Captagon, la droga della Jihad

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Sequestrate 5.25 tonnellate di pasticche di fenetillina in Grecia. Si tratta del più grande sequestro di metanfetamine della storia, per un totale di 33 milioni di pillole. Il container proveniva dalla Siria ed era diretto in Cina.

Il nome “captagon” è la denominazione commerciale della Fenetillina, un profarmaco composto da anfetamina e teofillina.

Scoperta negli anni ‘60 in Germania, la Fenetillina è una sostanza che conosce da subito una serie di applicazione farmacologiche analoghe a quelle della più semplice anfetamina, con usi che spaziavano dalla somministrazione a pazienti in stato depressivo, narcolettici e affetti da disturbo iperattivo con deficit di attenzione (ADHD).

Il captagon viene messo al bando all’inizio degli anni ‘80, quando si scopre che gli effetti collaterali sono eccessivi e che la sostanza è in grado di causare una forte dipendenza.

Da quel momento essa sembra sostanzialmente sparire dai mercati occidentali, per conoscere una “seconda vita” sul mercato nero della Penisola Arabica. Riscuote enorme successo in particolar modo in Arabia Saudita, dove tutt’oggi domina incontrastata: ogni anno vengono sequestrate in media 10 tonnellate di pasticche.

Al giorno d’oggi il primo Paese produttore è la Siria, che è passata da luogo di transito a laboratorio con lo scoppio della guerra nel 2011. Precedentemente il primato apparteneva a Libano e Libia: un trend che mostra come questa droga si sposti seguendo le crisi.

Su Nature viene detto che questa sostanza di fatto alimenta le crisi del Medio Oriente essenzialmente per due ragioni: i proventi che derivano dalle vendite, visto che ne fanno largo uso tanto i civili quanto gli insorti; i vantaggi “militari” che la sua assunzione produce e che consistono in aumento della forza e dell’intraprendenza, diminuzione del senso di fatica e paura, oltre a una sensazione di invincibilità. Diversi terroristi uccisi in Siria nascondevano pasticche di Captagon nelle tasche e tracce di fenetillina sono state trovate nel sangue degli attentatori di Susa, in Tunisia.

Il costo di una pillola si aggira attorno ai 20 dollari, ma è lecito pensare che questo dipenda anche dalla purezza e dal luogo di acquisto: in Siria il prezzo potrebbe essere inferiore visto lo scarso potere d’acquisto e le condizioni probabilmente pessime dei laboratori.

Su diversi articoli si parla di spiccata facilità di produzione e di ingredienti ottenibili perfino per via legale. La reperibilità dei precursori spiegherebbe l’uso e la produzione su vasta scala in zone di crisi.

CHIMICA

Possiamo soffermarci sull’aspetto chimico della vicenda e approfondire, al fine di individuare le ragioni che hanno portato i jihadisti a fare del Captagon la loro droga favorita.

 

SEMPLICITA’ DI PRODUZIONE

“Captagon” è il nome commerciale del CLORIDRATO DELLA FENETILLINA (sale di fenetillina). L’utilizzo dei sali in farmacia è comune, data la facilità con cui questi raggiungono i siti d’azione dopo essersi disgregati nello stomaco.

Per ottenere una sintesi organica si sceglie la via più semplice e meno costosa, che nel caso del Captagon è veramente basilare. E’ sufficiente far reagire teofillina con alcol in ambiente basico; l’alcol si lega all’azoto formando il cosiddetto “ponte etilenico” che consente il legame con l’amfetamina. Il risultato è acido bromico e FENETILLINA (il captagon).

Il procedimento produttivo è pertanto semplicissimo, e il lavoro del sintetizzatore si riduce all’individuazione dei reagenti necessari.

Questi possono essere estratti da farmaci scaduti o da materie prime che è ragionevole credere abbondino, visti i numerosi ospedali abbandonati.

Il captagon riunisce in una molecola l’effetto di due distinte sostanze: la teofillina (una xantina) e l’amfetamina.

Le xantine sono sostanze naturali al cui gruppo appartengono anche i principi attivi di tè, caffè e cacao. La teofillina tuttavia mostra effetti ridotti sul sistema nervoso centrale, ragion per cui viene tipicamente assunta insieme alla caffeina, come riferiscono diverse fonti.

Il meccanismo d’azione è semplice: la sostanza mobilita i depositi di calcio intracellulare e si lega ai recettori GABA.

Gli effetti di questo collegamento sono i seguenti:

1) Euforia, stimolazione respiratoria

2) Aumento della frequenza e della gittata cardiaca

3) Stimolazione muscolare scheletrica

4) Dilatazione bronchiale

Analizzando questi effetti, è evidente come la teofillina agisca come “booster” delle capacità fisiche del soggetto. Ma non finisce qui, visto che entra in gioco anche l’anfetamina.

Essa è un modello strutturale di allucinogeni e psicostimolanti, e ha il potere di rimanere in circolo per circa sette ore.

Effetti:

1) Aumento della concentrazione a livello sinaptico (comunicazione tra neuroni)

2) Attivazione dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina (i “grilletti” delle reazioni attacco/fuga)

3) Inibisce il riassorbimento della dopamina, aumentandone le quantità in circolo.

Sembra che frequentemente i jihadisti utilizzino il Captagon in associazione al TRAMADOLO, di fatto portando a tre il numero di sostanze psicoattive presenti nell’organismo. Il tramadolo è un ANALGESICO OPPIOIDE che blocca i recettori della serotonina, inibendo quindi la sensazione di fatica, dolore, stanchezza muscolare e abbattendo il rischio di depressione respiratoria. Inoltre è conosciuto per causare tolleranza a lungo termine e, naturalmente, dipendenza.

Perché il Captagon e cosi importante per i terroristi jihadisti?

In primis perché e’ facile da ottenere e non richiede laboratori complessi, e’ poco costoso e riunisce in sé due differenti droghe; in associazione al tramadolo abbiamo ancor più effetti “desiderabili” da parte dei jihadisti (resistenza al dolore + euforia e assenza di paura + miglioramento prestazioni)

Inoltre e’ superiore all’oppio, che si rivela esclusivamente un analgesico e un euforizzante.

 

Di Federico Savastano

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