COOPERA, conclusa la Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo

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L’Auditorium Parco della Musica ospita la prima conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo: due giorni di dibattiti e incontri con testimoni della politica e degli affari internazionali, di cui l’Italia rappresenta un centrale motore.

È a partire dalla tragica notizia dell’attacco alla sede di Save the Children a Jalabad , che il Segretario Generale del MAECI, E. Belloni apre i lavori all’insegna della cooperazione e sviluppo nazionale e non. Ribadisce l’impegno e l’intereresse italiano in questo settore, nel quale negli ultimi anni si sono visti numerosi successi e cambiamenti, dalla prima tappa rappresentata dal Forum di Milano del 2012 “Muovi l’Italia, muovi il mondo”. L’obiettivo è quello di identificare gli strumenti  per meglio attuare una cooperazione capace di reagire ai continui cambi di scena che il mondo d’oggi ci presenta quotidianamente. Va comunque notato l’aumento consistente delle risorse per la cooperazione da parte dell’Italia,oggi  la quarta dei maggior contribuenti del G7. Condivisione e partenariato sono i due fili conduttori per un’azione costante e produttiva, ed è a tal proposito che ringrazia il presidente della Repubblica Centroafricana ad esser presente, in quanto portavoce degli sforzi italiani compiuti in un paese “vicino” come l’Africa. Fare sviluppo e contribuire è il modo migliore per fare sicurezza anche a livello nazionale, conclude la Belloni.

La parola passa poi al Ministro degli Affari Esteri, A. Alfano che esordisce con un ringraziamento verso tutti coloro, volontari in particolar modo, che hanno scelto di usare il bene come obiettivo di vita, il bene della condivisione. Testimone del suo primo viaggio in Africa, riconosce l’Italia come un paese di grande collaborazione in realtà di violenza e sofferenza quali quelle africane; realtà in cui lo stesso Ministro si domanda quanta strada ancora si dovrà fare per raggiungere uno sviluppo dignitoso. Conclude invitando tutti i presenti a sentirsi sempre diplomatici, perché portatori dei valori che l’Italia rappresenta.

E così il Presidente Toudaera testimonia dell’amicizia e della forza nate dal rapporto con l’Italia: riconosce ad essa una forte azione solidale verso il suo popolo. In termini d’integrazione militare così come per  l’assistenza umanitaria, progetti di mobilitazione, costruzione villaggi e sistema d’infrastrutture per cui l’Italia ha fornito sostegni economici e di persone fisiche senza precedenti. “Questo evento non può che rappresentare l’inizio di nuovi dialoghi,di  cooperazione bilaterale per affrontare temi come sicurezza, fame e immigrazione”, si augura il Presidente. Presenta il suo paese come un bacino dalle mille risorse, da quelle minerarie a quelle ambientali, e auspica una crescita rapida proprio a partire da queste, grazie all’enorme contributo di paesi sviluppati, insieme alla solidarietà e all’umanitarismo che permettono di continuare verso un dialogo più libero, eguale e benefico.

Il quarto intervento è quello del Commissario Europeo per la Cooperazione allo Sviluppo, N. Mimica che testimonia l’arduo lavoro che la cooperazione europea in un momento così teso sta svolgendo; tra i membri l’Italia è un paese fondamentale nella formazione della strategia politica internazionale. Si ha l’obiettivo di creare una più solida partnership, in cui le stabilità nazionali vadano di pari passo con quella europea. Temi centrali come l’immigrazione e la gioventù sono state al centro del dibattito politico,  insieme all’educazione che è la necessità fondamentale per un futuro migliore per tutti, sottolinea il commissario; lo sviluppo sostenibile ed i flussi irregolari restano due tra i principali gap per un piano comune. Non vuole tralasciare l’importanza delle donne in processi politici fondamentali come questi, senza le quali di sviluppo non si può parlare: “la violenza contro le donne è ora una grande emergenza, alla quale si deve reagire unitariamente”.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, C. Calenda presenta poi la cooperazione allo sviluppo come uno degli assi portanti delle linee politiche, nonché un’ottima soluzione per la dimensione economica italiana spesso poco internazionalizzata e ricorda che nonostante il raddoppio della cifra del PIL, non bisogna fermarsi. Il protezionismo e nazionalismo, mette in allerta il Ministro,  se prenderanno piede andranno a colpire i paesi più deboli e quindi bisogna adottare un’apertura sempre più equilibrata dei mercati e del libero scambio fin da subito, in cui il dumping ambientale rappresenta un elemento fondamentale. Ritiene poi che l ’industria rende sostenibile lo sviluppo, e quella manifatturiera se, costruita correttamente, permette anche la costruzione di un modello stabile di welfare. Nonostante le 3 f (food, fashion, forniture), il nostro paese è anche capacità artigianale, operai che hanno costruito nel corso della storia ciò che ora sta alla base dell’economia, capacità di cui paesi come l’Africa hanno un forte bisogno. Conclude menzionando il progetto Migration Compact, presentato l’anno scorso, che è un trampolino di lancio per le nuovi futuri progetti.

Il Ministro dell’Ambiente, G. Galletti presenta gli ultimi 4 anni memorabili per l’enciclica del Papa, l’incontro a NY Agenda 2030 e gli accordi di Parigi per l’ambiente: solo da questi emblematici eventi vuole dimostrare l’importanza vitale del dialogo in un tema così ampio ma al tempo stesso vicino ad ognuno di noi, come l’ambiente e la sua salvaguardia.

A.Riccardi, già Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione ricorda l’evento di  Milano del 2012 come  punto di partenza di una corsa sempre più veloce avviata per lo sviluppo alla cooperazione, divenuta differente rispetto a quella che si considerava in passato: ritiene che oggi ci sia maggior coscienza geopolitica dell’interdipendenza dei destini migratori e che dunque la collaborazione debba considerarsi un laboratorio del futuro.

Gli ultimi due interventi hanno messo in luce il ruolo che entità minori, come le Regioni o i Comuni, svolgono di grande contributo nel processo di cooperazione italiana, da qui A. Decaro, Presidente dell’ANCI che definisce i comuni come la spina dorsale del paese, perché costituiti dai veri promotori del processo: i cittadini.  Già con il progetto “Municipi senza frontiere”, si è ricercata una collaborazione in tematiche fondamentali a livello locale, quale l’educazione, la cultura o la  protezione civile. M. Barni, in quanto rappresentante delle regioni, ha ribadito come la cooperazione territoriale contribuisce a quella internazionale e ha presentato 3 punti che rappresentano il fulcro dei lavori a questo livello: il coordinamento delle entità locali, la gestione dei rifugiati e migranti e l’ Agenda 2030, per un’azione coerente tra i vari attori.

La seconda parte della conferenza si apre con la presentazione delle tavole rotonde concernenti i seguenti temi: giovani, settore privato, migrazioni, comunicazione e sviluppo sostenibile. Qui vi hanno preso parte testimoni ed esperti, le cui esperienze sono state affrontate dettagliatamente negli incontri pomeridiani dove il pubblico ha potuto intervenire ed interagire. Il risultato di tali incontri è stato poi presentato il giorno seguente, insieme alle presentazioni delle risorse investite nella cooperazione internazionale, di cui hanno preso parte L. Maestripieri, direttore MAECI-DGCS, L. Frigenti, direttrice Agenzia Italia Cooperazione allo Sviluppo, F. La Camera, direttore DG Sviluppo sostenibile Ministero dell’Ambiente e A. Baldino per Cassa depositi e Prestiti Spa. Oltre alle istituzioni, “Io c’ero e ci sono: storie straordinarie” ha permesso a personalità del mondo dello spettacolo, dell’impresa e della comunicazione di portare in prima persona la loro esperienza nel campo della cooperazione.

Le conclusioni sono state lasciate all’On. Alfano e al Presidente del Consiglio Gentiloni che, insieme al Vice Ministro Giro, hanno presentato il documento di sintesi dei due giorni di grande.. cooperazione.

 

Laura Sacher

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