Volo PS752 della Ukrainian International Airlines, spuntano altre ipotesi sull’abbattimento

in MEDIO ORIENTE by

Si infittiscono le dinamiche per quanto riguarda il tragico evento dell’abbattimento dell’aereoplano ucraino, abbattuto dalle forze armate iraniane la scorsa settimana, che ha provocato la morte di 176 persone.

Il fatto è stato inizialmente categoricamente negato dal governo di Teheran, dichiarandosi assolutamente estraneo all’accaduto.
Questa iniziale dichiarata estraneità da parte delle alte sfere governative iraniane, ha portato una sempre maggiore pressione internazionale, soprattutto ad uno scoppio di malcontento interno, il quale ha portato ad un gran numero di proteste popolari, dove si chiede una maggiore trasparenza all’interno della burocrazia e nella politica. Queste manifestazioni sono ancora in atto e spesso vengono represse, anche in maniera violenta.

In seguito a questi eventi il governo iraniano ha pubblicamente dichiarato che l’abbattimento dell’aereomobile è stato causato dall’impatto con un missile lanciato per errore dall’esercito di Teheran, dopo aver temuto un attacco americano, in risposta all’attacco missilistico iraniano su alcune basi statunitensi situate sul suolo iracheno.

Ad infittire ancora di più la situazione, si è aggiunto il video pubblicato dal New York Times dove si mostra che sono stati lanciati due missili a distanza di 30 secondi uno dall’altro. Ponendo così ancora più domande su cosa sia veramente successo e il motivo del lancio del secondo missile.

Un altro quesito a cui molti osservatori di politica internazionale hanno messo l’accento, è sul fatto che i razzi siano di fabbricazione russa. Ponendosi vari quesiti, alcuni molto azzardati come quello proposto da “TotalNews” nel quale viene proposta l’ipotesi che i missili possano essere stati lanciati da remoto da un terzo attore con un possibile hackeraggio o l’utilizzo di una backdoor nel software di gestione automatica del sistema di controllo delle batterie missilistiche. Una tesi difficile da verificare.

In ogni caso sono in molti a mettere in evidenza  come le armi russe, siano usate in quasi tutto il quadrante medio-orientale,  un chiaro segno, che Mosca si sia sostituita agli Stati Uniti come potenza garante all’interno della regione. Un esempio lampante di questa situazione è la grande attività di pacificazione in Libia, che la Russia  sta compiendo in queste settimane. Un altro importantissimo segno,è la ritrovata autorevolezza di Mosca a gli occhi delle nazioni del medio oriente, frutto di un lavoro continuo che da anni fa incontrare periodicamente attraverso forum e incontri bilaterali, Mosca con i vari paesi della regione.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*