Parigi: il corpo di un quattordicenne è stato ritrovato a Charles de Gaulle, sognava l’Europa

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L’8 gennaio, a bordo del volo Air France AF 703 proveniente da Abidjan ed atterrato a Parigi, è stato trovato il cadavere di un passeggero clandestino in un carrello. A seguito delle indagini, il Ministero dei trasporti della Costa d’Avorio, dopo aver consultato la famiglia, ha rivelato la sua identità: Ani Guibahi Laurent Barthélémy, 14 anni. Era nato il 5 febbraio 2005 a Yopougon, nel distretto di Abidjan in Costa d’Avorio ed era uno studente regolare a Niangon Lokoua, un sobborgo dello stesso distretto.

Il ritrovamento e le indagini

Il Boeing 777, dopo un volo di sei ore, è arrivato all’aeroporto Charles de Gaulle verso le 6 di mattina ed il corpo è stato trovato intorno alle 6:40. Dopo aver fatto scendere i passeggeri, sono cominciati i preparativi per il viaggio in direzione opposta verso il Paese africano. I tecnici si sono avvicinati come di routine al carrello di atterraggio scoprendo la presenza di un cadavere. Un portavoce della compagnia aerea francese ha confermato la morte di un passeggero clandestino- privo di documenti o lettere- senza specificare la sua età e deplorando un “dramma umano”. Il corpo del bambino è stato portato all’istituto medico-legale ed i gendarmi dei trasporti aerei hanno condotto l’inchiesta.

Sembrerebbe che il 14enne sia morto per asfissia o per congelamento, come tante persone prima di lui, nel tentativo di raggiungere l’Europa da clandestino.  Le temperature scendono a -50 gradi tra i 9 e i 10mila-l’altitudine alla quale volano gli aerei di linea- e l’ambiente dove si trovava il quattordicenne non è né riscaldato né pressurizzato.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto mostrano come Ani Guibahi Laurent Barthélémy abbia raggiunto il carrello di atterraggio dell’aeromobile afferrandolo mentre si preparava al decollo, verso le 22,55. In un’intervista, il Ministro dei trasporti ivoriano Amadou Koné ha spiegato come nel video “si vede un individuo che indossa una maglietta (…) Pensiamo sia riuscito a entrare sulla pista scavalcando le recinzioni. Poi si deve essere nascosto nelle siepi per infine correre ad afferrare il carrello di atterraggio dell’aereo proprio al momento del decollo”.

Un caso non isolato

Si tratta di un caso non isolato: negli ultimi anni, diversi clandestini, tra cui adolescenti africani, sono stati trovati morti per il freddo o investiti. Secondo i dati dell’ong International Volunteer Center (Cevi), nel 2017 sono arrivati in Italia dalla Costa d’Avorio 8.753 migranti tra i 14 e i  24 anni. Tra questi 1.263 sono donne e 1.474 sono minori non accompagnati. Un evento simile si è verificato nell’aeroporto di Milano Malpensa, nei primi anni 2000.  Lo scorso primo luglio, invece, il corpo di un clandestino è stato ritrovato nel giardino di una casa di Clapham, poco lontano dall’aeroporto di Heathrow: era caduto dal volo Nairobi-Londra della Kenya Airways. Nel 2012 un altro clandestino, José Matada, era precipitato vicino a Heathrow da un aereo proveniente dall’Angola. Così era accaduto anche a Yahuine Koita e Fode Tounkara: avevano 14 e 15 anni quando si nascosero il 29 Luglio del 1999 in un carrello di un aereo partito da Conakry in Guinea e diretto a Bruxelles. Morirono assiderati, ma i due bambini portavano una lettera scritta a mano con destinatario l’Europa: “Signori membri e responsabili dell’Europa, è alla vostra solidarietà e alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto in Africa. Aiutateci, soffriamo enormemente in Africa, aiutateci, abbiamo dei problemi e i bambini non hanno diritti…in Guinea, abbiamo molte scuole ma una grande mancanza di istruzione e d’insegnamento, salvo nelle scuole private dove si può avere una buona istruzione e un buon insegnamento, ma ci vogliono molti soldi, e i nostri genitori sono poveri, in media ci danno da mangiare. E poi non abbiamo scuole di sport come il calcio, il basket, il tennis, eccetera. Dunque in questo caso noi africani, e soprattutto noi bambini e giovani africani, vi chiediamo di fare una grande organizzazione utile per l’Africa perché progredisca”.

La sicurezza dell’aeroporto

Oltre alla tragedia umana, l’evento indica una grave violazione della sicurezza all’aeroporto ivoriano di Abidjan e ci si domanda come un ragazzo di 14 anni possa ottenere clandestinamente l’accesso ad un aereo e se ha beneficiato della complicità di qualcuno. Si sospetta, infatti, che un complice adulto lo abbia aiutato a passare, pur sapendo che il tentativo si sarebbe concluso molto probabilmente con la sua morte.

Da parte sua, il Governo della Costa d’Avorio ha dichiarato di aver “intrapreso il rafforzamento” delle disposizioni di sicurezza nell’aeroporto: sono state adottate diverse misure, in particolare il divieto di passaggio nella zona adiacente all’area aeroportuale per creare “una zona cuscinetto di sicurezza intorno l’aeroporto”.

Una corsa che è passata inosservata e un dramma umano, emblema della gravità di un fenomeno a cui urge trovare una soluzione.

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