Elezioni in Polonia, vittoria della destra, con un ritorno della coalizione di sinistra in parlamento

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Si sono svolte il 13 ottobre le elezioni per i due rami del Parlamento in Polonia, dove il partito di destra “Diritto e Giustizia (Prawo i Sprawiedliwość)”, rappresentato da Jaroslaw Kaczynski, ha ottenuto una chiara vittoria, bissando quella verificatasi solo qualche mese fa durante le elezioni europee.

Durante questa tornata elettorale vi è stata una significativa impennata dell’affluenza alle urne, difatti le precedenti elezioni politiche sono andati a votare solo il 50.2% nel 2015, mentre in questa occasione l’affluenza degli aventi diritto al voto è stata del 61.1%, un sensibile incremento che si va ad attestare con i risultati della partecipazione del 1998, che ha raggiunto il 62.7%, dando così ancora più importanza ai risultati acquisito dai partiti.

Grande attenzione e risalto viene dato al movimento politico vincitore “Diritto e Giustizia” e al suo leader Jaroslaw Kaczynski, i quali ottengono la vittoria al termine di una campagna elettorale che ha fatto nascere molti timori soprattutto all’interno dell’Unione europea. I punti principali del programma politico di Prawo i Sprawiedliwość, ripetuti con forza dal suo rappresentante, hanno toccato un miglioramento del welfare polacco, aiuto per le zone più rurali del paese, aumento dei salari e aiuti per le famiglie con neonati, inoltre Kaczynski si è presentato come difensore della chiesa cattolica e della famiglia tradizionale, andando così contro la concezione di vita “LGBT” e mantenendo toni omofobi durante la campagna elettorale. Da questi temi è nato l’appello della nuova premio Nobel per la letteratura Olga Tokarczuk, che ha invitato gli elettori a votare per il centro sinistra boicottando così il maggiore partito di destra.

La composizione al termine degli scrutini attesta una chiarissima vittoria di “Diritto e Giustizia” che ottiene il 43.6% conseguendo grazie al premio di maggioranza previsto dal sistema elettorale polacco, la maggioranza assoluta dei seggi, con 239 su 460 totali nella Camera bassa (Sejm). Il discorso cambia leggermente al Senato dove “Diritto e Giustizia” ha conquistato 49 seggi su 100, ma questo non dovrebbe bloccare la maggioranza, cercando il supporto esterno di qualche indipendente. Le altre forze politiche si trovano in affanno e con un forte distacco, secondo infatti arriva la “Coalizione Civica”, unione politica di cui fanno parte anche i “Verdi” e “Piattaforma

Civica” che vede come leader il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, il quale ottiene il 27.4% di voti, seguono “La Sinistra”, “Coalizione Polacca” e il partito euroscettico “Confederazione Libertà e Indipendenza”.

Vale la pena notare il ritorno di una coalizione di centro sinistra in Parlamento dopo 15 lunghi anni di assenza, portati comunque avanti con intensi lavori extraparlamentari. L’alleanza è composta da “Alleanza della sinistra democratica” e “Razem”. La coalizione ha conseguito 8.55% riuscendo così a superare la soglia di sbarramento imposta dal sistema elettorale polacco, che si attesta al 5% per i partiti e 8% per le coalizioni, conquistando così 49 seggi e con il 5.72% al Senato, contando anche su due senatori.

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