Migranti: Italia e Malta contro Francia e Germania

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Italia e Malta chiedono all’Unione europea di modificare le normative in materia di gestione dei flussi migratori. In particolare, i due paesi mediterranei, colpiti in prima linea dal fenomeno a causa della geografia, chiedono di rivedere il principio che impone alle Organizzazioni non governative di trasportare i migranti nel porto più vicino.

Sul fronte opposto Francia e Germania, favorevoli al mantenimento dello status quo, come previsto dalle norme sul soccorso marittimo, tra cui la Convenzione di Amburgo: un “non paper” italo-maltese richiedeva a loro avviso un notevole impegno politico e finanziario.

Recentemente, la tensione tra Malta ed Italia da un lato e gli altri Stati europei dall’altro aveva raggiunto livelli alti in occasione dell’arrivo delle navi delle ONG che avevano salvato migranti in acque libiche, poi approdate nei porti dei due paesi mediterranei. In particolare, sono state al centro dell’attenzione la Sea Watch dell’omonima ONG tedesca, la Alex della ONG italiana Mediterranea e la Alan Kurdi della ONG spagnola Sea-Eye.

Dopo la presentazione del Piano italo-maltese a Bruxelles, la diatriba ha avuto luogo in seno al Vertice di Helsinki, una riunione informale dei ministri dell’interno degli Stati membri dell’UE, la quale ha fatto riemergere le divisioni esistenti tra i Paesi di prima accoglienza dell’Europa meridionale e quelli dell’Europa del Nord.

Italia e Malta chiedono alla neopresidenza finlandese ed alla Commissione europea di dare la massima priorità alla questione dell’immigrazione con un duplice obiettivo: creare le condizioni per una vera e propria lotta contro il traffico dei migranti ed affrontare, senza pregiudizi, la questione delle pressioni subite dai paesi terzi, tramite la previsione di accordi di ridistribuzioni obbligatorie. Inoltre, la proposta italo-maltese prevede una condivisione equa dei rimpatri tra tutti gli Stati membri, o in alternativa una gestione degli stessi da parte dell’Unione, tramite Frontex. Nel documento ufficioso e riservato – il cosiddetto “non paper”- preparato da Italia e Malta si legge che “Bisogna lavorare per attuare accordi di sbarco (e centri) con i Paesi terzi. È un punto cruciale che potrebbe contribuire a risolvere i conflitti a livello Ue in termini di solidarietà e ridistribuzione. Italia e Malta hanno intenzione di porre le basi per un sistema ben strutturato che fornisca canali di ingresso sicuri e legali nell’Unione europea e che risponda alle esigenze delle persone bisognose di protezione internazionale.In più, nel no paper si afferma “le regole della ricerca e soccorso in mare (Sar), fatta salva la necessità di proteggere la vita umana e fornire assistenza a qualsiasi persona in difficoltà, non possono essere sfruttate dai trafficanti di migranti per facilitare la loro attività criminale”. In tale ottica si immagina un ruolo più attivo dell’Unione europea, in modo da poter agire direttamente sul territorio degli Stati terzi limitrofi ai Paesi di origine dei migranti, al fine di selezionare, in stretta collaborazione con l’UNHCR, le persone che necessitano di protezione e di un reinsediamento nei vari Stati membri dell’UE.

La proposta italiana e maltese parte dalla necessità di istituire dei meccanismi validi per evitare che ad ogni arrivo di una nave con a bordo dei migranti ricominci il “balletto” tra i Paesi di prima accoglienza e gli altri Stati membri dell’UE, in particolare i Paesi del Nord Europa. A tal fine i due Stati propongono dei corridoi umanitari per i migranti ai quali venga riconosciuto l’asilo politico richiesto nei Paesi limitrofi a quelli d’origine. Inoltre, i due Stati avanzano l’idea di aree franche nell’UE, per creare delle alternative a quanto previsto dal Regolamento di Dublino. Si sottolinea poi la necessità di maggiori investimenti nei Paesi d’origine e questo tema – a parere delMinistro degli affari esteri e della cooperazione internazionale italiano, Enzo Moavero Milanesi – dovrebbe rientrare nei negoziati sul Quadro finanziario europeo per il periodo 2021-2027. Italia e Malta, per reperire le risorse necessarie, ipotizzano l’emissione di appositi titoli europei di debito.

“La nostra priorità è combattere le reti di trafficanti e fermare arrivi e partenze irregolari. Oggi – ha affermato il Commissario europeo per le Migrazioni e gli Affari interni, Dimitris Avramopoulos – farò appello agli stati membri affinché dimostrino più solidarietà. Non possiamo continuare così in futuro, affrontando caso per caso la situazione nel Mediterraneo”.

A dimostrazione delle diverse posizioni presenti in ambito europeo in merito all’imperativo della gestione dei flussi, durante il Vertice di Helsinki, Italia e Malta, oltre a subire l’opposizione di Francia e Germania per l’approvazione del proprio piano, si sono, a loro volta, opposte all’adozione di un documento proposto dal fronte contrario costituito da Francia e Germania. Questo piano avrebbe impegnato i Paesi di prima accoglienza ad offrire porti sicuri ai migranti: il ministro dell’Interno italiano e quello maltese hanno temuto di dover, in tal modo, sobbarcare tutto il peso dei nuovi arrivi.

Data l’impossibilità di raggiungere un’intesa, i 28 ministri dell’Interno dell’UE hanno concordato nuove riunioni da tenersi nelle prossime settimane, in vista di un vertice tra Italia, Malta, Francia e Germania, più la presidenza finlandese, previsto per settembre.

 

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