto dopo alcuni minuti, la polizia ha scoperto un inizio di incendio all’esterno del ristorante, nella zona dei tavolini, in quel momento chiusa. Chi ha appiccato il fuoco ha rotto un vetro per accedere alla parte esterna del ristorante, sul marciapiede, per poi procedere con l’atto vandalico. Il fuoco è stato domato dai pompieri tempestivamente, compromettendo soltanto una decina di metri quadrati del locale, come spiegato dal Capitano Florian Lointier di BSPP-Brigade de sapeurs-pompiers de Paris, i vigili del Fuoco parigini.

I responsabili del ristorante parlano di «danni importanti» e di «diversi giorni di chiusura, forse settimane», prima di poter riaprire ai clienti.

Anne Hidalgo, sindaca di Parigi, ha manifestato il suo supporto alla brasserie e ha descritto l’incendio come un “danno inaccettabile”.

Le indagini e i precedenti

La Procura ha aperto subito un’inchiesta e gli investigatori hanno affermato che l’incendio non è stato casuale. La pista criminale sembra quella più probabile. Rémy Heitz, il pubblico ministero di Parigi, ha confermato che si tratta di “un atto volontario” aggiungendo “Sono state trovate tracce di idrocarburi”.

“Nelle immagini video, vediamo due ragazzi che cercano di sfondare la porta”- ha dichiarato un alto funzionario del Ministero degli Interni- “Poi li vediamo rompere la finestra sul lato, lanciare quella che sembra essere benzina e dare fuoco a una credenza su cui sono posizionati i tovaglioli”.

Non è la prima volta che il locale è stato minacciato ed attaccato. Come “Le Fouquet’s” sugli Champs Elysées, locale da Nicolas Sarkozy, La Rotonde è diventata un simbolo politico.

Un altro tentativo di incendio era stato sventato, con modalità simili, pochi giorni prima, lo scorso 9 gennaio: il fuoco è stato immediatamente spento.

Il legame del ristorante con il Presidente francese lascia sospettare un colpo diretto allo stesso Macron, una rivendicazione politica.

Durante l’anno, la Rotonda ha dovuto chiudere le porte più volte durante le dimostrazioni dei gilet gialli. Il giorno prima dell’evento, durante la manifestazione contro la riforma delle pensioni, i manifestanti hanno sfilato davanti al locale urlando “Morte a Macron, Morte a La Rotonde!”.

Tentativo di blitz in un teatro parigino

Lo stesso giorno, il Presidente francese è stato protagonista di un altro evento: una trentina di manifestanti hanno tentato di entrare in un teatro parigino, Bouffe du Nord, in cui Macron e la première dame Brigitte stavano assistendo allo spettacolo “La Mouche”. Il tentativo è stato bloccato dalla polizia, Macron e la consorte sono stati messi in sicurezza, per poi rientrare nella sala per assistere alla fine dello spettacolo teatrale.

A segnalare la loro presenza nel teatro sembra esser stato il giornalista militante Taha Bouhafs, che su Twitter ha scritto “Qualcosa si sta preparando, la serata sarà movimentata”, invitando i militanti ad intervenire.

L’entourage di Macron, dopo l’episodio, ha fatto sapere che “il Presidente continuerà a recarsi a teatro come è abituato a fare e vigilerà affinché azioni politiche non violino la libertà di espressione, la libertà degli artisti e la libertà di creazione”.

Questi eventi si inquadrano in una Francia in subbuglio dal 5 dicembre, data dell’inizio degli scioperi e delle manifestazioni contro la riforma delle pensioni voluta dal Governo dello stesso Macron.

In seguito al procedere delle manifestazioni, il governo francese ha deciso di fare una parziale marcia indietro sulla riforma, revocando temporaneamente dal progetto di riforma la misura più contestata dell’età pensionabile a 64 anni per uscire dal mondo del lavoro a tasso pieno.

Nonostante questa modifica concessa dal governo francese, i sindacati francesi sembrano aver raccolto il testimone dai gilet gialli e continuano a scendere in piazza a Parigi e nel resto del paese.

In questo contesto, il 21 gennaio, nell’ambito di un nuovo blitz contro la riforma aspramente criticata, si è verificato l’ennesimo taglio di corrente nella zona dell’aeroporto di Orly e dei mercati generali di Rungis, a sud di Parigi. L’evento è stato rivendicato dal sindacato CGT Energie che ha agito con l’obiettivo di “colpire l’economia e mostrare la mobilitazione contro la riforma delle pensioni”.

 

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