Bilancio UE 2019: il Parlamento europeo chiede più fondi per giovani, migrazioni e ricerca

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La Commissione Bilancio del Parlamento europeo ha approvato la sua posizione negoziale in merito al bilancio dell’UE per il 2019, con cifre più consistenti rispetto alla proposta originaria della Commissione risalente allo scorso 23 maggio. Il testo che ha ottenuto il vaglio della Commissione Bilancio è stato redatto da Daniele Viotti – eurodeputato del Partito Democratico, membro del Gruppo dell’Alleanza progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) – in qualità di Relatore Generale al Bilancio europeo 2019. Il 25 e 26 settembre gli eurodeputati hanno votato a favore dell’aumento di 717 milioni di euro rispetto alla proposta originaria, giungendo così a quota 166,3 miliardi; inoltre l’obiettivo è quello di alzare i pagamenti da 148,7 a 149,3 miliardi. Il progetto di bilancio comprende anche strumenti speciali come i fondi di solidarietà e di adeguamento alla globalizzazione nonché il bilancio amministrativo della Commissione europea, ma non di altre istituzioni europee.

Nel dettaglio, il documento in questione chiede di aumentare di 362 milioni di euro le risorse destinate al progetto Erasmus+ e di 256,9 milioni quelle per Horizon 20, il programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione. Inoltre, nuovi finanziamenti sono previsti alle voci infrastrutture (procedendo all’annullamento dei tagli previsti dai Governi), lotta ai cambiamenti climatici (più 65 milioni), disoccupazione giovanile (più 346,7 milioni per la Youth Employment Initiative, portando il totale a 580 milioni), agenzie e programmi legati al settore della sicurezza (più 74,7 milioni), supporto alle Piccole e Medie Imprese (più 28,9 milioni) e sostegno agli Stati membri colpiti dall’epidemia di peste suina africana (più 50 milioni). Gli eurodeputati hanno altresì incrementato le risorse destinate alle iniziative europee legate alla gestione dei flussi migratori con particolare riguardo alle principali rotte migratorie ed ai rapporti con i Paesi di provenienza dei flussi: sono stati incrementati i finanziamenti rivolti allo Strumento per lo sviluppo e la cooperazione in Africa (più147,5 milioni), allo Strumento europeo di vicinato (fondi per il vicinato meridionale e la Palestina, più 146 milioni) ed al sostegno pre-adesione per i Balcani occidentali (+ 56 milioni); relativamente alle azioni volte ad affrontare le sfide migratorie all’interno del territorio dell’Unione europea, è stato rafforzato il Fondo Asilo, Migrazione ed Integrazione (FAMI) con un incremento pari a 33 milioni di euro.

Gli unici tagli incoraggiati, invece, riguardano i fondi previsti per la Turchia, pari a 3 miliardi: nel dettaglio gli eurodeputati hanno insistito sul fatto che la seconda tranche dello strumento a sostegno dei rifugiati (istituito in seguito alla richiesta degli Stati membri UE di stanziamenti supplementari significativi, i cui settori principali sono l’assistenza umanitaria, l’istruzione, la gestione delle migrazioni, la salute, le infrastrutture municipali ed il sostegno socio-economico) non debba superare un miliardo di euro al fine di mantenere un rapporto tra Bilancio UE e contributi degli Stati membri, mentre i fondi per la pre-adesione sono stati tagliati.

La risoluzione è stata approvata con 399 voti favorevoli, 146 contrari e 87 astensioni.

“La votazione odierna ha chiuso la prima fase della procedura di bilancio 2019” ha dichiarato Viotti “il Parlamento ha lavorato duramente per realizzare un bilancio UE sostenibile, solido dal punto di vista finanziario e in linea con le nostre priorità politiche. Adesso è il tempo dei negoziati con il Consiglio. In quanto Relatore Generale del Parlamento, sarò in prima linea per ripristinare i finanziamenti essenziali, per contribuire ad affrontare la crisi migratoria, la disoccupazione giovanile ed altre priorità durante la fase di conciliazione”.

“Prima di chiedere aumenti di contribuzione, ci aspettiamo dall’Unione europea spending review e lotta contro le inefficienze interne. Speriamo che il 24 ottobre, data del voto a Strasburgo, alcuni deputati si mettano una mano sulla coscienza e votino per un bilancio più equo” ha invece affermato Marco Valli, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, membro del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta (EFDD).

Con riguardo agli sviluppi successivi, nell’ambito della riunione della Commissione dell’8 e 9 ottobre, sarà votata una risoluzione corrispondente, mentre il 24 ottobre, il Parlamento in sessione plenaria procederà ad una votazione al fine di individuare la sua posizione in merito al progetto di bilancio. Quest’ultima votazione darà il via a tre settimane di “colloqui di conciliazione” con il Consiglio, al fine di raggiungere un accordo tra le due istituzioni. La procedura di adozione del bilancio annuale dell’Unione europea, disciplinata dall’Art. 314 del Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE), prevede, infatti, la decisione paritaria da parte del Parlamento e del Consiglio. L’obiettivo è quello di raggiungere un accordo che possa essere confermato dal Parlamento europeo entro fine novembre.

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