Il Parlamento europeo ha approvato la nuova Commissione von der Leyen

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Il Parlamento europeo ha concluso le audizioni ed ha approvato la nuova Commissione europea, presentata mercoledì 27 novembre, alla plenaria di Strasburgo, dalla Presidente eletta Ursula von der Leyen.

In estate Ursula von der Leyen si era già presentata davanti alla plenaria del Parlamento europeo che doveva esprimersi sulla sua nomina e questa è stata approvata seppur con un margine molto ridotto di appena nove voti. La ratifica in blocco dell’intera Commissione era stata programmata per il mese di ottobre ma nelle settimane precedenti il Parlamento europeo ha espresso parere contrario nei confronti di tre commissari, che la von der Leyen ha dovuto sostituire, posticipando così il voto finale sulla nuova Commissione.

La procedura delle audizioni conclusa il 27 novembre ha stabilito l’idoneità dei candidati e la nuova Commissione europea ha ricevuto il via libera con 461 voti favorevoli, 157 contrari e 89 astensioni, nell’ambito di una votazione per appello nominale. La commissione von der Leyen ha così ottenuto molti più voti rispetto a quella Juncker che si era fermata a 423 e il margine sui voti contrari è stato molto più ampio rispetto a quanto era stato previsto. A favore della nuova Commissione hanno votato tutti i partiti che formano la maggioranza che gestisce la legislatura europea avviata dopo le elezioni di maggio: popolari, socialisti e liberali. Il gruppo dei Verdi si è astenuto mentre i gruppi della sinistra radicale e dell’estrema destra hanno espresso parere contrario. Tra i partiti italiani la Lega e Fratelli d’Italia hanno votato in modo compatto contro la nuova commissione. Partito Democratico e Forza Italia l’hanno invece sostenuta. Tra gli eurodeputati del Movimento 5 stelle vi è stata una spaccatura con 10 voti a favore, due contro (Ignazio Corrao e Nicola Pedicini) e due astensioni (Eleonora Evi e Rosa D’Amato).

Si tratta di un grande passo avanti con riferimento alla rappresentanza femminile: prima donna alla presidenza della Commissione e maggior numero di commissari donna-undici- nella storia dell’istituzione europea.

Durante il suo discorso prima del voto, Ursula von der Leyen ha ribadito gli impegni assunti in aula a luglio e quelli assunti dai singoli Commissari designati nel corso della procedura di audizione. Von der Leyen ha altresì aperto ad una maggiore flessibilità sulle regole di bilancio: “Dare tempo e spazio per permettere alle nostre economie di crescere. Dobbiamo usare tutta la flessibilità consentita” ha affermato la Presidente eletta. Quest’ultima ha, inoltre, sottolineato la sua fiducia nei confronti dell’ex premier italiano, Paolo Gentiloni, incaricato per il portafoglio dell’economia. La scelta di Gentiloni aveva precedentemente sollevato qualche perplessità, soprattutto in riferimento alla sua parzialità rispetto alla situazione delle finanze italiane, ma queste risultano essere state assorbite. “Ogni Stato membro dell’Ue si è impegnato per gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu – ha dichiarato von der Leyen riferendosi al nuovo commissario europeo per l’economia -Paolo Gentiloni gestirà il raggiungimento degli obiettivi ne è convinto e io credo in lui”. La Presidente della Commissione europea ha poi elencato i punti chiave del suo programma affermando “Nei prossimi 5 anni la nostra unione porterà avanti una trasformazione di società e economia, è la cosa giusta da fare e non sarà semplice”. Fra le prime urgenze figura il completamento dell’unione bancaria al fine di rendere il sistema finanziario più forte ed in grado di reagire agli choc. Con riferimento al Green deal- il piano dell’Unione per ridurre a zero le emissioni inquinanti nette negli Stati membri entro il 2050- von der Leyen ha calcato la mano sulla necessità di estendere gli standard europei sul clima oltre i confini dell’Unione europea. “Il cambiamento climatico riguarda tutti e noi ci candidiamo a essere un soggetto in grado di definire gli standard globali – ha detto la Presidente – Ma è evidente che dobbiamo portare con noi il mondo intero a convergere sugli obiettivi”. D’altronde l’obiettivo è garantire il mantenimento di “parità di condizioni nel mercato”. Con riferimento all’emergenza climatica von der Leyen ha altresì ricordato il caso di Venezia: “La protezione del nostro clima è una questione esistenziale per l’Europa e per tutto il mondo e non potrebbe essere altrimenti. Vediamo Venezia sott’acqua, le foreste in Portogallo colpite da incendi, la siccità in Lituania; è successo anche in passato, ma non possiamo perdere neanche un secondo, dobbiamo lottare contro il cambiamento climatico”. Su un altro dossier tanto cruciale quanto scomodo, quello dei flussi migratori, la nuova Presidente ha tentato di mantenere un approccio equilibrato, affermando che l’Europa sarà sempre un luogo di riparo per coloro che ricercano protezione internazionale. Dall’altro lato von der Leyen ha ribadito l’importanza della responsabilità nella gestione dei flussi e dei rimpatri. Il suo discorso ha toccato anche il tema dello stato di diritto, sul quale nessun compromesso è accettato. Con riferimento alla Brexit, von der Leyen ha ribadito una linea già nota, affermando “Un membro della nostra famiglia intende lasciare la nostra Unione io non ho mai sottaciuto che sarò sempre una remainer”. Al tempo stesso, però, “rispetteremo la decisione dei britannici e troveremo sempre delle soluzioni alle sfide comuni, ma qualsiasi cosa serba il futuro per noi il legame e l’amicizia dei nostri popoli non possono essere spezzati”

La nuova Commissione deve essere formalmente nominata dal Consiglio europeo ed il suo mondato dovrebbe iniziare il primo dicembre, con un mese di ritardo rispetto alla data di insediamento originario, prevista per il primo novembre.

 

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