La riforma dell’Unione dell’energia

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Alla vigilia delle elezioni, il 22 maggio l’Unione europea ha completato la riforma della propria politica energetica, stabilendo i presupposti normativi per la transizione verso l’energia pulita e ponendo l’UE sulla via del raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi sul clima del 2015.

Il Consiglio ha infatti adottato gli atti mancanti relativi al mercato dell’energia elettrica ed all’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori dell’energia (ACER). Tra i nuovi atti legislativi adottati figura un regolamento e una direttiva sull’energia elettrica volti a rendere il mercato europeo più interconnesso, flessibile ed orientato al consumatore. Nel dettaglio, il regolamento sulla preparazione ai rischi nel settore dell’energia elettrica garantirà la sicurezza dell’approvigionamento nelle situazioni di crisi. Il pacchetto approvato prevede altresì la riforma del ruolo e del funzionamento dell’ACER.

Il nuovo quadro normativo conferisce maggiori diritti ai consumatori agevolando la partecipazione al mercato in qualità di clienti attivi. Inoltre, la facoltà dei fornitori di energia elettrica di fissare i propri prezzi limiterà le distorsioni del mercato, creerà maggiore concorrenza e di conseguenza abbasserà i prezzi per i consumatori. Le nuove norme relative agli scambi ed alle responsabilità di bilanciamento consentiranno al sistema di adattarsi alla generazione variabile di energia da fonti rinnovabili. Infine, il nuovo quadro legislativo comprende anche un nuovo sistema di meccanismi di capacità con un limite di emissione di 550 gr di CO2 di origine fossile per kWh di energia elettrica.

Rileva il nuovo quadro in materia di prevenzione, preparazione e gestione delle crisi dell’energia elettrica che rafforzerà la sicurezza energetica in tutta l’UE. Con il nuovo regolamento gli Stati membri dovranno infatti elaborare piani di preparazione ai rischi sulla base degli scenari di crisi dell’energia elettrica a livello regionale e nazionale. Inoltre, è prevista una maggiore cooperazione ed una mutua assistenza tra gli stati membri in caso di crisi di energia elettrica.

Con riguardo all’aggiornamento del ruolo e del funzionamento dell’ACER, viene rafforzato il supporto fornito da essa nella supervisione normativa delle entità europee che operano nel settore energetico.

Le proposte sono state presentate dalla Commissione europea nel novembre del 2016 con un pacchetto denominato “Energia pulita per tutti gli europei”. Quest’ultimo comprende otto atti legislativi intesi a contribuire alla definizione dell’Unione dell’energia e a realizzare gli impegni assunti dall’UE con l’Accordo di Parigi.

Il pacchetto “Unione dell’energia” intende garantire all’UE ed ai cittadini europei un’energia sicura e sostenibile a prezzi accessibili. Questo prevede misure specifiche che riguardano cinque settori chiave tra i quali spiccano la sicurezza e l’efficienza energetica e la decarbonizzazione. In questi ambiti sono necessari un’integrazione e un coordinamento più forti, da attuare attraverso misure specifiche nel corso dei prossimi anni, con un piano d’azione monitorato e riesaminato periodicamente al fine di renderlo in grado di rispondere a rinnovate sfide e nuovi sviluppi. Il pacchetto si fonda su tre pilastri: una strategia quadro che specifica gli obiettivi e le misure concrete per realizzare l’unione dell’energia; una visione dell’UE per l’Accordo di Parigi sul clima; un piano finalizzato a raggiungere l’obiettivo del 10% di interconnessione elettrica entro il 2020.

Risultano essere cruciali alcuni dati relativi alla politica energetica dell’UE: l’Unione europea importa il 53% dell’energia che consuma; sei stati membri dipendono da un unico fornitore esterno per la totalità delle loro importazioni di gas; il 75% delle abitazioni nell’UE è a bassa efficienza energetica; il 94% dei trasporti nel territorio europeo dipende da prodotti petroliferi, importati al 90%; i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica e del gas sono rispettivamente del 30% e oltre il 100% più elevati rispetto agli Stati Uniti.

L’Unione dell’energia contribuirà a promuovere l’economia dell’UE, la sua sicurezza ed il suo impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici.

Tra gli obiettivi in tale settore emerge la riduzione della spesa per le importazioni: queste valgono circa 350 miliardi di euro all’anno. Proprio in virtù di tale dato l’UE si pone come il principale importatore di energia al mondo. Inoltre, molti stati membri sono fortemente dipendenti da un numero limitato di fornitori e questo li rende vulnerabili alle perturbazioni nelle forniture energetiche.

L’Unione europea deve anche modernizzare quella che si presenta come un’infrastruttura energetica obsolescente, nonché deve integrare i suoi mercati energetici e garantire il coordinamento dei prezzi nazionali.

Il procedimento legislativo si è dunque concluso il 22 maggio e gli atti approvati entreranno in vigore dopo 20 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

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