Post elezioni europee: nuovo gruppo sovranista e nuovo nome per ALDE

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Mentre il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha annunciato che sono state avviate le consultazioni con i capi di stato e di governo e le discussioni con i leader dei gruppi politici per le nomine dei “top job europei”, dopo le elezioni del 23-26 maggio, comincia a delinearsi chiaramente il profilo del nuovo Parlamento europeo. I gruppi politici europei si trovano in una fase di organizzazione ed alcuni nodi cominciano ad essere sciolti. Tra di essi rileva quello del nuovo gruppo sovranista: il 13 giugno a Bruxelles è stata presentato alla stampa il nuovo gruppo “Identità e democrazia”, con 73 membri, provenienti da 9 Stati membri diversi, il quale diventerà attivo in seguito all’insediamento del nuovo Parlamento europeo a luglio. In termini di numero di seggi si tratta del quinto gruppo presente al Parlamento europeo, dopo i popolari (179), socialisti (153), liberali (106) e verdi (74). Marco Zanni è il presidente del nuovo gruppo: responsabile esteri del partito italiano Lega, eletto per la prima volta nel 2014 con il Movimento 5 stelle. Tra gli altri presenti alla conferenza stampa a Bruxelles rilevano Marine Le Pen, leader del partito francese Rassemblement national, il francese Nicolas Bay ed il tedesco Jörg Meuthen in qualità di vicepresidenti del nuovo gruppo, l’austriaco Harald Vilimsky, il belga Gerolf Annemans, il finlandese Jussi Halla-Aho, il ceco Tomio Okamura ed infine il danese Peter Kofod. I partiti nazionali rappresentati nel nuovo gruppo sono, oltre al Partito italiano Lega: Alternativa per la Germania (AFD), il Partito delle Libertà austriaco (FPÖ), il Partito del Popolo Danese (DF), il partito dei Veri Finlandesi (PS), i belgi di Interesse Fiammingo (VB), il Partito della Libertà dei Paesi Bassi (PVV) e il partito ceco Libertà e democrazia diretta (SPD). Nonostante le intense trattative i componenti del gruppo sovranista non sono riusciti a coinvolgere i polacchi di Diritti e Giustizia (PIS), il partito Fidesz del primo ministro ungherese Viktor Orban ed il Brexit Party di Nigel Farage.

Nell’ambito della presentazione il presidente Zanni, aprendo la conferenza stampa, ha ricordato gli obiettivi del gruppo: un’Europa che per andare avanti parta dalle differenze e dall’idea di Stato nazione, un no alla creazione di un superstato europeo che non ha portato valore, il tema della sicurezza interna, una migliore gestione in maniera netta delle migrazioni, un rifiuto delle politiche delle porte aperte voluta da Merkel ed infine la protezione dei confini esterni. Egli ha anche sottolineato l’importanza di concedere agli Stati membri flessibilità nel gestire le proprie spese, vale a dire la possibilità di avere maggiori deficit e debito, senza per questo incorrere in penalità da parte della Commissione europea. Il Presidente di Identità e democrazia ha definito il suo gruppo come “un mix geografico che si pone in antitesi rispetto all’idea di Europa portata avanti in questi anni dai gruppi tradizionali”.

Marine Le Pen ha dichiarato “Questo è il momento del cambiamento, è finito l’isolamento nei nostri confronti” aggiungendo poi che l’Europa “è in una fase di negazione totale della realtà, poiché si va avanti come se nulla fosse cambiato”. La leader è inoltre convinta che grazie alle convergenze con altri partiti politici emergerà un “blocco sovranista di circa 200 soggetti che avrà un maggior impatto sui futuri equilibri e andrà anche a cambiare la realtà in Europa”. Le Pen ha ricordato che milioni di cittadini europei hanno votato per i partiti del nuovo gruppo e che ciò dovrà essere tenuto in considerazione dalle forze di maggioranza.

Il terzo a prendere la parola è stato l’eurodeputato Jorg Meuthen, portavoce nazionale del partito di destra radicale tedesco Alternativa per la Germania (AFD), terzo partito del gruppo, con 11 eurodeputati. Egli ha posto l’accento sull’importanza di difendere le identità nazionali ed i valori tradizionali dell’Europa. “Non vediamo nessun senso nel prolungamento delle sanzioni alla Russia. La situazione in Crimea non cambierà con o senza le sanzioni. È meglio essere pragmatici e collaborare meglio con Mosca” ha poi dichiarato rispondendo alle domande dei giornalisti.

Le questioni di bilancio ed i rapporti con la Russia risultano essere i due temi su cui i componenti del gruppo non sono concordi. Si tratta proprio dei due temi che impediscono un’alleanza con gli altri partiti della destra radicale presenti negli altri gruppi dell’europarlamento, che non hanno scelto di aderire al gruppo sovranista.

Altra novità nel corso dell’organizzazione del nuovo Parlamento europeo è il nuovo nome del gruppo politico liberale, finora noto come Alliance of Liberals and Democrats for Europe, ALDE, il quale ha comunicato che il suo nuovo nome sarà Renew Europe, letteralmente rinnovare l’Europa. La decisione di cambiare il nome era già nota prima dello svolgimento delle elezioni europee a maggio, in virtù nell’ingresso del gruppo, dopo la tornata elettorale, degli eurodeputati del partito del Presidente francese Emmanuel Macron, En Marche. In particolare, il cambio del nome del gruppo politico esistente dal 2004 e costituito da 110 europarlamentari, è stato dovuto soprattutto al fatto che il Presidente francese era contrario ad entrare a far parte di un gruppo che contenesse nel suo nome il termine “liberale”, utilizzato in Francia con un’accezione negativa. Il gruppo, come è stato sottolineato in una nota, sarà composto da progressisti, liberali, centristi e riformisti.

“Il nostro nuovo gruppo è più forte che mai e ha l’opportunità unica di plasmare l’Europa: c’è molto lavoro da fare, la nostra missione è rinnovare l’Europa, siamo ispirati a costruire un’Europa libera ed equa” ha affermato il leader liberale belga Guy Verhofstadt, annunciando il cambio del nome.

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