Summit Unione Europea – Lega Araba: cooperazione, sfide globali e questioni regionali

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Il 24-25 febbraio 2019 si è tenuto a Sharm El-Sheikh il primo vertice tra l’Unione Europea e la Lega degli Stati Arabi, che ha riunito complessivamente i 49 paesi di entrambe le organizzazioni. Il LAS è l’unico raggruppamento pan-arabo che riunisce tutti i paesi arabi ed è la principale controparte regionale dell’UE nel mondo arabo. In tale occasione, l’UE è stata rappresentata dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, insieme al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che ha anche co-presieduto insieme al presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi. Erano presenti anche i leader dei 28 Stati membri dell’UE e dei 21 paesi membri della Lega degli Stati arabi (solo la Siria non ha preso parte al Summit in quanto attualmente sospesa), nonché il Segretario generale della Lega degli Stati arabi. Anche l’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, la Vicepresidente della Commissione europea, Federica Mogherini, e il commissario per la politica europea di vicinato e i negoziati sull’allargamento, Johannes Hahn, hanno partecipato al vertice, ritenuto di fondamentale importanza.

Benché si tratti del primo vertice istituzionale, europei e arabi hanno già avviato da tempo una lunga e ricca storia di scambi culturali, economici, commerciali e politici. Proprio per questo, oltre che per la vicinanza geografica e l’interdipendenza, vi è stata la tendenza ad istituzionalizzare la relazione tra l’UE e la Lega degli Stati arabi a partire dal Memorandum d’intesa del 2015, che ha dato luogo a riunioni ministeriali biennali e riunioni annuali tra il comitato politico e di sicurezza dell’UE e i rappresentanti permanenti della Lega degli Stati arabi. In questo quadro di relazioni, l’obiettivo comune è sviluppare una cooperazione più stretta per realizzare le aspirazioni condivise dalle due organizzazioni per assicurare pace, sicurezza e prosperità in entrambe le regioni.

Nell’ambito del Summit, i leader dell’UE e della LAS hanno adottato una dichiarazione congiunta ed hanno ribadito che una cooperazione regionale più forte è la chiave per trovare soluzioni comuni alle sfide comuni. Maggiori e migliori legami arabo-europei potranno garantire stabilità, benessere e prosperità in entrambe le aree: le parti hanno rinnovato il loro impegno a creare nuove opportunità attraverso un approccio collaborativo, hanno riconosciuto l’importante ruolo svolto dalla società civile, hanno convenuto di rafforzare la cooperazione economica e si sono impegnate a sviluppare un’agenda concreta soprattutto nei settori del commercio, dell’energia, della scienza, della ricerca, della tecnologia, del turismo e dell’agricoltura.

L’UE e i leader arabi hanno espresso il loro impegno per il multilateralismo e per un sistema internazionale basato sul rispetto del diritto internazionale: una maggiore cooperazione tra l’UE, la Lega degli Stati arabi, le Nazioni Unite e l’Unione africana è fondamentale per affrontare le sfide globali. I principi fondamentali del diritto internazionali, tra cui quello dello sviluppo sostenibile, andranno a guidare il lavoro per affrontare sfide comuni come il cambiamento climatico, il rispetto dei diritti umani, la migrazione irregolare, il traffico e la tratta di esseri umani, la protezione e il sostegno ai rifugiati. Ciononostante, continuano ad esservi preoccupazioni sulle minacce alla pace e alla sicurezza come il terrorismo e la radicalizzazione, questioni da affrontare insieme con una forma di lavoro concertato. Come affermato dall’Alto Rappresentante Mogherini, i leader hanno avuto serie e costruttive discussioni su questioni regionali come il processo di pace in Medio Oriente, i recenti sviluppi in Siria, Libia e Yemen ed hanno riaffermato il loro impegno nei processi guidati dalle Nazioni Unite: si è riaffermata la necessità di sostenere l’UNRWA – l’Agenzia di Soccorso e Lavori delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente – per poi richiedere un cambiamento fondamentale della situazione di crisi nella striscia di Gaza; per ciò che riguarda la Siria, è stato ribadito che l’unica soluzione sostenibile è una vera e propria transizione politica in linea con il comunicato di Ginevra del 2012, condotta con l’obiettivo di giungere ad una soluzione politica pacifica; per la Libia si è espresso il sostegno agli sforzi dell’ONU e per l’attuazione dell’accordo politico libico del 2015; per quanto concerne lo Yemen infine, i leader hanno accolto con favore l’accordo di Stoccolma e in particolare il cessate il fuoco su Hodeidah.

Anche il Presidente Jean-Claude Juncker ha fatto leva sull’importanza dei diritti umani, affermando: “Vorrei che noi, insieme, difendessimo i valori fondamentali del rispetto dei diritti umani e della tolleranza: la nostra storia comune e la nostra vicinanza geografica ci impongono di lavorare insieme”. Ancora, Donald Tusk, co-presidente del Summit egiziano, ha sottolineato l’importanza della cooperazione anche – soprattutto – nella diversità: “Tra noi ci sono differenze. Ma siamo confrontati a sfide comuni e condividiamo interessi. Dobbiamo cooperare e non affidarci a potenze mondiali lontane dalla nostra regione”, per poi aggiungere che “l’ordine globale basato su regole è chiaramente a rischio. Qui a Sharm el-Sheikh abbiamo concordato che le due parti collaboreranno per difenderlo. Le soluzioni multilaterali rimangono il modo migliore per affrontare le minacce alla pace e alla sicurezza a livello internazionale”.

Tale vertice è di straordinaria importanza anche perché risulta essere solo l’inizio di una cooperazione stabile a livello regionale, che i leader arabi ed europei hanno reso periodica: il prossimo Summit UE- Lega araba è previsto per il 2022 e si terrà a Bruxelles.

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