Iran: l’UE impone nuove sanzioni

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Il Consiglio dell’Unione Europea ha introdotto nuove sanzioni nei confronti dell’Iran l’8 gennaio 2019.

Le misure restrittive sono rivolte a due cittadini iraniani e alla Direzione della sicurezza interna del ministero iraniano dell’intelligence e della sicurezza e vanno ad ampliare l’elenco dei terroristi stabilito dall’Unione Europea nell’ambito della sua risposta agli attentati avvenuti e sventati nel territorio europeo. A partire dal 9 gennaio possono ritenersi attive le sanzioni, che vanno a confermare e prorogare le misure restrittive e nei confronti delle persone e delle entità inserite già precedentemente nell’elenco: si tratta di 15 persone fisiche e 21 gruppi ed entità.

Le misure restrittive dell’Unione Europea sono state adottate all’interno di un complesso approccio politico integrato che risulta essere l’insieme di pressione e impegno per convincere l’Iran a rispettare i suoi obblighi internazionali. Nelle relazioni diplomatiche tra l’Iran e l’Unione Europea, parallelamente alle sanzioni, si sono svolte discussioni tra l’Iran e la “E3/UE + 3” – Francia, Regno Unito, Germania e UE più USA, Russia e Cina – sulla questione della proliferazione nucleare: a partire dal 2003 Francia, Germania e Regno Unito hanno infatti avviato i negoziati per limitare il programma nucleare iraniano. Ciò ha portato al raggiungimento di un accordo su un piano d’azione globale congiunto, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) il 14 luglio 2015: questo piano stabilisce una serie di misure per i prossimi anni per garantire che il programma nucleare iraniano sia esclusivamente pacifico. L’Unione Europea è coinvolta in tutto il processo di attuazione di questo piano, compresa la progressiva diminuzione delle sanzioni connesse al nucleare contro il paese, previste dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU: è l’Unione Europea ad attuare le sanzioni delle Nazioni Unite attraverso l’adozione della legislazione dell’UE, ma oltre all’applicazione delle sanzioni ONU, negli ultimi anni l’UE ha imposto una vasta gamma di sanzioni economiche e finanziarie autonome sull’Iran. Si tratta delle restrizioni agli scambi di determinati beni, come il divieto di esportare armi all’Iran; il divieto di importare petrolio greggio, gas naturale, prodotti petrolchimici e petroliferi; il divieto di vendere o fornire attrezzature chiave utilizzate nel settore energetico, oro, altri metalli preziosi e diamanti, alcune attrezzature navali, determinati software, ecc. Vi sono state poi restrizioni nel settore finanziario, quali il congelamento del patrimonio della Banca centrale dell’Iran e delle principali banche commerciali iraniane, misure nel settore dei trasporti, come impedire l’accesso agli aeroporti dell’UE di voli cargo iraniani, il divieto di manutenzione e di servizio di aeromobili iraniani o navi che trasportano merci o materiali vietati ed infine restrizioni di viaggio e blocco delle attività. Nell’ambito del terrorismo, l’UE dispone di un regime di sanzioni che le consente di applicare misure restrittive in maniera autonoma nei confronti dell’ISIL e di Al Qaeda e di persone ed entità ad essi associate o che li sostengono.

In un periodo particolarmente complesso per l’Unione Europea alla luce dei numerosi attentati terroristici, la richiesta delle sanzioni da parte di alcuni Stati nei confronti dell’Iran è stata soddisfatta. In particolare, si tratta dell’attentato sventato a Parigi nel luglio 2018, a cui è seguito l’arresto di due belgi di origine iraniane in possesso di esplosivi e detonatore che avevano come obiettivo un evento di un gruppo considerato terroristico in Europa – il Mujahedin-e-Khalq – che vorrebbe rovesciare l’attuale governo iraniano. Un altro importante episodio è avvenuto in Danimarca, dove ad essere accusati sono stati i servizi segreti dell’Iran, per aver tentato l’omicidio di un attivista di un movimento separatista arabo. Sono state proprio Francia e Danimarca a volere le sanzioni per l’Iran: il ministro degli Esteri danese Anders Samuelsen ha accolto con favore tale mossa, descrivendo le nuove sanzioni dell’Unione Europea come una “grande vittoria” e un “segnale molto chiaro” che tali attacchi sono “completamente inaccettabili”, così come anche il primo ministro danese Lars Lokke Rasmussen ha accolto favorevolmente le nuove sanzioni, affermando che è “molto incoraggiante che l’UE abbia appena concordato nuove sanzioni mirate contro l’Iran in risposta alle attività ostili e alle trame pianificate e perpetrate in Europa, inclusa la Danimarca”, ha affermato. Anche i Paesi Bassi hanno denunciato l’Iran per due omicidi avvenuti nel loro territorio, ed unendosi a quanto detto da Francia e Danimarca, hanno espulso due lavoratori dell’ambasciata iraniana in relazione agli attentati.

A seguito delle sanzioni imposte e delle accuse rivolte, l’Iran ha negato qualsiasi coinvolgimento nelle presunte aree, affermando che le accuse fatte avevano lo scopo di danneggiare le relazioni tra l’Unione Europea e l’Iran e che verranno adottate le misure necessarie in risposta a tali sanzioni.

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