Accordi commerciali UE-Singapore: intensificazione della cooperazione tra Asia ed Europa

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Singapore è il principale partner dell’Unione europea all’interno dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), in quanto protagonista di quasi un terzo degli scambi di merci e servizi tra le due entità. Non a caso, in un’ottica geopolitica, Singapore assume un’importanza rilevante: in primo luogo, con l’avvento dell’economia globale,  la posizione della Città-Stato nello Stretto di Malacca è ritenuta un key point importantissimo per il transito delle navi mercantili tra Asia ed Europa; in secondo luogo, si tratta di un territorio connesso storicamente alla colonizzazione britannica e ad una gestione inglese finalizzata a dar luogo un porto libero, dotato di una vasta autonomia in ambito economico.

Nel 2010 l’UE e Singapore hanno avviato dei negoziati in materia di scambi commerciali ed investimenti che si sono conclusi nel 2014. In seguito all’emanazione di un parere della Corte di Giustizia dell’UE nel 2017, nell’aprile del 2018 la Commissione ha proposto due accordi distinti. Sulla base di tale proposta della Commissione, il 15 ottobre, il Consiglio ha adottato delle decisioni relative alla conclusione di un accordo di libero scambio (ALS) e di un accordo sulla protezione degli investimenti. Si tratta dei primi accordi bilaterali in materia di scambi ed investimenti conclusi tra l’UE ed uno Stato membro dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN). Nel 2017 tali scambi commerciali bilaterali hanno raggiunto un valore di 53,3 miliardi di euro: nel dettaglio, le esportazioni dell’Unione europea sono state pari a 33,16 miliardi, principalmente  automobili e macchinari, mentre le importazioni sono state pari a 20,14 miliardi e sono stati importati in particolare prodotti chimici e farmaceutici. Prima dell’adozione delle decisioni risalenti al 15 ottobre, tutte le merci provenienti dall’UE potevano già essere importate a Singapore prive di dazi doganali; l’ASL eliminerà anche le barriere tariffarie residuali, nell’arco di un periodo che va dai tre ai cinque anni in base alla categoria del prodotto in questione, nonché le barriere tecniche, in virtù del riconoscimento delle norme e delle prove di sicurezza europee nei settori chiave come l’elettronica, l’industria farmaceutica ed automobilistica. Relativamente ai prodotti della pesca ed ai prodotti agricoli trasformati importati nell’UE, vigerà ancora l’applicazione di alcune tariffe.

L’ALS eliminerà altresì le restrizioni nel settore dei servizi (settore in cui, nel 2016, gli scambi bilaterali sono stati pari a 44,4 miliardi di euro). A tal proposito l’UE risulta essere il primo partner commerciale di Singapore, mentre più di 10 000 aziende degli Stati membri UE utilizzano Singapore come base per servire l’intera area del Sud-Est Asiatico. Oltre all’eliminazione barriere tecniche e tariffarie, rilevano importanti disposizioni relative alla protezione della proprietà intellettuale, alla liberalizzazione degli investimenti, agli appalti pubblici, nonché alla concorrenza ed allo sviluppo sostenibile.

L’accordo sulla protezione degli investimenti offrirà maggiori certezze agli investitori ed al contempo, permetterà di salvaguardare i diritti delle due controparti di legiferare nel perseguimento dei propri interessi ed obiettivi di politica pubblica, tra cui la protezione della salute, della sicurezza e dell’ambiente. Tale accordo sostituirà i 12 trattati bilaterali vigenti tra Stati membri dell’UE e Singapore in materia di investimenti.

La firma dei due accordi, nonché di un accordo di partenariato e di cooperazione, è prevista a margine del 12° vertice Asia-Europa (ASEM) del 18 e 19 ottobre a Bruxelles. Con riguardo all’accordo di libero scambio, esso concerne materie di competenza esclusiva dell’Unione europea, pertanto è richiesta solo l’approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo prima dell’entrata in vigore, mentre, relativamente all’accordo sulla protezione degli investimenti, esso ha per oggetto settori di competenza concorrente tra UE e Stati membri, pertanto dovrà essere sottoposto a delle procedure di ratifica nazionale in tutti gli Stati membri prima di poter entrare in vigore, impiegando tempi più lunghi.

I due accordi consentiranno ulteriori progressi verso la definizione di norme rigorose nella regione dell’ASEAN e contribuiranno a gettare le basi per un futuro accordo interregionale in materia di scambi commerciali e di investimenti.

A tal proposito, il 15 ottobre, il Consiglio ha altresì adottato le conclusioni sul tema intitolato “Collegare l’Europa e l’Asia – Elementi costitutivi per una strategia dell’UE”, in seguito ad una comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, risalente al 19 settembre. La strategia delineata prevede una cooperazione rafforzata a livello regionale tra Unione europea ed Asia, partendo dall’assunto secondo cui la prima dovrebbe prendere in considerazione lo sviluppo di approcci regionali volti ad individuare nuove opportunità di cooperazione.

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