Green Deal, l’Unione europea presenta il proprio piano d’azione per il clima

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L’11 dicembre la Commissione europea ha presentato il tanto atteso Green deal, un piano per rendere l’economia dell’Unione europea sostenibile, trasformando le sfide climatiche ed ambientali in opportunità in tutti i settori e rendendo la transizione giusta ed inclusiva per tutti.

Rendere irreversibile il percorso verso un’Europa a emissioni zero nel 2050 ed aumentare gli obiettivi di riduzione delle emissioni UE dal 40% al 50-55%: questi i due pilastri su cui poggia il piano presentato dalla Neopresidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Il Green Deal è per l’Europa “il momento uomo sulla luna”, ha dichiarato von der Leyen, la quale vuole rendere l’Unione europea “capofila” nell’economia pulita, nonché, attraverso 50 azioni, primo continente neutro per il clima entro il 2050.

L’obiettivo che si pone l’Unione europea è dunque quello di “riconciliare l’economia con il nostro pianeta” e quindi tagliare emissioni creando occupazione e rafforzando l’innovazione. Il vecchio modello di crescita basato su combustibili fossili ed inquinamento è considerato “fuori dal tempo e dal mondo”.

Il progetto è ambizioso, pertanto è necessario prestare attenzione e valutare l’impatto ed ogni singolo passo compiuto. Tale nuova strategia di crescita dell’Unione europea, secondo la Neopresidente della Commissione  “da più di quello che toglie”.

Un piano per gli investimenti sostenibili sarà la prima iniziativa prevista a gennaio. Il piano includerà uno strumento finanziario per coinvolgere anche le regioni dell’Unione europea maggiormente dipendenti dalle fonti fossili o da processi che richiedono un uso intensivo del carbone. A tal fine, l’Unione mira a mobilitare 100 miliardi di euro, nell’arco di sette anni, per la transizione all’uso di fonti rinnovabili. I dettagli del nuovo strumento saranno resi noti durante la prima metà di gennaio 2020, tuttavia, l’esecutivo ha già comunicato che si tratterà di una combinazione di diverse fonti di finanziamento: bilancio UE, bilanci nazionali, investimenti privati e Banca europea per gli investimenti. Farà parte del nuovo meccanismo anche il Fondo per la transizione equa, che sarà implementato nell’ambito della politica di coesione ed accompagnato da un’assistenza tecnica su misura, nonché da una maggiore flessibilità nell’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato. Tale strumento sarà cofinanziato dagli Stati membri e, nell’intenzione della Commissione europea, attrarrà nuovi investimenti, sfruttando l’effetto leva del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo plus. “Dobbiamo essere sicuri che nessuno resti indietro, perché o questa strategia funziona per tutti, o per nessuno” ha dichiarato Ursula von der Leyen. La Commissione ha tenuto a sottolineare che continuerà a lavorare per dare più forza alle comunità locali e regionali attraverso l’Iniziativa urbana europea, nonché tramite il coordinamento con il Patto dei sindaci per il clima, con attenzione particolare alle regioni ultra-periferiche ed alle isole, in virtù della loro “vulnerabilità al cambiamento climatico e ai disastri naturali”.

Nel 2021 sarà avviata la riforma di gran parte della legislazione vigente sul clima approvata negli ultimi cinque anni. L’Unione europea si doterà di un meccanismo per tutelare, nell’ambito dei settori maggiormente esposti alla transizione, l’industria europea dalla concorrenza di Paesi terzi i cui criteri sono meno stringenti in materia climatica.

La prima legge europea sul clima sarà uno dei pilastri in questa azione, con lo scopo di fissare regole chiare affinché innovatori ed investitori possano programmare gli investimenti a lungo termine.

“Sono i popoli europei che ci hanno chiamato ad un’azione decisiva sul cambiamento climatico, sono scesi in strada e oggi siamo qui per loro, a dirgli che abbiamo ascoltato in modo chiaro e forte ed ecco la risposta”, ha dichiarato la Presidente della Commissione, con un chiaro riferimento alle azioni di Greta Thunberg, annunciata “Persona dell’anno” lo stesso giorno della presentazione del Green deal.

L’Europa si vuole proporre come primo continente a percorrere tali passi, ma è importante che ogni continente trovi la propria strada per raggiungere il medesimo obiettivo. Ciò anche a fronte dell’impossibilità di creare una situazione di svantaggio e concorrenza sleale per le varie imprese.

A tal fine, verrà applicato un meccanismo di adattamento delle emissioni in piena conformità con l’Organizzazione mondiale del commercio.

“C’è molta discussione in corso con gli Stati sul fatto che serviranno enormi investimenti per rendere più verde la nostra economia, questi investimenti daranno enormi risultati” ha affermato il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans.

Quanto ai prossimi sviluppi, la discussione sul Green deal europeo si concluderà con una risoluzione che sarà votata dalla plenaria di Strasburgo a gennaio, come annunciato dal Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

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