UE – Giappone: il più grande accordo commerciale bilaterale negoziato dall’Unione Europea

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Un’intesa senza precedenti. Mercoledì 12 dicembre, l’Europarlamento, riunitosi in plenaria a Strasburgo, ha approvato l’Economic Partnership Agreement (EPA), l’accordo di partenariato economico tra Unione Europea e Giappone, che andrà a coprire un’area pari ad un terzo del PIL mondiale, la più grande ricoperta fino ad ora da un accordo commerciale bilaterale.

Fra Unione Europea e Giappone vi erano già delle buone relazioni commerciali, che, il momento storico caratterizzato da tensioni internazionali e protezionismi, ha spinto a rinnovare. In origine, il Giappone non considerava come una priorità la conclusione di una simile intesa. La ragione di questo accordo si rinviene nella politica internazionale e nel mutamento geopolitico scatenato dall’insediamento di Trump, che ha penalizzato il Giappone. Il Paese orientale si riposiziona nell’area europea dopo aver perso accordi in quella pacifica ed in particolare, dopo l’annullamento del Partenariato Trans-Pacifico (TPP).

L’accordo, il quale può essere un modello per la cooperazione con altri Paesi, è stato approvato con 474 voti favorevoli, 152 contrari e 40 astensioni ed eliminerà il 99% dei dazi doganali sulle merci esportate, in settori chiave per l’UE, in particolare per l’Italia, come quello alimentare. Si tratta di un totale di circa un miliardo di euro all’anno appannaggio delle imprese dell’UE.

Verranno eliminate altresì le principali barriere non tariffarie, ossia gli ostacoli di natura normativa che ostacolano l’ingresso delle imprese europee nel mercato giapponese, ad esempio basandosi sugli standard internazionali e non più sui requisiti specifici del Giappone.

In Giappone saranno riconosciuti e protetti da contraffazione 205 prodotti a indicazione geografica protetta (IGP) – cioè prodotti agricoli europei provenienti da regioni specifiche, prevalentemente italiani – per aiutare le Piccole e Medie Imprese (PMI), vale a dire il 78% degli esportatori verso il Giappone, dove si inizierà, dunque, a riconoscere e ad utilizzare gli standard di qualità europei, considerati tra i più elevati al mondo. In tale prospettiva, il Parlamento europeo esorta la Commissione a creare punti di contatto con le PMI, in modo che esse possano beneficiare dell’accordo in tempi brevi.

Nell’immediato l’intesa avrà conseguenze significative principalmente su due categorie di prodotti: i prodotti alimentari europei, che fino ad ora erano tassati fino al 40%, e le automobili prodotte dalle principali aziende giapponesi che in Europa sono meno diffuse rispetto ad altri mercati (come ad esempio quello statunitense). Per tale ragione l’accordo è stato soprannominato “formaggi in cambio di automobili”.

Il mercato, tuttavia, rimarrà chiuso per i coltivatori di riso, uno dei prodotti su cui il Giappone potrà continuare ad applicare i dazi.

Le 48 principali città giapponesi aprono alla concorrenza europea il mercato degli appalti ferroviari – fino ad ora chiuso alle imprese europee ed ambito da esse – e degli appalti pubblici, prevedendo la parità nell’accesso rispetto alle imprese giapponesi. Inoltre, saranno liberalizzati l’e-commerce, i trasporti marittimi internazionali nonché i servizi postali.

Le aziende presenti sul territorio dell’Unione Europea esportano beni e servizi verso il Giappone per un totale, rispettivamente, di 58 miliardi e 28 miliardi di euro, che l’EPA incrementerà ulteriormente grazie alla rimozione delle barriere al commercio ancora esistenti. Ad esempio, si prevede un aumento dell’esportazione di prodotti alimentari pari al 180%, per un valore complessivo di 10 miliardi di euro.

Con 535 voti favorevoli, 84 contrari e 45 astensioni il Parlamento ha approvato anche l’accordo di partenariato strategico, il quale estende l’ambito della cooperazione a molteplici settori quali l’energia, l’istruzione, la ricerca e lo sviluppo, il terrorismo e la lotta al cambiamento climatico. Il Parlamento europeo ha accolto favorevolmente l’impegno giuridicamente vincolante sottoscritto dalle due parti relativo all’elevato livello di protezione dell’ambiente e del lavoro, così come quello volto al rispetto dell’Accordo di Parigi sulla lotta ai cambiamenti climatici. A tal proposito l’intesa raggiunta risulta essere la prima a menzionare esplicitamente l’Accordo di Parigi. Gli eurodeputati, al contempo, hanno sottolineato che il Giappone deve ratificare tutti i codici del lavoro pertinenti previsti dall’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO).

L’Italia trae diversi vantaggi da tale accordo: i dati forniti dal Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo (S&D), il Giappone è il sesto partner commerciale dell’Italia e le esportazioni verso il Paese orientale hanno un valore di 6,6 miliardi di euro all’anno, destinato ad aumentare in seguito all’entrata in vigore dell’EPA. L’accordo dovrebbe beneficiare soprattutto le PMI.

Le imprese e le industrie dell’UE, riunite in BusinessEurope, hanno accolto con favore l’esito della votazione del Parlamento europeo, argomentando che “in questi tempi di incertezza economica e politica” il partenariato con il Giappone dovrebbe far aumentare le esportazioni del 34% per l’Unione Europea e del 29% per Tokyo, liberalizzando il 99% del commercio bilaterale.

“L’approvazione di oggi è una pietra miliare per un commercio equo e solidale basato su regole e valori, in un contesto di crescente protezionismo. L’accordo contribuirà a promuovere standard elevati e a rafforzare lo sviluppo sostenibile nella politica commerciale. Il Parlamento sta mandando un messaggio molto progressista e continuerà a fare la sua parte affinché il più grande accordo commerciale bilaterale dell’UE funzioni realmente sia per i cittadini sia per le imprese” ha dichiarato il relatore responsabile dell’accordo commerciale Pedro Silva Pereira. Il negoziatore dell’accordo di partenariato strategico, Alojz Peterle, ha invece affermato: “Questa collaborazione è una risposta alle sfide globali di oggi che vanno oltre i confini nazionali e al contempo si fa portavoce del nostro impegno verso un ordine internazionale e basato sulle regole”.

Il Giappone ha già ratificato l’accordo. Dopo l’approvazione del Parlamento, il prossimo step sarà il via libera definitivo dato dal Consiglio che si esprimerà il 21 dicembre, per consentire l’entrata in vigore dell’EPA il 1 º febbraio 2019.

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