GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

Aste di schiavi in Libia; una questione di punti di vista?

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Venerdì scorso la Commissione Nazionale per i Diritti in Libia, si è detta irritata dalle accuse volte dalla CNN in un report pubblicato a inizio settimana. Il report denuncia il fatto che in Libia vengano fatte aste pubbliche di vendita di schiavi. Questo report nasce da un breve video filmato da un telefono e mandato alla CNN, che poi ha deciso di investigare in prima persona, registrando varie aste di esseri umani, avvenute in alcune città della Libia, tra cui alcuni sobborghi di Tripoli. Il materiale così acquisito è stato poi trasmesso alle autorità libiche che infatti risulta abbiano iniziato delle investigazioni su questo tipo di traffici umani.

Ma la NCHR (National Commission for Human Rights) ha parlato di dettagli esagerati e disinformazione della CNN, aggiungendo che se queste aste di esseri umani avvengono sul suolo libico, sono di certo svolte in segreto e in una situazione di clandestinità.

La NCHR ha poi espresso la più viva condanna per l’azione di bande criminali organizzate, facendo appello al Procuratore Generale affinché si investighi al riguardo. Ma la Commissione non ha mancato di collegare questi episodi ad una condanna delle politiche e delle dichiarazioni di alcuni paesi dell’UE, che, a detta dell’organizzazione, esagerano le condizioni dei migranti bloccati nei centri di detenzione in Libia. Infatti i governi e la stampa europee sfruttano, dal punto di vista dell’NCHR, la condizione disagiata dei migranti per forzare le autorità libiche ad incontrare gli interessi europei che vorrebbero fare della Libia una meta alternativa per i migranti che cercano di raggiungere l’Europa.

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