Finlandia, al via la presidenza nel Consiglio dell’UE

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Dal 1° luglio 2019 è la Finlandia a ricoprire, per sei mesi, il ruolo di presidenza nel Consiglio dell’Unione Europea. Ogni sei mesi, uno Stato membro dell’Unione Europea esercita a turno tale ruolo; gli Stati vengono raggruppati a gruppi di tre e sono chiamati ad esercitare la presidenza del Consiglio in modo coerente, garantendo la continuità dei lavori. È dal 2009 che si utilizza tale sistema: sulla base di un programma comune e di obiettivi a lungo termine, il trio esercita a rotazione per 18 mesi la presidenza del Consiglio coordinando azioni e politiche; poi, ogni Stato approfondisce il programma comune attraverso un programma proprio, più dettagliato.

Dopo la presidenza della Romania, per sei mesi sarà la Finlandia ad essere titolare del ruolo di presidenza del Consiglio. Nel presiedere il Consiglio, la Finlandia dovrà svolgere compiti quali “pianificare e presiedere le sessioni del Consiglio e le riunioni dei suoi organi preparatori” e “rappresentare il Consiglio nelle relazioni con le altre istituzioni dell’UE”, garantendo la continuità dell’agenda dell’UE e rispettando il programma comune stabilito dal trio di Stati. La Finlandia presiederà le riunioni formali del Consiglio a Bruxelles e in Lussemburgo e le riunioni informali dei ministri in Finlandia. In particolare, la Finlandia ospiterà delle riunioni informali dei ministri a Helsinki, negli ambiti di competitività, ambiente e clima, giustizia e affari interni, affari esteri, affari economici e finanziari ed Eurogruppo, agricoltura.

In relazione al programma comune, la Finlandia ne ha stabilito uno più dettagliato, racchiuso nel motto “un’Europa sostenibile, un futuro sostenibile”. In particolare, sono quattro le priorità indicate da Helsinki per questi sei mesi. Si tratta di “consolidare i valori comuni e lo stato di diritto”, “rendere l’UE più competitiva e socialmente inclusiva”, “rafforzare la posizione dell’UE come leader mondiale nell’azione per il clima” e infine “proteggere globalmente la sicurezza dei cittadini”. Inoltre, la Finlandia dovrà integrare anche le priorità dettate dall’agenda strategica 2019-2024 nei lavori portati avanti dal Consiglio dell’UE. È stato affermato che l’Unione europea si trova in un ambiente operativo globale sempre più complesso e imprevedibile, con una grande competizione per il potere e l’unilateralismo in aumento, per cui il sistema internazionale, le sue norme e principi sono messi alla prova. Da ciò ne consegue che è necessario proteggere i pilastri dell’integrazione europea – pace, sicurezza, stabilità, democrazia e prosperità.

Analizzando i punti del programma finlandese, si evidenzia al primo posto l’importanza dello stato di diritto: solo difendendo i valori comuni e lo stato di diritto l’UE potranno portare avanti le altre politiche. L’obiettivo è dunque quello di garantire tribunali autonomi e indipendenti, migliorare e rafforzare il pacchetto di norme sullo stato di diritto dell’UE e le garanzie per il rispetto dei valori comuni dell’UE, proseguire i negoziati per subordinare il ricevimento dei fondi dell’UE al rispetto dello stato di diritto e combattere la corruzione. In secondo luogo, vi è la priorità di garantire la competitività e l’inclusione sociale: il mercato unico, il libero scambio basato sulle regole e la regolamentazione sono gli elementi che rendono l’UE collettivamente competitiva; si ritiene che l’UE abbia bisogno di una strategia globale a lungo termine per la crescita sostenibile e la competitività. Per la Finlandia, i requisiti chiave per la crescita, il benessere e la prosperità sono un mercato unico globale, benessere e competenze, una politica commerciale ambiziosa, aperta e basata su regole e un’unione economica inclusiva. Ulteriore priorità è quella di garantire una leadership europea nell’azione climatica. Considerando il cambiamento climatico come un grave problema globale, si ritiene che questo influenzi anche l’economia e la sicurezza.

Durante la sua Presidenza, la Finlandia sta provando ad elevare il ruolo dell’UE a leader globale nell’azione per il clima, attraverso una strategia climatica a lungo termine volta a rendere l’UE neutrale dal punto di vista del carbonio. La Presidenza finlandese intende continuare i lavori sulla definizione degli elementi chiave per la strategia climatica a lungo termine dell’UE per il 2050 al Consiglio europeo entro la fine del 2019, incoraggiare l’attuazione dell’Unione dell’energia e promuovere la riduzione delle emissioni, assicurando il rispetto dei programmi del quadro finanziario pluriennale (2021-2027) che aiutano a raggiungere gli obiettivi climatici. Come ultimo punto si pone la protezione della sicurezza dei cittadini: la Presidenza mira a mantenere l’UE un giocatore globale forte, unito ed efficace ai fini della protezione dell’Europa, per garantire la sicurezza e la difesa attraverso la cooperazione in tali materie. È importante evidenziare che la presidenza finlandese coincide con un periodo di transizione per le istituzioni dell’UE: ciò significa che il lavoro legislativo è fermo durante una parte della Presidenza. Ciò nonostante, il Consiglio continua ad occuparti di una serie di questioni fondamentali oltre alle priorità, come la migrazione e il quadro finanziario pluriennale.

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