Mosca, più di mille arresti per le proteste contro il Governo Putin

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Sono statti fermati a Mosca dalle forze dell’ordine russe più di mille persone che stavano manifestando contro la decisione di non permettere l’inserimento dei candidati indipendenti per le elezioni locali, che avranno luogo il prossimo 8 settembre, dando vita così ad una grande manifestazione contro il governo.

Tutto nasce dalla decisione governativa di estromettere i candidati indipendenti di opposizione dalle liste elettorali della capitale russa, poiché, secondo le autorità, non avevano raccolto un numero di firme sufficienti per potersi rendere elegibili. In Russia per poter essere dichiarati candidabili bisogna raccogliere un grande numero di firme che dovranno essere poi certificate dalle autorità, per poter saltare l’obbligo delle firme è necessario per i partiti aver ottenuto almeno il 3% nella tornata elettorale precedente oppure, se il partito ha ottenuto almeno un mandato istituzionale nei parlamenti regionali. Queste soglie di sbarramento per i movimenti politici così alte create per prevenire una frammentazione partitica nel sistema istituzionale (si conti che fino al 2011 la soglia di sbarramento della Duma nazionale era il 7%) hanno suscitato moltissime critiche provenienti dai piccoli partiti, quelli regionali e soprattutto dai movimenti di opposizione che denunciano un grave deficit di rappresentanza e un problema per la democrazia.

Proprio per l’esclusione dei politici indipendenti e di opposizione per il Parlamento di Mosca, moltissimi attivisti e oppositori del governo si sono riuniti nelle strade e davanti al municipio della capitale russa per sostenere i candidati esclusi, dando così vita ad una protesta non autorizzata. I manifestanti hanno iniziato a cantare cori contro il Presidente Putin, chiedendo una nazione democratica e libera e bloccando il traffico cittadino. Ci sono stati anche scontri di grande intensità tra gli attivisti e le forze dell’ordine, con feriti, l’arresto di quasi 1400 persone e a termine dei tafferugli la polizia ha effettuato delle perquisizioni nelle sezioni dei candidati esclusi.

Questi fatti hanno suscitato gravi critiche da parte degli altri stati, l’Ambasciata statunitense a Mosca ha giudicato il comportamento della polizia russa come sproporzionato e contrario all’avvicinamento della popolazione al processo democratico. Il Ministero degli esteri britannico si è detto preoccupato per le perquisizioni e gli arresti, criticando il governo russo accusandolo di non ascoltare i diritti della popolazione. Il Ministro degli Esteri francese in una nota ha chiesto che vengano liberati il più presto possibile, Sia per Navalny sia per i più di 1000 arrestati durante la manifestazione, dicendosi preoccupato per i recenti sviluppi della questione.

Molto critica è la posizione dell’Unione europea, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, che ha condannato lo spropositato uso della forza usato dalla polizia russa contro i manifestanti, che va contro i diritti fondamentali sanciti nella Costituzione russa. In più l’UE si aspetta per la tornata elettorale locale di settembre delle condizioni più eque per tutte le forze politiche della Federazione Russa e che vengano rispettati gli accordi assunti da Mosca a livello internazionale sulla materia.

A complicare ancora di più la faccenda è il possibile avvelenamento del maggior esponente dell’opposizione, segretario del “Partito del Progresso” e presidente della “Coalizione Democratica” Alexei Navalny, in carcere dal 23 luglio, ricoverato d’urgenza all’ospedale il 28 per un presunto sfogo allergico, ma dopo le dichiarazioni del medico emerge la possibilità che sia stato avvelenato da una sostanza sconosciuta. Navalny è già stato riportato in carcere cerando gravi preoccupazioni per la sua sicurezza ed incolumità personale.

E proprio in questi giorni è stata annunciata una nuova protesta per il 3 di agosto, questa volta autorizzata da sindaco di Mosca.

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