Migrazione e frontiere: nuovi finanziamenti per Grecia, Italia, Cipro e Croazia

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Affrontare la crisi dei rifugiati e gestire le frontiere esterne sono gli obiettivi primari che l’Unione europea si pone nel quadro del complesso fenomeno dell’immigrazione. In tale prospettiva la Commissione Europea ha deciso di stanziare nuovi contributi economici, pari a 305 milioni di euro, destinati agli Stati membri che si trovano in prima linea, “sotto pressione” nel fronteggiare i flussi migratori qualiGrecia, Italia, Cipro e Croazia.

Il sostegno operativo e finanziario dell’Unione Europea è, sin dal 2015, di fondamentale importanza per aiutare gli Stati membri ad affrontare la sfida della gestione dell’immigrazione e supporta le attività non solo delle autorità nazionali, bensì anche delle organizzazioni internazionali e delle organizzazioni non governative.

Nel caso concreto, la somma rientra nei 10,8 miliardi già mobilitati dalla Commissione europea e si tratta di un pacchetto di aiuti erogato nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione ed Integrazione (AMIF), istituito per il periodo 2014-2020 per un totale di 3,147 miliardi, nonché del Fondo di Sicurezza Interna (ISF), realizzato per lo stesso arco di tempo e pari a 3,8 miliardi.

Nel dettaglio l’ AMIF si pone i seguenti obiettivi specifici: sviluppare e rafforzare il sistema comune di asilo garantendo che la legislazione dell’UE in questo settore sia applicata in modo efficiente ed uniforme; sostenere la migrazione legale verso gli Stati membri in linea con le esigenze del mercato del lavoro e promuovere l’effettiva integrazione; migliorare le strategie di rimpatrio, le quali contribuiscono a combattere i flussi migratori irregolari, con particolare attenzione all’effettiva sostenibilità ed all’efficacia del processo di rimpatrio; infine, fare in modo che gli Stati membri più colpiti dai flussi migratori possano contare sulla solidarietà degli altri Stati dell’UE.

L’ISF, invece, si pone l’obiettivo primario di garantire un elevato livello di sicurezza nell’Unione e le sue attività sono finalizzate a soddisfare due necessità: combattere la criminalità transfrontaliera, ivi incluso il terrorismo e rafforzare il coordinamento e la cooperazione tra le autorità di contrasto e le altre autorità nazionali degli Stati membri; migliorare le capacità individuali degli Stati, nonché la capacità complessiva dell’Unione europea di gestire efficacemente le situazioni di emergenza ed i rischi legati alla sicurezza.

La Grecia risulta essere lo Stato maggiormente beneficiario di tali nuovi contributi economici: la Commissione, infatti, mette a disposizione della repubblica ellenica 289 milioni di euro. Tra i destinatari dei finanziamenti in questione vi è l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), al fine di garantire che il programma di sostegno alle emergenze di integrazione e di alloggio (ESTIA) possa continuare ad operare e potenziare ulteriormente la capacità di accoglienza attraverso la fornitura e la distribuzione di 400 container prefabbricati; i contributi sono altresì indirizzati all’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) nonché al  Fondo di emergenza internazionale per l’infanzia delle Nazioni Unite (UNICEF), per consentire la prosecuzione dei programmi di sostegno in loco; infine, anche la guardia costiera ellenica beneficerà del pacchetto di aiuti per sostenere i costi di gestione delle attività di sensibilizzazione marittima nel Mar Egeo e quindi contribuire a garantire sbarchi sicuri nonché l’efficienza nelle operazioni di ricerca e salvataggio.

All’Italia va un contributo di 5,3 milioni di euro, aventi soprattutto l’obiettivo di supportare l’attività delle autorità nazionali nella protezione delle vittime della tratta di esseri umani. Attraverso un progetto pilota in strutture di accoglienza per richiedenti asilo nella regione Piemonte, i finanziamenti saranno utilizzati per aiutare l’identificazione delle vittime e per incentivarle ad usufruire dei servizi disponibili. Con riguardo al caso italiano, dall’inizio della crisi migratoria, la Commissione Europea ha stanziato quasi 950 milioni a sostegno della gestione dei flussi migratori e delle frontiere italiane.

L’UE destina poi 3,1 milioni a Cipro, con l’obiettivo di accrescere le sue potenzialità di asilo e trasformare il centro di emergenza temporaneo “Pournaras” in un centro di prima accoglienza a pieno titolo, operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Durante il 2018, il Paese ha visto aumentare vertiginosamente il numero degli sbarchi sul proprio territorio. Proprio a fronte di tale aumento, l’ufficio europeo di sostegno per l’asilo, attualmente ha inviato 29 assistenti sociali per eliminare l’arretrato di domande pendenti.

Infine, l’Unione Europea assegna 6,8 milioni di euro alla Croazia, i quali contribuiranno principalmente a rafforzare la sorveglianza delle frontiere esterne ed a tal proposito sarà istituito un meccanismo di monitoraggio al fine di garantire che l’applicazione delle misure sia equa e proporzionata, nel rispetto dei diritti fondamentali e del diritto dell’UE in materia di asilo.

Traendo insegnamento dalle esperienze passate e constatando che il fenomeno dell’immigrazione continuerà ad essere centrale anche nei prossimi anni, la Commissione ha altresì proposto di rafforzare significativamente i finanziamenti dal 2021 al 2027 nel prossimo bilancio dell’UE.

La sfida dei flussi migratori pone una responsabilità in capo all’Unione Europea, chiamata a delineare una risposta risoluta ed efficiente ed a costruire un sistema sostenibile in grado di prevenire e mitigare le sfide future.

 

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