La sfida sublime dell’Exuperanti Forma

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L’Estetica è una disciplina difficilmente definibile, che si occupa di una grande varietà di oggetti tra cui il bello, l’arte, la sensibilità. Il termine àestesis, in realtà, non si riferisce all’oggetto ma a una condizione: etimologicamente ha a che fare non con la bellezza, ma con la sensibilità, la percezione. Ma che cos’è l’estetica e quando nasce? I due quesiti sono inscindibili perché a seconda di come si risolve il problema teorico, si trova una possibile soluzione a quello storico.

L’estetica nasce nel 1700, figlia della filosofia, con una tesi di dottorato di Baumgarten dal titolo “Meditazioni su alcuni aspetti della poesia”. Qui appare per la prima volta il termine “estetica”. Anche se è un razionalista, Baumgarten muove delle critiche alla logica. La logica si occupa soltanto della conoscenza razionale e non anche di quella sensibile. La logica non è più considerata una dottrina della conoscenza, ma dottrina della conoscenza razionale. Sarà necessaria allora, una nuova disciplina che si occupi della conoscenza sensibile, l’estetica appunto.

Baumgarten definisce la bellezza come la perfezione della conoscenza sensibile. Il concetto di arte ricorre spesso nel testo di Baumgarten, ma talvolta esso coincide con il concetto di scienza che ci riporta alla concezione antica e medievale di “ars”. Il 1800è il secolo più fecondo per l’estetica, soprattutto in Germania. S’impone la concezione di estetica come filosofia dell’arte bella. Uno dei responsabili di questo importante cambiamento è Kant.

Eppure non esiste una storia vera e propria del concetto di bello. Kalon: in greco possiede anche una connotazione etica: bello e buono sono strettamente connessi. Inoltre il termine ha anche uno spessore metafisico. Un’opera non è bella solo in sé, ma in quanto manifesta l’essere.

Ma oggi, nell’epoca da molti definita della morte dell’arte, cosa significa la ricerca del bello?

L’ambiziosissima edizione 6.0 del Premio Adrenalina si pone questo obiettivo: trascendere la Grande Bellezza, che ha in sé anche il kitsch figlio del pop, e osare chiedere all’artista di andare Oltre: raffigurando la Suprema Bellezza, la ricerca, appunto, dell’exuperanti forma.E il Premio ha l’ardire di farlo nell’epoca neocensoria e oscurantista del #metoo, densa di pruderie varie, che sta soffocando l’arte di questo nuovo millennio, facendoci fare salti indietro di 150 anni almeno.

Dai firmatari, diecimila esattamente, per la rimozione dal Metropolitan di NY di “Thérèsedreaming” di Balthus, alle foglie di fico sulle statue, fino al suddetto idiota algoritmo di Facebook che blocca chi posta persino alcuni particolari della Cappella Sistina, ma risparmia chi pubblica foto di pornostar munite – solo e soltanto – di stelline sui punti “caldi”, possiamo dire con certezza di essere regrediti, o forse mai fummo a questo punto in cui l’arte e l’artista sono sotto una idiota lente d’ingrandimento.

Per questo sfidiamo l’artista a sbatterci in faccia quello che, per lui, è l’exuperanti forma del 2020. Alla faccia di qualunque categorizzazione e nell’ottica della riscoperta di una neo-estetica specchio della Verità.

 

Carla Isabella Elena Cace,

Presidente Giuria Premio Adrenalina

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