Crisi del Venezuela: il Parlamento europeo riconosce l’autoproclamato Presidente Guaidó

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Il Parlamento europeo ha riconosciuto Juan Guaidó come legittimo Presidente ad interim del Venezuela, conformemente alla Costituzione venezuelana. Guaidó è il Presidente dell’Assemblea Nazionale, controllata dall’opposizione, e il 23 gennaio 2019 si è autoproclamato Presidente del Venezuela nel tentativo di estromettere il Presidente in carica.

Nicolás Maduro è il Presidente venezuelano dall’aprile 2013; nel maggio 2018 è stato rieletto per un secondo mandato di sei anni attraverso delle elezioni contestate dall’opposizione in quanto ritenute non libere né regolari, poiché il processo elettorale non ha offerto le garanzie necessarie allo svolgimento di elezioni inclusive e democratiche. Durante gli anni del suo mandato Maduro si è trovato alle prese con una gravissima crisi economica e politica che ha portato il Venezuela in una situazione di fame e povertà nonché di scontri e manifestazioni continue, ed ha costretto migliaia di cittadini alla fuga. Tuttavia, il Presidente ha cercato di rafforzare il suo controllo sul Paese riducendo al minimo i poteri delle istituzioni democratiche e dell’opposizione. Il 10 gennaio 2019 Maduro ha prestato giuramento per dare inizio al suo secondo mandato di fronte alla Corte suprema – non indipendente ma schierata dalla parte di Maduro – e non di fronte al Parlamento, andando contro a quanto previsto dalla stessa Costituzione. Maduro è considerato dalla maggioranza della Comunità internazionale un leader illegittimo alla luce dell’irregolarità delle elezioni presidenziali, alle quali non hanno potuto partecipare i principali partiti di opposizione, i cui leader sono stati in parte arrestati.

Sia l’Organizzazione degli Stati Americani che l’Unione Europea hanno espresso la loro disapprovazione ed anche il loro rammarico di fronte al rifiuto di indire nuove elezioni presidenziali, in conformità delle norme democratiche riconosciute a livello internazionale e dell’ordinamento costituzionale del Venezuela. Il rifiuto di Maduro e il suo insediamento allontanano ancora di più la possibilità di trovare una soluzione costituzionale negoziata, mentre la situazione politica, economica e sociale del paese continua a peggiorare e si aggrava l’impatto della crisi sulla stabilità della regione. Ad oggi dunque, il Venezuela ha due presidenti: Juan Guaidó si è autoproclamato capo dello Stato vista la scadenza dell’ultimatum fatto a Maduro sulla richiesta di nuove elezioni. L’ultimatum è stato respinto e Maduro ha annunciato nuove elezioni legislative per modificare l’Assemblea nazionale, controllata dall’opposizione e di cui Guaidó è presidente. Gli Stati Uniti, l’Argentina, il Brasile, la Colombia, il Cile e il Canada hanno subito riconosciuto l’autoproclamato Presidente, diventato anche leader e simbolo dell’opposizione, mentre Nicolás Maduro rifiuta ogni forma di aiuto umanitario da parte di tali paesi ed è sostenuto da paesi quali Russia, Cina e Turchia, che hanno anche parlato di “ingerenza” dell’UE negli affari interni del Venezuela, oltre che dalle forze armate venezuelane.

Quanto all’Unione Europea, viene esortato il presidente Maduro a riconoscere e rispettare il ruolo e l’indipendenza dell’Assemblea nazionale, in quanto istituzione democraticamente eletta, a liberare tutti i prigionieri politici, a difendere lo Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali. L’UE resta convinta che una soluzione politica, pacifica e democratica sia l’unica via d’uscita dalla crisi del Venezuela, dunque continua a seguire da vicino gli sviluppi e si tiene pronta a reagire con misure adeguate a decisioni e azioni che dovessero compromettere ulteriormente le istituzioni e i principi democratici. Inoltre, l’UE condanna le violenze e le repressioni delle autorità venezuelane durante le manifestazioni popolari del Venezuela. Data la gravità della crisi venezuelana, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione non vincolante con 439 voti a favore, 104 contrari e 88 astensioni: i deputati hanno ribadito il loro pieno sostegno all’Assemblea nazionale, l’unico organo democratico legittimo del Venezuela; hanno esortato l’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e gli Stati membri a riconoscere Guaidó come unico legittimo presidente ad interim del paese fino a quando non saranno indette nuove elezioni presidenziali libere, trasparenti e credibili per ripristinare la democrazia. Inoltre, il PE ha condannato le repressioni e la violenza, che hanno provocato molte vittime, e hanno chiesto alle autorità venezuelane di far cessare tutte le violazioni dei diritti umani e far sì che i responsabili siano chiamati a renderne conto. Per concludere, il Presidente dell’europarlamento Tajani ha invitato tutti gli Stati membri dell’UE a riconoscere il Presidente Guaidó come legittimo Capo di Stato venezuelano, dato che la posizione ufficiale dell’UE prevede solamente la richiesta di nuove elezioni democratiche. Non tutti gli Stati europei per adesso hanno riconosciuto l’autoproclamato Presidente, che può godere del sostegno solo di circa 18 paesi membri dell’UE, tra i quali Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, considerando il veto di Italia, Grecia e Finlandia per il riconoscimento implicito da parte dell’UE.

Dal punto di vista diplomatico, si è tenuto a Montevideo il Gruppo di contatto internazionale organizzato dall’UE e dall’Uruguay: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito insieme a Bolivia, Costarica, Ecuador e Uruguay, con il sostegno del Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres, si sono impegnati a “creare le condizioni per l’emergere di un processo politico e pacifico, consentendo ai venezuelani di determinare il proprio futuro, attraverso lo svolgimento di elezioni libere, trasparenti e credibili, in linea con la Costituzione del paese”.

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