UE-Singapore: il Parlamento approva gli accordi commerciali

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Il Parlamento europeo, riunito nella sessione plenaria di Strasburgo, ha approvato gli accordi commerciali tra Unione Europea e Singapore.

L’UE e Singapore hanno avviato i negoziati commerciali e di investimento nel 2010: gli accordi raggiunti sono stati i primi ad essere conclusi tra l’UE e un’economia del sud-est asiatico e rappresentano il punto di partenza per un maggiore impegno tra l’UE e la regione. Singapore è il quattordicesimo partner commerciale dell’UE per quanto riguarda il commercio di beni, tra i primi partner per lo scambio di servizi e per gli investimenti diretti esteri, oltre ad essere il principale partner commerciale dell’UE nell’ambito dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN); tale Paese è uno delle principali destinazioni per gli investimenti europei in Asia, nonché il terzo maggiore investitore in Asia nell’UE (dopo Cina e Giappone) ed infatti nel 2016 lo stock bilaterale di investimenti diretti esteri tra l’UE e Singapore era di circa 256 miliardi di euro. L’UE ha avviato i negoziati per un accordo commerciale regione-regione con l’ASEAN nel 2007, ma si è poi preferito proseguire con una forma di cooperazione bilaterale. La negoziazione dell’accordo in questione è stata avviata dalla Commissione europea, la quale ritiene che fosse solo l’inizio di una maggior cooperazione tra le due economie ed in generale con i Paesi del Sud-Est Asiatico.

Il 13 febbraio sono stati approvati una serie di accordi commerciali con l’obiettivo di porre fine a quasi tutte le tariffe doganali entro cinque anni, fare da modello per accordi commerciali con altri Paesi della regione e garantire i diritti dei lavoratori e la protezione ambientale. Per quanto concerne l’aspetto commerciale, l’accordo è stato approvato dal Parlamento con 425 voti favorevoli, 186 contrari e 41 astensioni: sarà consentita la protezione dei prodotti europei pur aprendo il mercato degli appalti di Singapore alle imprese dell’UE. In particolare, l’accordo tutelerà circa 190 indicazioni geografiche dell’Unione Europea, il 25% delle quali italiane: tra le etichette tutelate nel settore alimentare ci sono prodotti quali l’Aceto balsamico, il Prosciutto di Parma, il Grana Padano, la Mozzarella di Bufala Campana e così via. Ha poi l’obiettivo di eliminare quasi tutti i dazi all’importazione sul commercio UE-Singapore, entro cinque anni dopo l’entrata in vigore dell’accordo, determinando anche le barriere non tariffarie su marcatura e etichettatura. Inoltre, Singapore riconoscerà le attuali norme europee e i test fatti sulle auto e sulle parti delle automobili, mentre l’accordo faciliterà il commercio e gli investimenti in strumenti per le energie rinnovabili, ma anche le esportazioni di prodotti UE di origine animale con la valutazione di sistemi di ispezione e certificazione. Si prevedono delle procedure doganali più efficienti per facilitare gli scambi, rafforzando la sicurezza della catena di approvvigionamento attraverso una cooperazione maggiore nonché garantendo la protezione e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Vi sono poi delle opportunità di accesso al mercato preferenziali per i fornitori di servizi di telecomunicazione, finanziari, informatici, di trasporto, ambientali ed infine servizi commerciali e postali, rispettando sempre la parità di trattamento dei rispettivi fornitori di servizi. Tutto ciò è supportato da degli impegni vincolanti in materia di tutela ambientale, di sviluppo sostenibile e di diritti dei lavoratori in linea con gli standard e gli accordi internazionali, nonché dal fatto che i prodotti e i servizi di Singapore devono essere venduti nell’UE alle stesse condizioni dei prodotti e servizi dell’Unione Europea.

Analizzando l’ambito degli investimenti, il Parlamento ha approvato l’accordo di protezione degli investimenti – 436 voti favorevoli, 203 contrari e 30 astensioni – che prevede un sistema giudiziario con giudici indipendenti per risolvere le controversie tra investitori e Stato; a tal proposito sono stati previsti dei meccanismi di risoluzione delle controversie in materia di investimenti moderni e riformati, il Sistema giudiziario per gli investimenti. Si garantisce dunque un elevato livello di protezione degli investimenti che salvaguardi, allo stesso tempo, il diritto dell’UE e di Singapore di regolamentare e perseguire legittimi obiettivi di politica pubblica.

Infine, i deputati hanno sostenuto con 537 voti favorevoli, 85 contrari e 50 astensioni anche l’accordo di partenariato e cooperazione, per estendere la cooperazione al di là del settore del commercio, in campi quali la lotta al cambiamento climatico o al terrorismo, e per salvaguardare i diritti dell’UE e di Singapore di regolamentare e perseguire obiettivi come la protezione della salute pubblica, della sicurezza e dell’ambiente.

Si considera tale accordo come un “trampolino di lancio” verso la cooperazione con l’Asia ed in particolare i paesi del Sud-Est Asiatico. Il relatore sugli accordi sul libero scambio e di protezione degli investimenti, David Martin, ha dichiarato che “l’accordo commerciale non solo migliorerà l’accesso dell’UE al mercato di Singapore, ma ancor più alla regione in crescita dell’ASEAN, garantendo nel contempo una buona protezione dei lavoratori e dell’ambiente” per poi aggiungere che “l’accordo di protezione degli investimenti incorpora l’approccio rinnovato dell’UE e sostituirà gli attuali accordi tra gli Stati membri e Singapore che includono il nocivo meccanismo per la risoluzione delle controversie investitore-Stato”.

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