Macron incontra Putin prima del G7

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In vista dell’annuale summit del G7, il vertice dei ministri dell’economia delle sette nazioni avanzate con la ricchezza nazionale netta più grande al mondo, il presidente francese Emmanuel Macron ha incontrato il suo omologo russo, Vladimir Putin, nella residenza estiva a Fort de Brégançon.

Alla base dell’incontro vi è stata la volontà di Macron di aprire al dialogo con Putin: il presidente francese ha affermato che non è d’accordo con chi crede che sia inutile parlare con la Russia; non parlare con Putin vorrebbe dire isolarlo, e questo isolamento lo avvicinerebbe senz’altro a potenze come la Cina, allontanandolo dagli interessi dell’Europa. Per Macron invece, il dialogo è importante: Francia e Russia sono due paesi fondamentali, entrambi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza alle Nazioni Unite e dunque è necessario un dialogo per trovare punti di accordo e convergenza. Inoltre, Macron considera la Russia un paese europeo a tutti gli effetti; nell’attuare gli sforzi “per legare nuovamente Russia ed Europa”, ha sottolineato la sua convinzione che “l’Europa si estende da Lisbona a Vladivostok”. Il presidente francese ha detto alla sua controparte che Mosca deve rispettare i principi democratici fondamentali e che è necessario mantenere un dialogo tra i paesi per andare avanti nelle crisi internazionali, sviluppando un’architettura di sicurezza e fiducia tra l’Unione europea e la Russia.

Il ruolo di Macron ora è di un vero e proprio leader europeo: con un declino di popolarità per la Merkel e l’inglese Johnson impegnato nella Brexit, è il presidente francese il leader sulle questioni internazionali in Europa. Da quando è entrato in carica nel 2017, Macron ha cercato di mostrare fermezza a Putin e allo stesso tempo di incoraggiare Mosca ad assumere una posizione meno conflittuale su questioni internazionali, in particolare per quanto riguarda il conflitto in Ucraina. Diversi sono stati i temi oggetto dell’incontro, si tratta principalmente di questioni internazionali quali i conflitti in Siria e Libia, la questione dell’Ucraina, le tensioni tra Stati Uniti e Iran per concludere poi con l’importante tema della democrazia che, nonostante i toni amichevoli dell’vertice, ha dato luogo ad una situazione di maggiori scontri.

Per quanto riguarda il conflitto siriano, si riconosce che la situazione è molto complicata. A tal proposito, Macron ha espresso profonda preoccupazione per l’offensiva delle forze governative a Idlib che sta causando molte vittime tra i civili, dichiarando che è necessario rispettare “la tregua concordata a Sochi” e mettere quindi fine ai bombardamenti. Al contrario, Putin gli ha risposto che approva gli attacchi delle truppe del suo alleato Assad contro i miliziani. Sulla questione del nucleare, Vladimir Putin ha affermato che l’esplosione in un poligono militare vicino a Severodinsk, nel nord della Russia, non costituisce una minaccia per quanto riguarda l’aumento delle radiazioni. Per ciò che concerne la questione iraniana invece, Macron vorrebbe spingere su Putin affinché usi la sua influenza sull’Iran per evitare un’escalation delle tensioni in Medio Oriente e tra Usa e Iran.

Il tema più importante tra quelli affrontati è stato probabilmente quello dell’Ucraina: la Russia ha il ruolo di aggressore nella crisi ucraina; a partire dall’occupazione russa della Crimea nel 2014 vi è stata l’esclusione di Mosca dall’allora G8 e l’inizio delle sanzioni tra Russia e Occidente, per poi inasprire le tensioni ancora di più col sostegno militare di Putin ai separatisti nella guerra del Donbass. Un’apertura tra i due presidenti vi è stata proprio sul conflitto nel sud-est ucraino. Da poco, il neoeletto Presidente ucraino ha chiesto a Putin di intraprendere con lui trattative di pace per mettere fine alla violenza nell’Ucraina dell’est. Putin ha dichiarato che i suoi contatti con il presidente Zelensky mostrano dell’ottimismo, mentre Macron ha auspicato ad un nuovo vertice del Quartetto di Normandia (Russia, Francia, Germania e Ucraina) per cercare una soluzione condivisa alla guerra nel Donbass, già nelle prossime settimane. Per quanto riguarda il vertice internazionale, Macron ha affermato che riammettere la Russia nel gruppo dei sette che guida le nazioni industrializzate senza risolvere la crisi ucraina sarebbe un “errore strategico” che sottolinea la “debolezza” del gruppo; la Russia quindi continua a non prendere parte al G7.

Lo scontro tra i due presidenti si è avuto sulla questione del rispetto della democrazia: il pretesto è stato l’esclusione di alcuni politici dell’opposizione dalle prossime elezioni comunali dell’8 settembre a Mosca. Il presidente francese ha invitato il presidente russo a rispettare i principi democratici, con particolare rispetto per la libertà di parola e per libere elezioni in Russia. “Abbiamo convocato quest’estate la libertà di protesta, la libertà di parola, la libertà di opinione e la libertà di candidarsi alle elezioni, che dovrebbero essere pienamente rispettate in Russia come per qualsiasi membro del Consiglio d’Europa”, ha affermato Macron, “perché credo in una Russia europea”. Al contrario, Putin ha affermato di non volere consentire di arrivare ad una situazione come quella dei famosi Gilet gialli in Francia, secondo Putin colpevoli di infrangere le leggi di protesta, mentre il Presidente francese ha respinto ribattendo che “la libertà di manifestare è tutelata in Francia”.

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