Elezioni europee: i programmi dei partiti politici italiani

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Il 26 maggio si voterà In Italia per il rinnovo del Parlamento europeo. Verrà utilizzato il sistema previsto dalla legge n. 18 del 1979, un sistema elettorale proporzionale con soglia di sbarramento al 4% e possibilità di voto di preferenza. In particolare, i cittadini andranno a rinnovare i seggi italiani del Parlamento influenzando anche la formazione della Commissione europea. Il numero totale degli eurodeputati è di 751, di cui 73 saranno eletti in Italia; tale dato è stato incerto fino a qualche giorno fa a causa della partecipazione del Regno Unito alle elezioni, che tuttavia è stata confermata.

Le elezioni del Parlamento europeo avvengono sulla base di elezioni nazionali con un sistema elettorale proporzionale: i seggi vengono assegnati in modo da assicurare alle diverse liste elettorali un numero di posti proporzionale ai voti ricevuti. Il territorio italiano è diviso in cinque circoscrizioni: nord-occidentale, nord-orientale, centrale, meridionale, insulare. Dopo le elezioni, una volta determinato il numero dei seggi spettanti alla lista in ciascuna circoscrizione, vengono proclamati eletti i candidati con il maggior numero di voti di preferenza. Poi, i deputati si riuniscono in gruppi politici basati su una piattaforma e una identità comune; la maggioranza parlamentare si determina in base ai risultati dei vari partiti in tutti gli stati dell’Unione.

Per le elezioni europee in Italia, i partiti italiani hanno potuto presentare le liste elettorali entro il 17 aprile 2019 e sono di fatto in una vera e propria campagna elettorale, alla stregua delle elezioni nazionali.

Il Partito Democratico si presenterà al Parlamento europeo insieme al movimento fondato dall’ex ministro Calenda – Siamo Europei. La proposta è di rilanciare il ruolo dell’Italia all’interno delle istituzioni europee, lavorando per un’Europa più accogliente, unita e solidale. Inoltre, si punta ad un rilancio della crescita con politiche economiche espansive: grandi investimenti comuni; l’istituzione di un salario minimo comune, un’indennità europea di disoccupazione; politiche per l’occupazione femminile per colmare il gender pay gap. Infine, per colmare un importante deficit democratico, ulteriore proposta è quella rendere diretta l’elezione del Commissario europeo.

La Sinistra, nata dall’unione alle europee di Rifondazione comunista e Sinistra Italiana, presenta un programma che si oppone a quello del PD: contro l’UE dei tecnocrati, contro l’austerità e il neoliberismo, per un commercio equo e sostenibile. Viene proposto un Green New Deal per natura, clima e transizione ecologica dell’economia; si richiede l’attuazione di politiche sociali e del lavoro e si concentra l’attenzione anche sui diritti dei migranti, con un migliore sistema di accoglienza.

La lista +Europa propone un programma diviso in otto sezioni tematiche: più uniti verso gli Stati Uniti d’Europa; un’Italia più europea; Europa +vicina; un’economia più competitiva e sostenibile; un nuovo mercato unico e globale europeo; un’Europa per il lavoro; la ricerca del futuro; l’Europa che ama i diritti. L’obiettivo è la costruzione di una Europa più forte sotto un’unica federazione e con maggiori diritti civili e libertà individuali. La lista di Emma Bonino – candidata anche alla presidenza della Commissione Europea con ALDE – si unirà al movimento “Italia in Comune”, fondato dal sindaco di Parma Pizzarotti.

Forza Italia, partito del candidato di punta Silvio Berlusconi, ha presentato un programma articolato in 12 punti: più potere al Parlamento europeo come unica istituzione eletta direttamente dai cittadini; una sola politica estera e di difesa; “esiste un solo occidente”; dalla parte dei giovani e delle imprese; stop all’immigrazione irregolare e nuova riforma del regolamento di Dublino; tutela del Made in Italy; politica commerciale con la Cina e controllo degli investimenti esteri; semplificazione delle procedure per accedere ai fondi europei; riforma della Banca Centrale Europea e armonizzazione fiscale; sicurezza e difesa, lotta al terrorismo; Italia capofila dei paesi del Mediterraneo; sviluppo e rispetto dell’ambiente. Forza Italia fa parte del Partito Popolare Europeo, il quale ha contraddetto il programma per ciò che riguarda la lotta alle politiche di austerità.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato l’”europrogramma”, votato e approvato dagli iscritti della piattaforma Rousseau, che si compone di 24 punti. I più importanti riguardano la volontà di

democrazia diretta attraverso referendum e più poteri ai rappresentanti dei cittadini, l’abolizione del cosiddetto Patto del Nazareno Europeo – quello tra PPE e l’alleanza dei socialisti e dei democratici – l’istituzione di un salario minimo europeo, il taglio degli stipendi dei commissari europei e una ridistribuzione dei migranti all’interno dei Paesi dell’Unione.

Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, in caso di vittoria confluirebbe nel gruppo politico ACRE, nato dai Conservatori e Riformisti Europei. Alla base della campagna e del programma elettorale vi sono i sentimenti nazionalisti e i temi più vicini a populisti e sovranisti: istituire la confederazione europea di Stati sovrani, dare all’Italia un ruolo più rilevante, rompere l’egemonia di Francia e Germania, riformare la finanza europea e la BCE a partire dall’austerità, ridurre la burocrazia e difendere i confini, insieme a politiche sociali che dovrebbero vedere protagonisti “prima gli italiani” (diritto ad una casa, diritti della famiglia lotta alla povertà).

Europa Verde, lista formata dalla Federazione dei Verdi e da Possibile, presenta un programma con 12 priorità; pur concentrandosi principalmente sull’ambiente, si fa riferimento anche ad un welfare europeo più sostenibile e la parità di genere, per un’Europa più democratica e inclusiva.

Infine, la Lega non ha ancora presentato un programma di partito a livello nazionale per le elezioni; tuttavia, è stato pubblicato il documento comune dell’alleanza dei partiti nazionalisti e sovranisti euroscettici (Movimento per un’Europa delle Nazioni e della Libertà). I punti prevedono il rispetto del principio di democrazia, la sovranità degli Stati, l’identità nazionale, la specificità dei singoli Stati, la difesa delle libertà individuali e la cultura come base dell’azione politica.

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