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Putin a Roma incontra Papa Francesco e il Presidente Mattarella, tra i temi la crisi libica

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Il 4 luglio il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin è venuto in Italia, a Roma, per incontrare le alte cariche dello Stato, il premier Conte e il presidente Mattarella, nonché il Papa in Vaticano. Il presidente russo è arrivato su invito delle autorità italiane, in risposta alle visite in Russia del presidente Mattarella nell’aprile 2017 e poi del premier Conte lo scorso ottobre.

I temi affrontati dal leader russo con le controparti italiane sono stati molteplici, hanno spaziato dallo sviluppo di accordi bilaterali in materia economica fino a questioni di sicurezza mondiale e di geopolitica.

Procedendo con ordine il primo a cui Putin ha fatto visita è stato Papa Francesco: si tratta della terza visita in Vaticano, le precedenti sono state nel 2013 e nel 2015. Arrivato con un’ora di ritardo, è stato accolto dal pontefice nella Sala del Tronetto dove dopo le strette di mano iniziali ha avuto un lungo colloquio privato. Tramite il bollettino della sala stampa della Santa Sede, documento con cui si comunica alla stampa le dichiarazioni fatte, è stato reso noto che la Santa Sede è soddisfatta per l’implementazione delle relazioni bilaterali in cui rientra l’intesa di collaborazione tra l’Ospedale Bambin Gesù e gli Ospedali pediatrici russi, ed esprime gratitudine per aver affrontato questioni inerenti la vita cattolica in Russia. Successivamente si è parlato, sempre stando al bollettino, della questione ambientale e delle varie crisi politiche nel mondo, in particolar modo della Siria, dell’Ucraina e del Venezuela.

Dopo la breve visita in Vaticano, dove ha incontrato anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, e il monsignor Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, Vladimir Putin ha poi fatto rotta verso il Quirinale, dove era atteso da Mattarella per un pranzo di lavoro.

L’incontro al Quirinale è durato circa un’ora e ha dato modo alle parti di esaminare d’accordo varie tematiche di rilievo internazionale, avendo il Presidente della Repubblica numerose funzioni riguardo la politica estera come il presidio del Consiglio Supremo della Difesa, il ruolo di garante per l’Italia nei patti con le organizzazioni internazionali e il potere di accreditamento dei rappresentanti diplomatici.

La crisi libica è stato l’argomento principale della riunione, per cui sono stati condivisi i timori sulla possibile destabilizzazione di tutta l’area se non viene affrontata di congiunto; ciononostante mentre Mattarella ha caldeggiato come soluzione politica il rilancio dell’operato ONU mediante il proprio inviato Ghassan Salamè, Vladimir Putin ha messo in luce le difficoltà che si frappongono in quanto i Paesi limitrofi hanno posizioni diverse. Il secondo argomento della riunione è stato il contrasto internazionale sugli armamenti nucleari dopo la dichiarazione dell’Iran di voler arricchire le proprie scorte di uranio; su questo punto entrambi hanno espresso preoccupazione, soprattutto l’Italia che lega questo problema all’abbandono di un approccio multilaterale alla questione.

La terza tappa della visita di Putin a Roma è stata Palazzo Chigi, dove il leader russo ha incontrato il primo ministro Giuseppe Conte. I due si sono confrontati sempre su questioni di politica internazionale, rilevando però una maggiore intesa: entrambi al termine del dialogo hanno parlato di conversazioni costruttive e concrete. Per quanto riguarda la Libia c’è stata piena condivisione sulla necessità di stabilizzazione del paese, un processo per cui il premier Conte ha definito la Russia come “interlocutore ineludibile”. Un clima di distensione si è percepito anche su temi più caldi, come quello delle sanzioni comminate dalla Ue alla Russia, un regime che il premier italiano, in linea con la posizione italiana in Europa, si auspica transitorio poiché non fa bene né all’Europa né alla Russia né all’Italia. In ultima battuta il presidente Putin ha definito l’Italia come un partner economico molto importante, e si è congratulato per esser riuscita a portare a Milano-Cortina l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali del 2026.

Verso il tardo pomeriggio, concluso l’incontro istituzionale di Palazzo Chigi, il presidente Putin e il premier Conte si sono recati alla Farnesina dove ha avuto luogo il Forum di dialogo italo-russo delle società civili, piattaforma istituita dalle due presidenze nel 2004 con lo scopo di agevolare e promuovere tra i due paesi relazioni in più campi. Durante la riunione Ernesto Ferlenghi, già presidente della Confindustria Russia, è stato nominato nuovo copresidente del Forum in successione a Luisa Todini, in carica dalla sua fondazione. L’attenzione è stata rivolta principalmente alle piccole e medie imprese italiane che operano in Russia, e che in vista del lancio da parte di Mosca di ampi progetti nazionali (si parla di investimenti per 380 miliardi di euro), devono avere un unico interlocutore russo per capitalizzare le opportunità di mercato.

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