Consiglio “Affari esteri” riunito a Lussemburgo: Strategia Globale, Venezuela e Sudan al centro dei dibattiti

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Il 17 giugno si è riunito a Lussemburgo il Consiglio “Affari esteri”, dove i ministri degli Stati membri dell’UE insieme all’Alta rappresentante della politica estera e di sicurezza hanno discusso le questioni più importanti dell’agenda internazionale: la Global Strategy europea e le particolari situazioni di Venezuela e Sudan.

Il Consiglio “Affari esteri” è responsabile dell’azione esterna dell’Unione Europea e comprende la politica estera, la difesa e la sicurezza, il commercio, la cooperazione allo sviluppo e gli aiuti umanitari; è composto dai ministri degli esteri, ma non solo, di tutti gli Stati membri dell’UE, mentre a presiedere le riunioni vi è l’Alto rappresentante Federica Mogherini.

L’ordine del giorno, il 17 giugno, ha riguardato molte questioni di attualità fondamentali da affrontare nell’ambito europeo. Alla luce della nuova legislatura parlamentare e del rinnovo delle cariche istituzionali, i ministri degli esteri e della difesa hanno affrontato, in primo luogo, l’importanza delle strategie europee dal punto di vista globale. Federica Mogherini ha infatti promulgato la strategia “The EU Global Strategy: three years on, looking forward” e i ministri hanno discusso facendo il punto sugli ultimi anni di strategia e guardando alle prospettive future.

In particolare, la relazione esamina i progressi compiuti negli ultimi tre anni, dalla presentazione della strategia globale nel giugno 2016, in cinque settori prioritari: la sicurezza dell’Unione, la resilienza statale e sociale nell’area sud-est, un approccio integrato ai conflitti e crisi, ordini regionali cooperativi e governance globale per il 21° secolo, per poi fornire possibili orientamenti per il futuro nei prossimi anni. Obiettivo comune della strategia e dei ministri sembra essere il rafforzamento del multilateralismo: il Consiglio ha adottato conclusioni sull’azione dell’UE volta a rafforzare il multilateralismo, sottolineando la necessità di promuovere soluzioni multilaterali. Si afferma inoltre che l’interesse dell’Unione Europea risiede in un sistema multilaterale fondato sulle regole e sui diritti, a tutela dei beni pubblici globali, promuovendo la condivisione dei beni pubblici e producendo benefici per i cittadini europei. Tutto ciò avverrà rafforzando il sistema multilaterale intervenendo in tre aree: la difesa delle norme e gli accordi internazionali, l’estensione del multilateralismo alle nuove realtà globali e una riforma delle organizzazioni multilaterali per renderle adatte allo scopo.

I ministri degli esteri hanno discusso anche l’ambito specifico dell’efficacia della politica estera e di sicurezza comune, la PESC. Si considerano infatti i grandi cambiamento a cui l’Unione Europea è sottoposta, le sfide globali alle quali si deve far fronte e si richiede una politica estera che sia efficace a tutti gli effetti. Le idee dei ministri da mettere in pratica sono diverse, l’obiettivo è lo stesso. Rilevano, in particolare, le possibilità di aumentare la coerenza e la concordanza a livello di politiche di difesa, oltre che rafforzare unità ed efficacia.

Portando la discussione e i dibattiti al di fuori dell’area europea, i ministri si sono soffermati su delle questioni fondamentali a livello mondiale: Venezuela e Sudan. Per ciò che riguarda il Venezuela, il Consiglio ha ribadito la propria preoccupazione per la situazione politica e umanitaria, che ormai da mesi continua a peggiorare. Si richiede nuovamente una soluzione politica pacifica, negoziata e costituzionale: sono necessarie delle elezioni presidenziali libere ed eque, che possano far tornare ad una situazione di stabilità. “L’Ue sottolinea la sua seria preoccupazione per il peggioramento della situazione politica e umanitaria in Venezuela. Le continue azioni contro componenti dell’Assemblea nazionale, inclusi gli arresti arbitrari e la revoca della loro immunità parlamentare, stanno ostacolando il lavoro costituzionale dell’Assemblea nazionale”, ha affermato l’Alto rappresentante Mogherini.

Quanto al Sudan, il Consiglio ha adottato una dichiarazione in cui si afferma che “l’UE condanna fermamente i violenti attacchi in Sudan del 3 giugno 2019, che hanno portato all’uccisione e al ferimento di molti manifestanti civili pacifici, nonché la violenza sessuale e di genere”, riconoscendo la gravità della situazione. Si continua poi affermando ”è chiaro che la responsabilità ricade sul Consiglio militare di transizione, in qualità di autorità responsabile della protezione della popolazione. Tutte le violazioni dei diritti umani e gli abusi commessi devono essere oggetto di indagini indipendenti e trasparenti, e i responsabili devono rispondere delle loro azioni.” L’Unione Europea chiede la cessazione di ogni violenza nei confronti del popolo, nei confronti dei quali nutre gravi preoccupazioni, a partire dal peggioramento della situazione umanitaria. Infine, si richiede la necessaria transizione verso un governo civile, così da poter attuare una transizione democratica alla quale l’UE si presta a contribuire.

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