L’Ucraina intensifica il ritiro delle truppe dalla zona orientale del paese

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Si evolve lo scenario nell’Ucraina orientale, dove da qualche giorno è iniziato il ritiro graduale delle truppe regolari di Kiev e dei ribelli filorussi. Questa manovra militare che potrebbe condurre a grandi passi avanti verso la normalizzazione dell’area sta incontrando alcune difficoltà.

Tutto è cominciato dall’incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il leader russo Valdimir Putin, i quali come segno di buona volontà e la determinazione di arrivare ad una pace a questo sanguinoso conflitto, che in questi anni ha causato circa tredicimila morti. Le due parti hanno deciso di iniziare un ritiro graduale delle rispettive forze armate nella regione del Luhansk nel Domabass, ancora divisa tra il controllo di Kiev e quello filorusso.

Il processo è poi continuato con la decisione ucraina di continuare la smilitarizzazione come segno aggiuntivo di grande impegno. Propiziando in questo modo il prossimo meeting del formato Normandia, cioè un vertice diplomatico tra Francia, Germania, Russia e Ucraina, istituito nel 2015 e tenuto nell’omonima regione francese per mediare cercando di ristabilire la pace attuando anche gli accordi di Minsk.

Questo atto ha creato vari malumori all’interno della società ucraina, non solo da parte dei nazionalisti, ma anche da parte dei più moderati, i quali hanno il forte timore che questa mossa politica sia avvenuta troppo presto, che possa lasciare campo libero hai russi e di conseguenza di non arrivare ad una pace condivisa.

Da notare anche che durante il ritiro delle truppe ucraine, le milizie separatiste hanno in varie occasioni sparato contro i militari regolari, andando così a complicare notevolmente uno scenario estremamente teso che inizia solo ultimamente a vedere i frutti di una normalizzazione.

 

Ad inserirsi nello scenario è stato anche l’arrivo del Segretario della NATO, il norvegese Jens Stoltenberg, in una visita ufficiale in Ucraina. Prima ha visitato la città portuale di Odessa nella zona occidentale del paese e in seguito si è spostato nella capitale Kiev. Durante questi meeting Stoltenberg ha discusso con i rappresentati istituzionali, dichiarando la forte alleanza tra l’Organizzazione Internazionale e l’Ucraina nel risolvere questa crisi, che si protrae ormai dal 2014, dichiarando le responsabilità della Russia e chiedendo il ritiro delle truppe di Mosca (la quale ha sempre dichiarato di non aver mai inviato soldati nelle zone interessate). A termine della visita, il Segretario ha anche promesso l’entrata della nazione est europea, all’interno della NATO, facendola così uscire dallo status di partnership in cui Kiev già si trova.

 

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