Difesa: il Parlamento europeo approva l’EDIDP

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L’intensificarsi delle tensioni in varie zone di crisi, il maggior coinvolgimento delle truppe degli Stati membri dell’UE in operazioni militari e in missioni di mantenimento della pace, l’aumento delle minacce terroristiche e le crescenti preoccupazioni in materia di sicurezza informatica, hanno posto in rilievo il settore della difesa europea.

Il 3 luglio il Parlamento europeo ha approvato, in via definitiva e per la prima volta, un regolamento recante la proposta di creare un Programma europeo di sviluppo industriale per la difesa (EDIDP). L’accordo raggiunto è stato approvato in seduta plenaria con 478 voti favorevoli, 179 contrari e 23 astensioni.

Con tale approvazione senza precedenti, l’Unione europea, ha stanziato dei fondi diretti al settore della difesa, al fine di sostenere i Paesi europei che sviluppano congiuntamente materiali e tecnologie militari.

Uno dei primi e dei più ambiziosi tentativi di creare un apparato militare europeo fu la Comunità europea di difesa (CED), prevista dal Trattato di Parigi del 1952 costitutivo della CECA, tuttavia, il suo fallimento, dovuto alla mancata ratifica da parte della Francia, ha attenuato le ambizioni relative alla creazione di una difesa comune europea.

Negli ultimi anni la cooperazione in tale settore si è intensificata e la PeSCo (cooperazione strutturata permanente) risulta essere l’iniziativa più rilevante volta ad incentivare lo sviluppo delle capacità militari europee; in particolare l’11 dicembre 2017, il Consiglio, con l’approvazione di 25 Stati membri, ha adottato una decisione che ha istituito tale nuovo organismo, la cui ratio è una maggiore collaborazione tra alcuni Stati dell’UE nel settore della sicurezza e della difesa, al fine di coordinare al meglio le spese, ridurre gli sprechi ed il raddoppio degli sforzi; in quell’occasione gli europarlamentari hanno sottolineato che “in confronto agli Stati Uniti l’UE spende il 40% nella difesa ma genera solo il 15% della capacità, il che indica un problema di efficienza”.

Nelle sue linee guida politiche risalenti a luglio 2014, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha identificato la politica di difesa come una delle dieci priorità politiche dell’Unione europea ed in tale prospettiva, l’iniziativa del Programma europeo di sviluppo industriale per la difesa (EDIDP) si pone come una delle azioni politiche tese a dare rilievo a questo settore.

Il nuovo programma approvato dall’Europarlamento prevede un programma pilota di 90 milioni per il periodo 2017-2019 ed un bilancio annuale di 500 milioni di euro per il biennio 2019-2020. L’UE intende, dunque, avviare un processo che sarà poi rafforzato nel 2021 nell’ambito del prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP), il quale dovrebbe consentire finanziamenti sostanzialmente più elevati. L’obiettivo è quello di rendere l’Unione indipendente e garantire un uso efficiente dei fondi nel settore della difesa, finanziando l’innovazione dell’industria europea.

Nel dettaglio un comunicato del Parlamento europeo precisa che l’UE cofinanzierà i progetti realizzati dai consorzi di almeno tre imprese pubbliche o private, aventi sede in almeno tre diversi Stati membri; per ottenere i contratti i promotori dovranno necessariamente dimostrare il contributo all’eccellenza, all’innovazione ed alla competitività del proprio progetto; i progetti dedicati alle PMI ( piccole e medie imprese) ed alle Mid-Caps ( vale a dire le imprese che non rientrano nella categoria delle PMI ma impiegano fino a 3000 dipendenti) nonché le azioni nell’ambito della PeSCo,saranno beneficiari di tassi di cofinanziamento più elevati.

Il Programma europeo di sviluppo industriale per la difesa finanzierà varie fasi come la ricerca, la progettazione, la produzione di nuovi ed avanzati strumenti di difesa europea, i test e le fasi di certificazione e sviluppo.

I settori interessati sono:

  • i sistemi pilotati a distanza
  • le comunicazioni via satellite
  • l’accesso autonomo allo spazio e l’osservazione permanente della Terra
  • la sostenibilità energetica
  • la sicurezza cibernetica e marittima
  • le capacità militari di alto livello nel settore aereo, terrestre e marittimo
  • i sistemi di dominio comuni, inclusi gli abilitatori strategici

L’ EDIDP può essere inteso come un programma pilota del Fondo europeo per la difesa, il quale, con una proposta di bilancio pari a 13 miliardi di euro in sette anni, mira alla crescita della cooperazione in tale settore ed all’autonomia ed indipendenza dell’Unione Europea.

Françoise Grossetête, deputata francese del Partito popolare europeo, ha affermato che tale programma “rappresenta un passo storico per i progetti industriali europei nel settore della difesa e risponde a tre sfide: efficienza di bilancio, competitività e autonomia strategica”. Essa ha affermato che dopo un anno di negoziati è stato approvato un “regolamento promettente per migliorare la capacità di innovazione dell’UE”.

Relativamente alle tappe successive che interesseranno l’EDIDP, una volta che anche il Consiglio avrà dato il suo via libera formale, il regolamento verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea e successivamente entrerà in vigore.

Si auspica che i primi progetti saranno finanziati nel 2019.

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