Fondo europeo per la difesa: l’accordo parziale tra le istituzioni UE

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L’instabilità e le minacce transfrontaliere alla sicurezza impongono un’azione congiunta degli Stati. La Commissione Juncker, in tale prospettiva, sta compiendo numerosi sforzi per tutelare gli interessi dei cittadini europei.

Tra le iniziative dell’Unione europea volte a rafforzare la protezione dei suoi cittadini si pone l’istituzione di un Fondo europeo per la difesa, proposto lo scorso giugno dalla Commissione nel quadro del bilancio dell’UE a lungo termine per il periodo 2021-2017.

In particolare, nei suoi orientamenti politici del giugno 2014, il Presidente della Commissione europea Juncker ha reso una priorità il rafforzamento della sicurezza dei cittadini europei e nel suo discorso sullo stato dell’Unione del giugno 2016 ha annunciato la creazione di tale fondo. Da allora la Commissione europea con il sostegno degli Stati membri si sta impegnando affinché la cooperazione in materia di difesa diventi realtà nel bilancio dell’Unione europea.

La Commissione si sta muovendo in tale direzione già nell’ambito dell’attuale periodo di bilancio dell’UE che terminerà nel 2020: per la prima volta nella storia dell’Unione è incentivata la cooperazione in materia di difesa con una dotazione di bilancio di 590 milioni di euro.

La cooperazione in materia di ricerca in tale settore, dunque, si sta già concretizzando. Ciò soprattutto attraverso due programmi pilota: l’Ocean2020, che sostiene missioni di sorveglianza marittima, integrando a tal fine i droni ed i sottomarini senza equipaggio; inoltre, la Commissione ha formalmente avviato i lavori con gli Stati membri per finanziare progetti industriali comuni nel settore della difesa.

Proprio sulla base di questi due programmi ed accrescendo i finanziamenti iniziali, la Commissione ha proposto l’istituzione del Fondo europeo per la difesa, tramite la dotazione di 13  miliardi di euro nell’ambito del prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, al fine di coprire sia la componente della ricerca che quella della capacità.

Il fondo, integrerà altri programmi dell’Unione, proposti dalla Commissione ed in particolare i 6,5 miliardi di euro stanziati appannaggio del meccanismo volto a potenziare le infrastrutture strategiche di trasporto, nonché la proposta del nuovo programma di ricerca ed innovazione “Orizzonte Europa” del valore di 100 miliardi di euro.

Il 20 febbraio le istituzioni dell’Unione europea hanno trovato un accordo politico parziale per l’istituzione concreta del nuovo Fondo europeo, che, previa approvazione del Parlamento e del Consiglio, promuoverà una base industriale della difesa innovativa e competitiva che contribuirà ad accrescere l’autonomia strategica dell’UE.

In attesa dell’adozione definitiva del testo, le istituzioni hanno trovato un accordo su alcuni elementi chiave. Il fondo, infatti, sosterrà l’intera fase di sviluppo industriale, dalla ricerca allo sviluppo di prototipi fino alle certificazioni. Inoltre, finanzierà progetti collaborativi di ricerca, principalmente attraverso sovvenzioni. Oltre alla fase di ricerca e progettazione il bilancio UE sarà disponibile per integrare gli investimenti degli Stati membri cofinanziando i costi connessi allo sviluppo di prototipi (fino al 20%) ed alle conseguenti attività di collaudo, di qualificazione e di certificazione (fino all’80%). Il fondo incentiverà i progetti che prevedono la partecipazione transfrontaliera alla filiera della difesa di numerose Piccole e Medie Imprese. Rileva altresì che i progetti inseriti nel contesto della PESCO, la cooperazione strutturata permanente europea, se giudicati ammissibili, possono ottenere un’ulteriore maggiorazione del cofinanziamento pari al 10%.

I progetti sono definiti in base alle priorità della difesa, concordate dagli Stati membri nel quadro della PESC, la politica estera e di sicurezza comune, ed in particolare nel quadro del piano di sviluppo delle capacità (CDP), ma possono altresì essere prese in considerazione priorità regionali ed internazionali, ad esempio nel quadro della NATO. Di regola sono ammissibili i progetti collaborativi che coinvolgano almeno tre soggetti idonei provenienti da almeno tre stati membri o associati.

In linea di principio soltanto i soggetti residenti nell’UE o nei paesi associati, non controllati da Paesi terzi o da persone giuridiche di Stati terzi, sono ammissibili al finanziamento. Gli altri soggetti possono partecipare ai progetti di cooperazione e, in via eccezionale, possono essere ammissibili al finanziamento in presenza di determinate condizioni, al fine di garantire che gli interessi in materia di sicurezza e difesa dell’UE e degli Stati membri non siano messi a repentaglio. L’unione europea, dunque, non esclude nessuno dal Fondo europeo per la difesa, ma fissa delle condizioni per ricevere finanziamenti simili a quelle cui sono sottoposte le proprie imprese sui mercati degli Stati terzi.

L’Italia, tenendo conto delle proprie capacità tecnologiche ed industriali e nel timore che Francia e Germania potessero agire in modo isolato, è stata uno degli artefici dell’estensione ad un minimo di tre imprese di tre Stati membri, superando il numero di due previsto nella bozza dell’accordo.

L’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea, Federica Mogherini a tal proposito ha dichiarato: “Negli ultimi due anni l’Unione europea ha adottato misure in materia di sicurezza e difesa che prima erano impensabili. Ora possiamo sostenere la ricerca e la cooperazione nonché sviluppare capacità di difesa: stiamo adottando misure che facilitano il rapido movimento delle forze degli Stati membri in Europa e, con il sostegno della Commissione, propongono l’istituzione di un Fondo europeo per la pace che migliorerà il finanziamento delle operazioni militari dell’UE e migliorare il nostro sostegno alle azioni dei nostri partner “.

L’accordo sull’European Defence Fund (EDF) chiude una legislatura destinata a cambiare radicalmente il mercato europeo della difesa. L’Unione europea sarà costretta ad uscire dall’immobilismo sostanziale che ha caratterizzato l’innovazione tecnologica e l’ammodernamento del settore militare.

 

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