Mike Pompeo a Roma incontra il nuovo governo

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Il Segretario di Stato statunitense Mike Pompeo è atterrato il 1 ottobre a Roma per una visita ai vertici dello Stato italiano e del Vaticano; il soggiorno in Italia è la prima tappa del suo viaggio in Europa che lo vedrà poi impegnato in Montenegro, in Macedonia del Nord e ad Atene come ultima tappa. Nonostante Pompeo sul suo profilo Twitter abbia inaugurato questo tour europeo con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione economica fra gli Stati Uniti e l’Unione Europea, al centro delle attenzioni ci sono molti argomenti, primo fra tutti l’ombra dell’imposizione dei dazi USA sui beni agroalimentari made in Italy come conseguenza della guerra legale fra le industrie aeree Boeing e Airbus, la prima statunitense e la seconda europea.

Il capo degli esteri USA nel suo primo giorno di visite si è recato al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella così come, secondo quanto riportato dal comunicato stampa della presidenza, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio. Nelle stesse ore in cui si erano riuniti a colloquio, la Coldiretti ha dato via a una manifestazione pacifica che si è tenuta difronte al Colle; il motivo del sit-in, spiega la confederazione degli imprenditori agricoli, sono i dazi americani che, una volta innalzati, danneggerebbero gran parte del commercio con gli Stati Uniti, il quale essendo il secondo mercato di riferimento dopo l’UE frutta attualmente circa 4,2 miliardi di dollari l’anno.
Il tema dei dazi è rimasto al centro del dibattito anche durante la visita a Palazzo Chigi il pomerggio stesso. Qui il premier Giuseppe Conte ha accolto il Segretario di Stato USA nella Sala dei Galeoni dove si è tenuto un fuori programma; una giornalista è riuscita ad avvicinarsi a Pompeo e a consegnargli un pezzo di parmigiano durante le foto di rito. Il premier ha quindi allontanato la giornalista esprimendo la propria disapprovazione per il gesto, in quanto non rappresenterebbe una giusta strada per trovare un compromesso sulla spinosa questione; Conte stesso infatti auspica una soluzione che non preveda sanzioni per il mercato agroalimentare italiano, le quali in un momento del genere si rivelerebbero disastrose per l’economia nazionale. Nel corso dell’incontro i due hanno avuto modo di trattare altre questioni come il 5G, la tecnologia cinese di cui gli Stati Uniti non sono fiduciosi e anzi stanno combattendo; all’interno di questa guerra strategica rientra l’Italia poiché Conte la scorsa primavera aveva firmato assieme a Xi Jinping un memorandum di intese sulla più ampia iniziativa economica della One Belt One Road, ovvero la Via della Seta. Pompeo ha perciò chiesto a Conte delle rassicurazioni a riguardo, e il premier ha garantito che l’Italia curerà semplicemente il proprio commercio ma, per quanto riguarda il 5G, rimarrà fedele alla linea americana per via dell’alleanza che li lega da tempo e verificherà la sicurezza cibernetica di questa tecnologia grazie alla Golden Power, una misura varata da quest’ultimo esecutivo.
Il 2 ottobre invece è stato il turno della Farnesina. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha ricevuto Pompeo a Villa Madama, sede di rappresentanza del suo ministero, per confrontarsi su questioni legate alla politica internazionale. In riferimento alla crisi libica Di Maio ha auspicato una soluzione condivisa, possibile solo tramite un’azione diretta a cessare il conflitto fra le due parti, e che richiede quindi un impegno maggiore da parte degli Stati Uniti dal momento che Trump nel 2017 aveva annunciato il proprio disimpegno, lasciando così ad Haftar campo libero per l’offensiva verso Tripoli. Pompeo d’altra parte si è congratulato con l’Italia per il suo impegno nelle operazioni Nato in Libia, Afghanistan e Iraq ma, da paese alleato, chiede unidirezionalità per far fronte comune sulla questione iraniana e quella venezuelana. Il ministro Di Maio ha poi voluto spendere qualche parola sull’ombra dei dazi americani per ribadire l’intenzione dell’esecutivo di tutelare il commercio estero delle imprese italiane. Dopo il vertice di Villa Madama il Segretario di Stato USA si è recato in pomeriggio all’ambasciata americana presso la Santa Sede per tenere un incontro sulla libertà religiosa nel mondo assieme al cardinale Parolin, e succesivamente all’ambasciata statunitense in Italia, situata a via Vittorio Veneto, per congratularsi con il corpo diplomatico.

Il giorno dopo, il 3 ottobre, Papa Francesco ha ricevuto Mike Pompeo in udienza privata al Vaticano. Le questioni trattate dal pontefice sono la tutela delle popolazioni cristiane in Medio Oriente e della loro libertà religiosa, questione cara ad entrambi le parti come fa sapere al termine dell’udienza il portavoce di Pompeo: «Hanno riaffermato l’impegno degli Stati Uniti e della Santa Sede a favore della libertà religiosa in tutto il mondo, e in particolare delle comunità cristiane in Medio Oriente. Poi hanno anche discusso degli sforzi continui degli Stati Uniti e della Santa Sede per promuovere la democrazia e i diritti umani a livello globale». Il resto del suo ultimo giorno di permanenza in Italia lo ha però voluto passare in Abruzzo, territorio a cui è molto legato; Pompeo infatti ha origini abruzzesi e i suoi bisnonni erano di Pacentro, un paese in provincia dell’Aquila, che per l’occasione lo ha voluto accogliere in festa.

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