Lavoro, cresce il gap tra domanda e offerta

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Secondo il Rapporto Excelsior 2018 di Unioncamere a Anpal, presentato il 27 marzo a Roma, è difficile trovare personale in un caso su quattro. Cresce la domanda di profili professionali più qualificati e di competenze digitali e green

 

Insegnanti di lingue, analisti e progettisti di software, specialisti di saldatura elettrica, agenti assicurativi, elettrotecnici: sono queste le professioni più difficili da trovare per le imprese dell’industria e dei servizi secondo il Rapporto Excelsior 2018 di Unioncamere a Anpal, presentato il 27 marzo a Roma. Il documento, infatti, mette in evidenza il problematico incontro tra la domanda di lavoro espressa dalle imprese e l’offerta insufficiente presente sul mercato. Si tratta di “un disallineamento che – secondo il Rapporto – ha riguardato nel 2018 il 26% degli oltre 4,5 milioni di contratti di lavoro che il sistema produttivo aveva intenzione di stipulare, 5 punti percentuali in più del 2017”.

Si fatica a trovare addetti soprattutto al Nord, dove il mercato del lavoro è più competitivo ed efficiente. Ma anche al Sud, dove i tassi di disoccupazione sono più che doppi rispetto alle regioni settentrionali, le difficoltà di reperimento riguardano comunque circa un lavoratore su cinque. Pe per alcuni gruppi professionali sono addirittura maggiori nel Mezzogiorno che in altre zone del Paese.

I problemi sussistono soprattutto per i giovani perché la difficoltà media di reperimento (26%) sale nel caso degli under 30. “Del milione e 267mila contratti per i quali le imprese sono preferibilmente orientate verso gli under 30 – continua il Rapporto –, il 28% è ritenuto non facile da trovare, con punte del 62% per gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche; del 45% per i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione; del 43% per gli operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche”.

Difficili da trovare sono soprattutto i profili altamente specializzati e gli operai specializzati. Più si sale lungo la piramide degli inquadramenti, infatti, maggiore è la difficoltà di trovare in tempi rapidi profili che soddisfino i requisiti delle imprese. E così tra dirigenti, professionisti intellettuali, scientifici, con elevata specializzazione e profili tecnici la quota percentuale di difficile reperimento è sopra la media ed oscilla tra il 50 e il 37,5 per cento.

Per il 2018, le imprese dell’industria e dei servizi hanno programmato circa 4.554.000 entrate, in aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. Maggiore anche la richiesta di una esperienza lavorativa pregressa e la tendenza all’incremento della richiesta di profili professionali maggiormente qualificati. Il Rapporto Excelsior evidenzia infatti un aumento del fabbisogno di dirigenti, specialisti e tecnici (1,5%), con una diminuzione della quota di ingressi destinati alle professioni non qualificate (-3%).

Infine, sempre più importante resta il possesso di competenze legate al mondo del digitale e in materia di ecosostenibilità. L’utilizzo del digitale e di linguaggi e metodi matematici e informatici è un fattore essenziale per più di un’assunzione su due, mentre è particolarmente alta la quota di figure per cui è stata indicata come necessaria l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale. Questa indicazione si riferisce a quasi l‘80% delle entrate programmate, con una scarsa variabilità tra i grandi gruppi professionali.

Tiziana Mastrogiacomo, delegata Stampa e Comunicazione “Vivere Impresa no profit”

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