Climate change, la Croce Rossa presenta a New York il suo report

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New York, 19 settembre 2019 – Un nuovo rapporto della più grande rete umanitaria del mondo, la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), avverte che il numero di persone bisognose di assistenza umanitaria ogni anno a causa di catastrofi climatiche potrebbe raddoppiare entro il 2050. “Il costo di non fare nulla” è il titolo del lavoro pubblicato oggi dall’IFRC, nel quale si stima che a causa di tempeste, siccità e inondazioni, il totale delle persone colpite potrebbe superare i 200 milioni all’anno rispetto ai 108 milioni di oggi. Tale realtà, si legge sempre nel report, comporterebbe un enorme impegno finanziario, con costi umanitari legati al clima che saliranno a 20 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, nello scenario più pessimistico.

 

Parlando a New York, in vista del vertice dell’azione per il clima delle Nazioni Unite del prossimo 23 settembre, il presidente della Croce Rossa Italiana e dell’IFRC, Francesco Rocca, ha dichiarato: “Questi risultati confermano l’impatto che il cambiamento climatico sta avendo e continuerà ad avere sulle popolazioni più vulnerabili del mondo. Il report dimostra anche i problemi che l’aumento delle catastrofi legate al clima potrebbe causare ed evidenzia i costi chiari e spaventosi del ‘non fare nulla’. Ma, soprattutto, ribadisce che invece c’è la possibilità di fare qualcosa. Dobbiamo agire con urgenza, investendo nell’adattamento climatico e nella riduzione del rischio delle catastrofi, anche attraverso gli sforzi per migliorare l’allerta tempestiva e le azioni umanitarie preventive: soltanto così il mondo potrà evitare un futuro segnato dall’aumento della sofferenza e dei costi della risposta umanitaria”.

 

“Il costo di non fare nulla” si basa sul lavoro e sulla metodologia del rapporto sulle onde d’urto della Banca Mondiale e attinge ai dati delle Nazioni Unite, al database internazionale sui disastri EM-DAT e alle statistiche sui disastri dell’IFRC. Il testo dimostra che siamo di fronte a una scelta netta: attraverso azioni che privilegiano lo sviluppo inclusivo e rispettoso del clima, il numero di persone che necessitano di assistenza umanitaria internazionale potrebbe arrivare a 68 milioni entro il 2030 e, addirittura a 10 milioni, entro il 2050, con una diminuzione del 90% rispetto ad oggi. E’ il momento di agire.

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