10’ anniversario del partenariato dell’UE

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Il 13 maggio, l’Unione europea, l’Armenia, l’Azerbaigian, la Bielorussia, la Georgia, la Repubblica moldova e l’Ucraina hanno celebrato il decimo anniversario del partenariato orientale con una conferenza di due giorni a Bruxelles, riconoscendo i risultati degli ultimi dieci anni nelle relazioni dell’UE con i suoi sei partner orientali e avviando discussioni sulla futura direzione strategica del partenariato, per continuare a fornire risultati concreti per i cittadini.

Nel giugno del 2008, il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a preparare una proposta di partenariato orientale per sostenere la cooperazione regionale e rafforzare le relazioni dell’UE con i suoi vicini orientali. Nel maggio del 2009 è stato istituito il partenariato orientale: si mira a rafforzare l’associazione politica e l’integrazione economica di sei paesi partner dell’Europa orientale e del Caucaso meridionale. Il partenariato orientale rientra nella più ampia European Neighbourhood Policy, la politica europea di vicinato. Attraverso la ENP, l’Unione Europea collabora con i suoi vicini meridionali e orientali per raggiungere sicurezza, stabilità e prosperità, democrazia e stato di diritto nell’Europa orientale e nel Caucaso meridionale, delle vere e proprie priorità per l’UE.

Dopo dieci anni dall’istituzione del partenariato orientale, l’UE e i sei paesi mediorientali si sono riunti a Bruxelles. Lunedì 13 maggio vi è stata una conferenza ad alto livello presieduta dall’alta rappresentante/vicepresidente, Federica Mogherini, con la partecipazione dei ministri degli esteri dei 28 Stati membri dell’UE e dei sei paesi orientali Paesi partner. Sempre lunedì, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha organizzato una cena celebrativa per i capi di Stato o di governo dei paesi partner orientali. Hanno partecipato alla cena il presidente Juncker, l’alto rappresentante Mogherini e il commissario Hahn, nonché Radosław Sikorski e Carl Bildt, ex ministri degli esteri di Polonia e Svezia, promotori del quadro del partenariato orientale nel 2008, il presidente della Romania, Klaus Iohannis, e anche il ministro degli Esteri della Finlandia, Timo Soini.

La celebrazione del decimo anniversario del partenariato si è svolta con uno schema ben preciso. Nella prima fase, si è riflettuto sui principali risultati della partnership negli ultimi dieci anni: “Stiamo celebrando un decennio di forte impegno degli Stati membri dell’UE e dei suoi sei partner per rafforzare la cooperazione, apportare un reale cambiamento alla vita delle persone e rafforzare i processi di riforma. Il partenariato orientale consente a tutti e sei i partner di affrontare questioni di interesse comune con l’UE” ha dichiarato il commissario Hahn. A partire dalla differenziazione e dall’inclusività, gli elementi su cui si è lavorato in questi anni riguardano una cooperazione multilaterale alla luce delle maggiori sfide comuni, una più intensa cooperazione bilaterale con degli accordi di associazione con ciascuno degli Stati parti del partenariato, degli accordi di libero scambio (DCFTA) con Georgia, Moldova e Ucraina e l’implementazione delle politiche per spostarsi in Europa e per la mobilità. Il Presidente Donald Tusk ha inoltre affermato che “il partenariato orientale ha avuto i suoi successi, le sue sfide e anche momenti di difficoltà, come nel novembre 2013, durante il vertice a Vilnius, dove il presidente Yanukovych ha respinto l’Accordo di associazione dell’Ucraina”. Ciò che è importante sottolineare è che “oggi, dopo dieci anni, si può riflettere sui nostri risultati”: gli accordi, gli investimenti per la gestione delle frontiere, la connettività, l’ambiente e l’efficienza energetica, il sostegno per le imprese, la consulenza legale e l’istruzione con il progetto Erasmus, sono tutti punti fondamentali da cui ripartire per i prossimi dieci anni.

A tal proposito, la seconda parte del panel è stata incentrata sulla partnership orientata al futuro, offrendo l’opportunità di avviare discussioni su quel che sarà del partenariato orientale. “In questi dieci anni, abbiamo dimostrato in che cosa consiste una partnership con l’Unione europea: un cambiamento positivo nella vita della nostra gente, in particolare dei giovani”, ha affermato Federica Mogherini. “La nostra amicizia oggi è molto più matura di una volta. Siamo molto più concentrati su ciò che conta davvero per i nostri cittadini. Le loro priorità continueranno a essere al centro della nostra amicizia”.

Quali sono dunque le nuove priorità? Si tratta di attuare riforme per rafforzare lo Stato di diritto, il sistema giudiziario e la lotta alla corruzione; proteggere l’ambiente con anche la lotta attiva ai cambiamenti climatici; aumentare la resilienza sociale contrastando le minacce e la disinformazione; rafforzare l’ambiente per la società civile e un media libero e indipendente; migliorare la vita dei cittadini colpiti dai conflitti nella regione; aumentare ulteriormente le opportunità commerciali e di business.

Tali politiche verranno portate avanti attraverso forti canali di comunicazione, quali ad esempio l’organizzazione di vertici a livello di capi di Stato o di governo, organizzati ogni due anni per fornire orientamenti politici per l’ulteriore sviluppo del partenariato orientale, oppure riunioni annuali dei ministri degli affari esteri dell’UE e dei partner orientali.

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