GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

Monthly archive

febbraio 2019

Repubblica Democratica del Congo, drammatica situazione si diritti umani

AFRICA di

Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International, ha sollecitato il presidente della Repubblica Democratica del Congo Félix Tshisekedi, che oggi chiude il primo mese di mandato, ad agire rapidamente per affrontare la drammatica situazione dei diritti umani nel paese.  Continue reading “Repubblica Democratica del Congo, drammatica situazione si diritti umani” »

Conferenza internazionale sulla Sicurezza a Monaco

SICUREZZA di

Dal 15 al 17 febbraio si è svolta a Monaco di Baviera, in Germania, la Conferenza internazionale sulla sicurezza, forum annuale che si svolge da oltre 50 anni e che pone al centro le relazioni internazionali tra paesi ed istituzioni e, in particolar modo, i temi della sicurezza: tra quelli prioritari della MSC 2019 figurano temi come l’autoaffermazione dell’Unione europea, la cooperazione transatlantica e le possibili conseguenze di una nuova era di grande competizione, nonché il rapporto tra commercio e sicurezza internazionale, gli effetti del cambiamento climatico e le innovazioni tecnologiche sulla sicurezza internazionale.

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Nuove regole UE sul copyright nell’era digitale

EUROPA di

Nel tentativo di chiudere il dossier entro la fine della legislatura, il Parlamento, la Commissione ed il Consiglio dell’UE, nella tarda serata del 13 febbraio, a Strasburgo, hanno trovato un accordo definitivo sulla nuova direttiva che dovrà regolare il copyright, il diritto d’autore in Europa nell’era digitale. Le attuali regole, risalenti a circa venti anni fa, saranno dunque aggiornate alla nuova realtà del mercato digitale.

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Egitto: Al Sisi e la riforma costituzionale per governare fino al 2034

AFRICA/Medio oriente – Africa di

Il parlamento egiziano ha iniziato giovedì un processo per una riforma costituzionale il cui obiettivo principale è quello di estendere il limite di due mandati di quattro anni a due di sei anni, con una clausola di transizione che si applicherebbe solo al presidente Abdelfatà Al Sisi, consentendogli di presentarsi in altre due occasioni una volta concluso l’attuale mandato nel 2022. Questo aprirebbe le porte al leader, che ha preso il potere con un colpo di stato nel 2013 e che guida un regime fondato su restrizioni alle libertà, trasformandolo in un possibile presidente a vita. Con la riforma, Al Sisi, 64 anni, potrebbe rimanere  al potere fino al 2034. L’Egitto sarebbe così una dittatura di fatto.

Non c’è stata sorpresa nel voto: 485 deputati della camera legislativa hanno votato a favore della riforma costituzionale, mentre 16 si sono opposti. Con la maggioranza dei partiti di opposizione banditi, specialmente quelli con ideologia islamista, il Parlamento è dominato in modo schiacciante dalle forze filogovernative. Sebbene gli emendamenti siano stati presentati da un gruppo di 120 deputati, nessuno dubita che Al Sisi sia il loro vero promotore. Secondo la legge, saranno ora discussi in commissione prima di essere sottoposti ad una votazione finale in aula e, successivamente,  si terrà un referendum popolare. Il processo potrebbe durare diversi mesi. La modifica più importante riguarda l’articolo 140, che si intende modificare per estendere il limite legale a due mandati presidenziali di sei anni. Tra le altre riforme presenti, spicca la riserva di quota femminile del 25% dei seggi dell’Assemblea popolare – ora ci sono 90 deputati, il 15% totale -. Allo stesso modo, è prevista  la reintegrazione  di una Camera Alta, sciolta dopo il colpo di stato: maggiori poteri del presidente nella nomina di alte cariche del potere giudiziario e l’attribuzione all’esercito del ruolo di protettore di “Costituzione e democrazia”. L’opposizione ha espresso il suo rifiuto frontale alla riforma e, soprattutto, alla clausola che stabilisce che il nuovo limite dei mandati non sarà applicato fino alle prossime elezioni. “Questi emendamenti significano il ritorno al Medioevo” e “al potere concentrato in una sola persona”, ha detto Ahmed Tantawi, un giovane deputato di sinistra, nel dibattito, criticando che i cambiamenti sono fatti sulla misura di una “persona”, il cui nome non si può pronunciare.

Per motivi di stabilità. I deputati legati al presidente hanno giustificato la loro posizione nell’interesse della stabilità. “Viviamo in una regione piena di rischi e minacce, e vogliamo che il nostro paese rimanga stabile, per questo vogliamo cambiare alcune parti della Costituzione”, ha detto lo speaker del Parlamento, Ali Abdel-Aal, all’inizio della sessione. “Non permetteremo all’Egitto di essere governato da tifosi o partiti deboli. Pertanto, tutti noi dovremmo lasciare che il presidente Al Sisi continui al potere per un lungo periodo in un momento in cui l’Egitto ha un bisogno disperato della sua leadership”, ha detto Ayman Abu-Ela, portavoce di Egitto Libero, partito neoliberale. Al Sisi è stato eletto presidente nel 2014, un anno dopo aver organizzato un colpo di stato contro Mohamed Morsi, presidente eletto regolarmente. Nel 2018, il leader è stato rieletto con oltre il 97% dei voti, in una tornata elettorale in cui tutto sembrava una farsa. “Nella sua forma attuale, gli emendamenti costituzionali avranno una grave e vasta portata per la regola delle conseguenze del diritto, la separazione dei poteri e la natura dello stato egiziano”, lamenta Mai al-Sadany, avvocato e ricercatore presso il think-tank TIMEP. Secondo Al-Sadany, il disegno di legge di riforma viola l’articolo 226 della Costituzione, che permette solo di modificare le disposizioni relative alla rielezione del presidente di”fornire maggiori garanzie”. L’attuale Costituzione è stata approvata nel 2014, quando il regime non era ancora consolidato e aveva bisogno di presentare un aspetto democratico alla comunità internazionale per cercare il suo sostegno. In teoria, l’attuale legge fondamentale riconosce e protegge i diritti  e le libertà fondamentali. Tuttavia, la sistematica violazione della sua lettera e dello spirito da parte delle autorità egiziane ha trasformato in una lettera morta. “Il rispetto delle disposizioni della Costituzione è la chiave  per lo stato di diritto in un paese. La proposta di modifica della Costituzione è l’ultimo di una lunga lista di leggi problematiche, di uno stato di emergenza indefinita, e della chiusura dello spazio pubblico” aggiunge Al-Sadany.

Di Mario Savina

De André canta De André “Storia di un impiegato”

BOOKREPORTER di

Applausi ed un affetto immediato e totale accolgono Cristiano De André non appena questi appare sul palcoscenico della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. <<Dovrò trasferirmi a Roma>> dice visibilmente colpito, riferendosi apertamente al calore che il pubblico capitolino da sempre gli riserva.

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“Non sono un Bersaglio” basta violenze sui soccorritori

EUROPA/SICUREZZA di

Si è tenuto a Roma presso lo Spazio Europa della sede dell’alto rappresentante della commissione Europea in Italia il convegno promosso dalla Croce Rossa Italiana “ Non sono un Bersaglio” in concomitanza con il lancio della campagna di sensibilizzazione sul tema delle violenze ai danni degli operatori del soccorso in Italia e all’estero.

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Francesca Scalpelli
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