Grecia: fine dell’era Tsipras. Nuova Democrazia al governo

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Il 7 luglio, il Partito di centrodestra Nuova Democrazia ha vinto le elezioni in Grecia, ottenendo il 39.7% dei voti, circa otto punti sopra Syriza, il partito di sinistra radicale del primo ministro uscente, Alexis Tsipras. La vittoria di Nuova Democrazia e del suo leader Kyriakos Mitsotakis era stata prevista da sondaggi ed osservatori, nonché anticipata dalle elezioni europee dello scorso maggio, nelle quali si è registrata la vittoria del centrodestra ed un simile distacco.

Il 7 luglio l’affluenza alle urne è stata del 57.92% e per la prima volta hanno potuto votare anche i diciassettenni. Nelle precedenti elezioni politiche del 2015, vinte dal partito di sinistraSyriza con il 36% dei voti, andò a votare il56,16% dei greci. Dopo aver votato, il premier uscente Tsipras ha invitato i connazionali a recarsi alle urne ed a non astenersi.“Lo dico in particolare ai giovani, che sono quelli che di solito fanno la differenza: non lasciate questa decisione cruciale nelle mani di altri” ha dichiarato Tsipras.

Nuova Democrazia potrà contare sulla maggioranza assoluta nel Parlamento monocamerale greco – la Boulè- poiché ha conquistato 158 seggi su 300. La legge elettorale greca, infatti, assegna un premio di maggioranza di 50 seggi al partito vincitore, garantendo la maggioranza a chi ottiene circa il 40% dei consensi.Il partito di Mitsotakis potrà, dunque, governare da solo. L’opposizione è invece formata quasi solo da partiti di sinistra ed in particolare da 86 deputati di Syriza, 22 socialisti di Kynal (una coalizione di centrosinistra che comprende il vecchio partito Pasok), 15 comunisti del Kke e da 9 membri di Mera25, cioè il piccolo partito dell’ex ministro dell’economia Yanis Varoufakis. Entra in parlamento anche il nuovo partito di destra nazionalista Soluzione Greca, che ha cavalcato il malcontento per l’accordo con Skopje, per il cambio del nome della Macedonia, e che ha ottenuto un seggio al Parlamento europeo. Non ha, invece, superato la soglia di sbarramento il partito neofascista Alba Dorata, che nelle ultime quattro tornate elettorali aveva ottenuto circa il 7%.

Il leader di Nuova Democrazia, Mitsotakis, si è insediato l’8 luglio, giurando come primo ministro e ponendo fine all’era Tsipras. Egli proviene da una delle famiglie greche più ricche e potenti. In particolare, la sua è la dinastia dei Mitsotakis-Venizelos, che hanno già espresso tre primi ministri, oltre a parlamentari, governatori regionali e ministri del governo. Laureato in relazioni internazionali, dopo aver conseguito il titolo egli ha lavorato come consulente in diverse società tra le quali spicca la discussa società di consulenza McKinsey. Nei primi anni del XXI secolo è entrato in politica e nel 2013 è stato nominato ministro della riforma della pubblica amministrazione nel governo Samaras, nel contesto della difficile attuazione delle politiche di austerity.

In campagna elettorale Mitsotakis si è focalizzato sui temi classici del centrodestra, proponendo un massiccio taglio alle tasse per le imprese e gli investitori. Egli, poi, si è opposto all’accordo sul cambio del nome della Macedonia, concluso dal governo uscente, ponendo fine ad una disputa diplomatica e culturale pluridecennale ed in seguito al quale la Grecia ha rimosso il veto che aveva impedito l’adesione della Macedonia alla NATO. Oltre a garantirsi il consenso del centrodestra, Mitsotakis ha cercato anche di guardare al centro, promettendo una nuova spinta alla crescita economica.

Nel suo primo discorso dopo il voto egli si è rivolto ai moltissimi greci che sono emigrati all’estero dopo la crisi, affermando “Non vi chiederò di tornare, ma di rivolgere lo sguardo e il cuore alla Grecia. Da oggi lavoreremo per cambiare il paese che siete stati costretti a lasciare”.

Negli ultimi 4 anni la Grecia è riuscita a scongiurare la bancarotta, uscendo dall’abbraccio della Troika e dal sistema di salvataggio dell’Unione europea. Tuttavia, la ripresa dei cittadini è stata molto marginale. Inoltre, la Grecia ha un debito pubblico che supera il 180% del Pil ed il sistema bancario risulta pesantemente condizionato dalla qualità del credito.

Sul piano delle relazioni internazionali, il primo leader a congratularsi con Mitsotakis è stato il turcoRecep Tayyip Erdoğan. Ciò avviene in un contesto in cui i rapporti tra Atene ed Ankara sono tesi a causa delle dichiarazioni del presidente turco, in cui emerge la volontà di interferire con le ricerche di gas naturale al largo delle coste di Cipro e per la minaccia di violare i limiti territoriali tramite l’invio delle navi vicino all’isola greca di Kastellorizo.

Quanto all’Unione europea, rileva che si tratta di una vittoria di un partito conservatore ma pro-Europa. Dopo le consuete congratulazioni con il neopremier, è stata respinta la timida ipotesi affacciata da Mitsotakis di alleggerire il costo per i cittadini delle manovre di salvataggio attuate dall’UE, dal Fondo Monetario internazionale e dalla Banca Mondiale.

“Gli impegni sono impegni e se non si rispettano la credibilità è la prima cosa che ne risente, portando a una mancanza di fiducia, a un calo degli investimenti e alla fine al calo della crescita. Per questo il mio consiglio è: rispettate gli impegni” ha affermato il portoghese Mario Centeno, presidente dell’Eurogruppo.

 

 

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