La Croce Rossa Italiana porta soccorso alle popolazioni del Monzambico

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Il ciclone tropicale Idai, che ha colpito la scorsa settimane le coste del Mozambico e che ha provocato morti e devastazioni anche in Zimbabwe e in Malawi, potrebbe essere «uno dei più gravi disastri ambientali ad aver colpito l’emisfero meridionale», non solo, la distruzione delle infrastrutture ha provocato una crisi sanitaria gravissima.

 

La città portuale di Beira, in Mozambico, in cui vivono circa 500mila persone, è stata quasi completamente isolata dalla terraferma: «un’isola nell’oceano», come l’hanno descritta i soccorritori. Secondo la Croce Rossa, il 90 per cento della città è ora distrutto.

 

Le Nazioni Unite hanno fatto sapere che le alluvioni che hanno colpito la zona sud-orientale dell’Africa hanno riguardato più di 800mila persone e distrutto campi e coltivazioni, uno scenario che oltre alle evidenti implicazioni sanitarie prospetta una crisi alimentare causata dalle devastazioni subite.

 

Nei prossimi giorni purtroppo una nuova perturbazione colpirà le coste del Mozambico nella provincia di Pemba che se atterrerà con la stessa forza di quanto successo a marzo metterà a dura prova il paese.

 

Nelle parole di Marcello De Angelis, portavoce del  presidente della Croce Rossa italiana, presente sul posto con una missione speciale per dare supporto e soccorso alla popolazione locale, la descrizione dello scenario attuale.

 

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