Relazioni Repubblica Ceca – Cina

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Le relazioni tra Repubblica Ceca e Cina sono al centro degli ultimi dibattiti nei due paesi: i recenti sviluppi sono caratterizzati da diverse questioni aperte, dall’attuale disputa tra Praga e Pechino, al commercio e allo spionaggio.

Sin dal 2014, le relazioni ceco-cinesi includevano un impegno nei confronti della “politica della Cina unica” e promettevano di portare enormi benefici economici, con il presidente Zeman che affermava di voler rendere la Repubblica ceca “la porta della Cina verso l’Europa”. Cinque anni dopo, gli investimenti promessi non si sono materializzati e vi è una crescente preoccupazione a Praga per gli sforzi di Pechino per aumentare la sua influenza nel paese.

Pechino – Praga

Il sindaco di Praga Zdeněk Hřib ha definito la Cina un “partner inaffidabile” ed ha annullato l’accordo di gemellaggio che era stato portato avanti da Praga e Pechino: l’accordo risale al 2016, ma in seguito ad alcune clausole controverse sulla politica cinese è stato annullato. Il sindaco ceco ha voluto proseguire però questa sua politica di gemellaggi ed ha deciso che Praga firmerà un accordo di gemellaggio con la capitale di Taiwan, Tapei. “In questo modo, abbiamo perso un partner ma ne abbiamo vinto un altro”, ha detto il sindaco, ben consapevole del ruolo geopolitico di Taiwan, e del valore che ha l’isola per la Cina – Pechino vede Taiwan come proprio territorio. Stando alle parole del sindaco di Praga, si può parlare di una vera e propria disputa in corso tra Praga e Pechino che ha inasprito le relazioni ceco-cinesi. Zdenek ha affermato di non sostenere la rottura dei legami diplomatici o economici con la Cina ma, allo stesso tempo, ha esortato le democrazie europee a riflettere intensamente sull’avere “un partner così rischioso e inaffidabile”. “Chiedo a tutti voi di non rinunciare ai vostri valori e all’integrità personale di fronte a minacce e ricatti”, ha poi aggiunto. Inoltre, Zdenek ha anche accusato il governo ceco di “trascurare” gli ideali della pacifica Rivoluzione di velluto del 1989 che pose fine a quattro decenni di dominio comunista nella Repubblica ceca: “Come sindaco sto lavorando per mantenere la promessa della mia campagna di tornare al rispetto per la democrazia e i diritti umani. Questi sono i valori della Rivoluzione di velluto che l’attuale leadership della nostra repubblica sta trascurando”.

I mancati investimenti

Anche il Presidente della Repubblica Ceca ha espresso la propria opinione in merito alla scarsa affidabilità della Cina come partner, affermando che non andrà in Cina per prendere parte al vertice “17 + 1” dei capi della Cina e dei paesi dell’Europa centrale e orientale che si terrà ad aprile; uno dei suoi motivi è proprio che la Cina ha promesso di investire in Repubblica Ceca ma non l’ha fatto. Allo stesso tempo, Zeman riconosce che la politica portata avanti dal sindaco di Praga Zdenek – la cancellazione di una dichiarazione sulla politica della Cina dall’accordo di partenariato Praga-Pechino – potrebbe irritare la Cina.

Spionaggio

I mancati investimenti sono seguiti da recenti scandali sullo spionaggio cinese verso la Repubblica Ceca: il rettore della Charles University ha recentemente dovuto rispondere delle sue dimissioni dopo che è emerso che i cinesi avevano finanziato alcune delle conferenze dell’università a Praga; inoltre, è emerso anche che l’istituto finanziario internazionale Home Credit, che ha interessi commerciali in Cina, aveva pagato un’agenzia di pubbliche relazioni per lavorare sul miglioramento dell’immagine della Cina nei media cechi. Le notizie di crescenti sforzi cinesi per ottenere maggiore influenza nel paese hanno portato la camera bassa ceca a discutere l’istituzione di una commissione speciale che andrebbe a monitorare l’influenza dei regimi autoritari sugli affari cechi. Il ministro degli Esteri Petříček afferma che accoglierebbe con favore una simile mossa: “Tale commissione potrebbe contribuire al dibattito su come compensare l’influenza dei regimi stranieri sugli affari cechi. È nostro dovere rafforzare la nostra democrazia e rendere la nostra società più resistente alla minaccia di campagne di disinformazione e attacchi informatici dall’estero”.

Infine, il primo ministro Ceco Babis, rendendosi conto delle delicate relazioni con la Cina, ha riconosciuto la necessità di cercare un rapporto pragmatico con la Cina, bilanciando attentamente i valori cechi e gli interessi commerciali, per essere pronti a tenere un dibattito aperto su tutte le questioni, compresi i diritti umani.

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