La lotta al terrorismo dell’Unione Europea

in EUROPA/SICUREZZA by

La Plenaria di Strasburgo del 12 dicembre si è aperta con il cordoglio degli eurodeputati per quanto avvenuto proprio nel cuore dell’Unione Europea: l’11 dicembre vi è stato un attentato nel centro di Strasburgo, dove nei pressi dei mercatini natalizi è stato aperto il fuoco sui passanti.

Il Ministero degli interni francese ha comunicato che a causa dell’attentato sono morte tre persone e ne sono rimaste ferite circa dodici: si tratta di un attentato terroristico a tutti gli effetti.

Quanto accaduto a Strasburgo è solo l’ultimo dei tanti attentati terroristici che l’Unione Europea si è trovata a dover affrontare e che hanno reso centrale il tema della sicurezza più di quanto non lo fosse già in precedenza ma che, allo stesso tempo, hanno accentuato le difficoltà di cooperazione in settori così sensibili. La lotta al terrorismo nell’UE è rilevante a tal punto che diverse istituzioni si occupano di portare avanti politiche di sicurezza adeguate. Sebbene la principale responsabilità spetti agli stati membri, l’UE può e dovrebbe svolgere un ruolo di supporto che aiuti a rispondere alla natura transfrontaliera della minaccia. Un ruolo molto importante lo ha il Consiglio dell’UE, che dal 2005 porta avanti una strategia antiterrorismo europea, al fine di prevenire, proteggere, perseguire e dare una risposta agli attacchi terroristici. Il coordinatore antiterrorismo è Gilles de Kerchove, il quale ha il compito di coordinare i lavori del Consiglio dell’UE nella lotta al terrorismo, monitorare l’attuazione della strategia antiterrorismo ed assicurare che l’UE svolga un ruolo attivo nella lotta al terrorismo. Inoltre, l’Unione Europea dispone della Commissione speciale sul terrorismo (TERR), la quale ha il compito di esaminare, valutare ed analizzare la portata della minaccia terroristica sul territorio europeo, sulla base di quanto fornito dalle singole autorità nazionali degli Stati membri e dalle agenzie europee competenti in materia. L’obiettivo è quello di rafforzare la capacità europea di prevenire, indagare e perseguire i reati terroristici.

Molto importante è anche il contributo dell’Europol, secondo cui per combattere il terrorismo è essenziale disporre di uno scambio di informazioni ottimale e di dati accurati. Proprio per questo, dal 2007 l’Agenzia fornisce rapporti annuali sulla situazione del terrorismo dell’Unione Europea, in modo che il Parlamento europeo e tutti i governi e le forze di polizia nazionali abbiano una visione d’insieme della situazione europea su base annuale. Dal primo rapporto, che ha fornito una panoramica della situazione nel 2006, sono cambiate molte cose, a partire dal diverso uso di Internet che viene fatto per la radicalizzazione, ma anche nell’utilizzo di congegni esplosivi improvvisati: in poco più di dieci anni il panorama terroristico si è ulteriormente diversificato e la minaccia è aumentata.

Il 12 dicembre, il Presidente dell’europarlamento Antonio Tajani ha dichiarato in sede di plenaria che “l’atto criminale di Strasburgo è stato un attacco al nostro modo di vivere. Tuttavia, dobbiamo continuare a lavorare per dimostrare la forza che attingiamo dalla libertà. La democrazia vincerà sempre sulla violenza, sul crimine e sul terrore”. Dopo il minuto di silenzio tenutosi per commemorare le vittime, la lotta al terrorismo è stata una questione centrale in Parlamento: con 474 voti a favore, 112 voti contrari e 75 astensioni è stata approvata una risoluzione non legislativa per affrontare la radicalizzazione, migliorare l’interoperabilità dei dati e sostenere le vittime. I punti principali della risoluzione sono:

– rafforzare le agenzie Europol ed UE-LISA;

– una condivisione dei dati standardizzata e più interoperabile;

– riuscire a sfidare la radicalizzazione, sia online sia offline;

– dare una definizione comune di “vittima del terrorismo” e creazione di un centro di coordinamento dell’UE.

All’indomani dell’attentato di Strasburgo, gli eurodeputati hanno riconosciuto un difetto di comunicazione tra le agenzie nazionali ed europee ed hanno sottolineato l’importanza del rispetto dei diritti umani fondamentali anche nelle misure antiterroristiche. Il contenuto della risoluzione approvata prevede diverse politiche da mettere in atto con il fine di migliorare l’azione europea. Tra le principali vi sono la creazione di una lista nera europea di predicatori radicali; un monitoraggio più rigoroso per garantire un maggior livello di sicurezza e un’azione penale nei confronti dei combattenti stranieri in Europa; impedire che ai condannati per reati terroristici sia concesso l’asilo; misure anti-radicalizzazione, come i programmi per le carceri, l’istruzione e le campagne di sensibilizzazione; rafforzamento delle frontiere esterne dell’UE e controlli adeguati a tutti i valichi di frontiera utilizzando tutte le banche dati pertinenti; una richiesta di continuità della cooperazione e dello scambio di informazioni tra l’Unione Europea e il Regno Unito; un centro europeo di coordinamento per le vittime del terrorismo (CCVT) per fornire sostegno e assistenza; poter utilizzare il Fondo di solidarietà europeo per risarcire le vittime di attentati terroristici su larga scala; cooperare in modo più stretto con i Paesi terzi, in particolare con i Paesi vicini.

Dopo la votazione, la correlatrice Monika Hohlmeier (PPE, DE) ha dichiarato: “l’attacco al mercatino di Natale di Strasburgo ha rappresentato il peggior attacco possibile ai cittadini europei, ai valori comuni e ai principi dell’UE. Questo attentato ci ha dimostrato una volta di più che dobbiamo abbandonare gli slogan e le misure irreali e concentrare le nostre attività su quanto renda davvero sicura l’Europa. Nonostante tutti gli sforzi compiuti negli ultimi anni, sussistono ancora lacune e modi per rendere più efficace la lotta al terrorismo. Ciò significa una cooperazione e uno scambio di informazioni più ampi tra i servizi di intelligence e le autorità, più misure di prevenzione contro la radicalizzazione, strumenti giuridici più severi e una migliore protezione dei diritti delle vittime”.

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