Repubblica Ceca, ancora un rinvio per i Same-Sex Marriage

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Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è divenuto legale in tutta l’Europa occidentale nel corso degli anni, ma non si può dire lo stesso dell’Europa centrale o orientale postcomunista, in quanto qui ancora non vi è arrivato. In Repubblica Ceca, dopo intense attività risalenti al 2018, i passi verso la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso si sono bloccati, nonostante un ampio sostegno da parte degli attivisti, i quali sostengono che prima o poi il cambiamento arriverà.

Il 12 giugno 2018, 46 deputati hanno firmato un disegno di legge per estendere i diritti del matrimonio alle coppie indipendentemente dal loro genere: tale politica è stata sin da subito supportata dal Primo Ministro Andrej Babis e dal suo governo. L’importanza della questione ha fatto sì che sui media internazionali venisse subito diffusa la notizia per cui la Repubblica Ceca sarebbe diventata il primo paese post-comunista dell’ex blocco orientale – nonché la prima nazione slava – a legalizzare il matrimonio per le coppie dello stesso sesso.

Dal 12 giugno, dopo alcuni ritardi, il disegno di legge ha avuto la sua prima lettura solamente il 14 novembre, ma da allora i progressi si sono arrestati, con una serie di voti rinviati e infine annullati senza che fosse stata annunciata una nuova data. La situazione è molto complessa e non è chiaro se il disegno di legge verrà approvato: solo 82 deputati sono pronti a sostenere la legalizzazione secondo i sondaggi più recenti. La questione è molto delicata e dà luogo ad un voto di coscienza, i partiti quindi lasceranno i deputati liberi di scegliere come votare.

Come è avvenuto in tutti i paesi quando si è trattato di discutere su questi temi così delicati, vi è stata una dura opposizione da parte del Christian Democrat Party (KDU-CSL) guidato dal suo leader Marek Vyborny. L’opposizione si è fatta sentire sin da subito anche in Parlamento: tre giorni dopo che il disegno di legge è stato presentato in Parlamento, è stato introdotto un disegno di legge opposto, sostenuto da 37 deputati, con lo scopo di modificare la Carta dei diritti e delle libertà fondamentali, una parte della costituzione, al fine di ridefinire il matrimonio tra un uomo e una donna. Non è la prima volta che si assiste ad una tattica del genere per contrastare il Same-Sex marriage: l’obiettivo è creare un ostacolo molto più grande per la legislazione ordinaria. Il leader dell’opposizione Vyborny ha poi commentato che “il matrimonio è l’unione di un uomo e una donna. È stato dimostrato per secoli e merita la protezione della legge. Se due sorelle decidono di vivere insieme e prendersi cura del nonno, dovrebbero anche avere il diritto di sposarsi?”.

A guidare la campagna verso l’approvazione della legge è il gruppo “We Are Fair”, formatosi prima delle elezioni legislative del 2017 con l’obiettivo di legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso nella Repubblica Ceca entro quattro anni. Secondo il portavoce del gruppo Filip Milde, i progressi del disegno di legge sono stati rallentati poiché vi è stata una maggiore opposizione rispetto a quanto si aspettassero i suoi sostenitori. Inoltre, si ritiene che il rallentamento sia stato causato anche dal fatto che tutti i partiti – tranne il Partito pirata, sostenitore del disegno di legge – consentissero ai loro parlamentari un voto libero. Alla fine, il processo è diventato così prolungato che ha perso il suo posto nel programma delle attività governative.

Anche i parlamentari conservatori hanno presentato diverse critiche forti al disegno di legge, appellandosi anche alla religione, pur essendo la Repubblica Ceca notoriamente meno religiosa dei paesi vicini quali Polonia, Slovacchia e Ungheria. Le argomentazioni vengono quindi supportate dalla religione, e si ritiene il matrimonio tra persone dello stesso sesso una minaccia alla famiglia tradizionale e all’istituzione del matrimonio. Nonostante le battute d’arresto, We Are Fair crede che per il disegno di legge ci siano ancora possibilità; vengono organizzati eventi pubblici ogni tre mesi dall’anniversario dell’introduzione del disegno di legge il 12 giugno, dunque il prossimo sarà il 12 dicembre, e continua la mobilitazione, per cui l’obiettivo di quattro anni è ancora considerato probabile da raggiungere.

Infine, ci sono altri importanti fattori in gioco da considerare: quello positivo è che l’opinione pubblica si è spostata a favore del matrimonio omosessuale negli ultimi 15 anni, fino ad arrivare al 61% dei cechi d’accordo secondo un sondaggio; quello negativo è invece che il presidente Milos Zeman ha dichiarato di voler prendere in considerazione il veto in caso di approvazione del disegno di legge. Sebbene questo veto possa essere annullato dal parlamento sarebbe chiaramente un ulteriore ostacolo.

Di fronte a ciò, il leader Milde ha voluto ribadire che si tratta di una rivendicazione per un qualcosa che renderebbe le persone omosessuali uguali alle altre dal punto di vista legale, dunque senza togliere nulla alle altre persone: “non vogliamo nulla in più, solo la stessa qualità della vita di altre persone”.

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