Caso Bardonecchia, ecco la politica dell’immigrazione Francese

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È successo tutto in poche ore, la polizia di frontiera francese che controlla i passeggeri tra la Francia e l’Italia alla stazione di Bardonecchia scorta un passeggero nigeriano, residente in Italia e residente a Napoli, nei locali della stazione per un controllo delle urine perché sospettato di trasportare droga.

I controlli in questi casi prevedono l’analisi delle urine del sospetto per capire se ha ingerito la droga, i doganieri francesi decidono di non eseguire il controllo sul treno ma di attendere l’arrivo in stazione.

Scesi dal treno si dirigono verso i locali che conoscono perché in precedenza riservati al riposo dei doganieri francesi e che oggi invece sono stati assegnati ad una associazione che si occupa di dare assistenza ai migranti che attendono al confine la possibilità di passare in Francia.

Questo confine è uno dei più delicati perché oltre ad essere il valico ferroviario obbligatorio per passare le Alpi e anche il punto di passaggio per chi decide di sfidare la sorte attraversando le alpi a piedi, con equipaggiamento di fortuna, sfidando la neve di inverno e la pericolosità della montagna d’estate, tanto che molti sono stati gli incidenti e le vittime.

I gendarmi entrano in stazione  armati e con atteggiamento intimidatorio sia nei confronti del loro sospettato che del personale che hanno trovato nei locali che considerano di loro competenza.

Immediata la reazione del Ministro dell’Interno Minniti che ha coinvolto immediatamente il Premier Gentiloni e il Ministro Alfano per gli esteri per concordare una linea di risposta alla provocazione Francese, perché tale sembra essere vista anche la risposta del ministro dell’Economia Francese che ha difeso la piena correttezza della  linea di condotta dei gendarmi stimolando l’inevitabile reazione Italiana, stop agli accordi sugli sconfinamenti per il pattugliamento del confine che vanno sempre autorizzati preventivamente.

Cosa prevedevano gli accordi per la polizia di frontiera. Le regole di attività di polizia al confine, ovvero i rapporti transfrontalieri tra stati, sono determinate dagli normative specifiche Europee che prevedono di avvisare le autorità italiane con un atto formale scritto che può essere anche successivo ad una comunicazione verbale. Ci sono convenzioni tra l’agenzia delle dogane francese e le ferrovie italiane per l’uso di alcuni locali che sono risalenti addirittura agli anni 60.

Sebbene fino ad ora l’uso e il porto delle armi del personale francese è stato sempre concesso, vista anche l’attività costante di controllo dei viaggiatori ferroviari, ma è comunque regolata dalle norme del trattato di Schengen, che prevedono la comunicazione formale ai colleghi italiani.

Le pattuglie congiunte Italo- Francesi sono attive da tempo nella zona di Ventimiglia con un accordo che permette alla polizia italiana di arrivare a Modane e ai francesi di arrivare  a Bardonecchia, quando si scende dal treno sono gli articoli 40 e 41  del trattato di Schengen che permettono sia l’inseguimento che operazioni di polizia ma sempre previa autorizzazione delle autorità delle due nazioni.

A questo punto il caso diventa diplomatico e poi politico, i Francesi hanno forzato la mano per accelerare quanto già programmato per discutere l’utilizzo di locali in territorio italiano e più in generale per sottolineare la politica di respingimento della Francia nei confronti dei flussi migratori.

Il caso politico è proprio questo, la visione Francese del problema dei migranti non include in nessun modo la condivisione dell’accoglienza e la gestione comune del problema ma la volontà di lasciare i paesi di confine, come l’Italia, la Spagna e la Grecia a gestire in totale isolamento comunitario la gestione dei flussi migratori.

Le dichiarazioni dei leader dei partiti politici italiani sono in accordo con la risposta del Ministro Minniti,  “Non siamo la toilette della Francia” dichiara la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Melonicon un tweet.  “Così si è ridotta l’Italia dopo sei anni di governi asserviti alle cancellerie straniere. Fratelli d’Italia chiede che l’ambasciatore francese sia immediatamente convocato dalla Farnesina per chiarire questo ennesimo gravissimo atto contro l’Italia”,

“Espellere diplomatici francesi”. Annuncia Salvinisul caso Bardonecchia. “Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi! Con noi al governo l’Italia rialzerà la testa in Europa, da Macron e Merkel non abbiamo lezioni da prendere, e i nostri confini ce li controlleremo noi”.

“Bene ha fatto la Farnesina a convocare l’ambasciatore francese. Quanto accaduto a Bardonecchia deve essere chiarito completamente in ogni suo aspetto”, twitta  di Luigi Di Maio, del M5S.

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