GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

Roma, incontri di geopolitica alla società Geografica Italiana

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Giovedi 12 ottobre si é aperto il ciclo “Nuovi orizzonti del pensiero geografico: la geopolitica oggi” che vedrà altri due incontri, presso la società geografica italiana di Roma. Quali sono i temi dei dibattiti? A chi sono diretti? Il primo incontro ha affrontato  la responsabilità degli intellettuali di fronte al potere, dove sono intervenuti Alessandro Colombo, docente di relazioni internazionali presso l Università di Milano, Dario fabbri, facente parte della redazione della rivista di geopolitica Limes, Maria Luisa Sturani dell Università di Torino e Lida Viganoni direttamente dall Orientale di Napoli.

Oltre che per la provenienza, tutti questi “intellettuali” hanno presentato la loro posizione discordante o per lo meno differente  circa il tema proposto. Innanzitutto bisogna citare l’ organizzatore di questa serie di incontri:  il geografo Edoardo Boria, che a partire dal suo video “che cos’é la geopolitica” é stato lo spunto delle riflessioni. Da qui si distaccano due filoni principali di concezione del ruolo dell’intellettuale: un primo che sta al lato del “principe”, contribuendo quindi alle decisioni politiche orientandole verso le sue intuizioni, un secondo che invece ritiene che il suo lavoro  debba rimanere autonomo ed isolato dall’ esterno. Si sviluppa cosi l’idea della geopolitica come strumento per la sottomissione da parte del potere o istituzioni, spesso manipolatori delle informazioni poi trasmesse pubblicamente.

Colombo esordisce con la necessitá di intervenire nella realtà odierna, non potendo restare passivi e quindi oggetto di strategia del potere; l’ intellettuale  non vive più l’emarginazione  ma sono i suoi “costi” ora che lo inducono sovente a fargli restringere anziché allargare gli orizzonti. Il professore ritiene che l ‘intellettuale debba trovare la corretta focalizzazione delle vere problematiche dello scenario politico.

Secondo Fabbri poi, la geopolitica può influire sulla politica, soprattutto nella tattica o strategia, per quanto riguarda quindi le questioni strutturali. I compiti dell’ intellettuale ? Fornire una valutazione nella maniera più asettica possibile e non focalizzandosi su specifici aspetti. Ritiene poi che ci debba essere una minor intercambiabilità culturale tra i paesi, così da poter acquisire un’identità ben solida senza influenze esterne.
Sturani supporta il contributo che l’ intellettuale deve dare al sapere scientifico in generale, da un pubblico più o meno esperto.

La professoressa Viganoni ritiene infine fondamentale l’elemento locale insieme alle componenti territoriali di ciascuno Stato per la comprensione e approfondimento dei temi geopolitici. Gli intellettuali, a partire dagli insegnanti a contatto con gli studenti, devono assumere un atteggiamento critico così da poterlo trasmettere, influendo sulla creazione di un’opinione generale che non segua però quella di massa.
È senza dubbio complesso poter analizzare gli innumerevoli ruoli presenti nelle società odierne che interagiscono nei processi sociali e politici ma è altresì fondamentale saperli distinguere e che ciascuno contribuisca al miglioramento altrui, ma se non dopo aver pensato al proprio di miglioramento.
.. Al prossimo incontro.

LauraSacher

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