Turchia, 127 milioni di euro di aiuti dall’UE

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Nell’ambito delle operazioni europee di protezione civile e di aiuti umanitari, l’Unione Europea ha fornito alla Turchia 127 milioni di euro per potenziare il più vasto programma umanitario dell’UE, dato che la posizione geografica della Turchia lo rende un paese di prima accoglienza e transito per molti rifugiati e migranti. A tal proposito, Johannes Hahn, il commissario per la politica europea di vicinato e dei negoziati sull’allargamento, ha dichiarato: “L’attuale crisi dei rifugiati è una sfida di dimensioni globali. Dobbiamo lavorare di pari passo con i nostri partner e paesi vicini oltre i confini dell’UE che ne sono maggiormente colpiti”. Lo strumento dell’UE per i rifugiati in Turchia è stato istituito nel 2015 in risposta alla richiesta del Consiglio europeo di disporre di finanziamenti supplementari significativi a sostegno dei rifugiati siriani in Turchia; ha un budget totale di 6 miliardi di euro suddiviso in due quote uguali di 3 miliardi ciascuna (per i periodi 2016-2017 e 2018-2019).

Il 6 agosto 2019, per garantire che i rifugiati continuino a essere sostenuti dal programma umanitario dell’UE, la Commissione europea ha annunciato ulteriori 127 milioni di euro al programma di rete di sicurezza sociale di emergenza (ESSN) tramite lo strumento dell’UE per i rifugiati in Turchia. Questo nuovo finanziamento porta il contributo totale dell’UE al programma a 1,125 miliardi di euro. Il programma ESSN fornisce ai rifugiati una assistenza finanziaria mensile di circa 20 euro a persona al mese attraverso una speciale carta di debito che può essere utilizzata solo all’interno della Turchia e il cui uso è strettamente monitorato. Così si aiutano i rifugiati ad integrarsi nell’economia e nella società locale, potendo provvedere e pagare per se stessi i bisogni di base come cibo, affitto e così via.

Nell’ambito della gestione del programma, a garantire il coordinamento, la complementarità e l’efficienza dell’assistenza, vi è il comitato direttivo che fornisce orientamenti strategici sul tipo di azioni da finanziare, con quale importo e attraverso quali strumenti di finanziamento. Il comitato direttivo è presieduto dalla Commissione europea e composto da rappresentanti degli Stati membri dell’UE, con la Turchia in veste consultiva. Le decisioni vengono prese sulla base di una valutazione delle esigenze e seguendo la procedura degli strumenti finanziari.

Più di 4 milioni di rifugiati registrati vivono in Turchia, nei quali rientrano siriani, iracheni, afgani, iraniani e somali, tra gli altri. Di questi, circa 87.000 persone sono ospitate nei campi, dove i rifugiati hanno accesso a rifugi, salute, istruzione, cibo e attività sociali. La maggior parte dei rifugiati siriani e molti rifugiati di altre nazionalità vivono fuori dai campi, in circostanze molto difficili e con risorse scarse. I rifugiati registrati hanno accesso ai servizi pubblici, inclusi istruzione e assistenza sanitaria. Tuttavia, la situazione è tutt’altro che semplice: per molti rifugiati, l’accesso a queste strutture di base è spesso difficile per vari motivi, inclusa la barriera linguistica. Oltre il 95% dei rifugiati siriani in Turchia rimane fuori dai campi, con un accesso limitato ai servizi di base. L’Unione Europea ha contratto 58 progetti umanitari con 21 organizzazioni umanitarie che lavorano in stretta collaborazione con organizzazioni partner turche per aiutare i rifugiati più vulnerabili.

Le principali aree di interesse dello strumento dell’Unione Europea per i rifugiati sono l’assistenza umanitaria, l’istruzione, la sanità, le infrastrutture comunali e il supporto socioeconomico. Ad oggi, nell’ambito della dotazione di 6 miliardi di euro, sono stati impegnati 5,6 miliardi di euro e 3,45 miliardi di euro attraverso 85 progetti. Inoltre, collegati ai progressi fatti, dall’inizio del 2019 sono stati erogati oltre 125 milioni di euro, portando il totale a 2,35 miliardi di euro. I risultati raggiunti finora mostrano l’importanza di tali sostegni: è uno strumento fondamentale per sostenere i rifugiati e le comunità di accoglienza. L’assistenza dell’UE mira a sostenere i rifugiati che sono fuggiti dalle violenze nel loro paese, in particolare quelli che vivono al di fuori dei campi e in situazioni di vulnerabilità, sostenendo anche le loro comunità ospitanti nel fornire accesso a un’istruzione di qualità, salute, protezione e mezzi di sussistenza, nonché altri servizi locali.

Christos Stylianides, il commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, ha dichiarato: “L’UE sostiene i suoi impegni nei confronti della Turchia e dei rifugiati più vulnerabili. Il nostro nuovo finanziamento ci consentirà di raggiungere oltre 1,6 milioni di rifugiati, aiutandoli a vivere dignitosamente in Turchia” per poi aggiungere che “il nostro programma di assistenza finanziaria è una storia di successo dell’innovazione nell’aiuto umanitario e ha dato a molte famiglie la possibilità di costruire un futuro sicuro dopo essere fuggiti dalla guerra in Siria”.

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