Bersaglieri, una corsa lunga più di un secolo, a Pescara il 65° Raduno dei Fanti piumati

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Nei primi decenni dell’ottocento le battaglie risorgimentali italiane cominciarono ad evidenziare la necessità di cambiare la strategia e la tattica di combattimento. Le nuove tecnologie cominciavano a rivoluzionare la dottrina del combattimento e la necessità di sperimentare nuove tattiche e nuovi modelli di tattica di combattimento.

In questo contesto il 18 giugno del 1836 venne accolta la proposta di un giovane capitano del regio esercito, Alessandro La Marmora, di istituire un corpo di fanteria leggera con compiti di esplorazione, di supporto alla fanteria di linea che potesse raggiungere rapidamente il campo di battaglia nel minor tempo possibile, una riserva tattica da impiegare sul campo a rinforzo delle unità operative, potremmo dire secondo la dottrina odierna.

Il corpo ebbe il suo battesimo del fuoco durante la prima guerra di indipendenza nella battaglia di Goito e da quel momento furono impiegati  in tutti gli eventi bellici della nazione durante le guerre risorgimentale, dalla guerra di Crimea alle  trincee della prima guerra mondiale, dalle fredde distese di neve del fronte russo alla sabbia di El Alamein durante la seconda guerra mondiale.

Nel secondo dopoguerra i fanti piumati sono corsi in soccorso della popolazione durante le grandi tragedie che hanno colpito il paese, i terremoti del Friuli, dell’Irpinia o i grandi allagamenti dando aiuto e sollievo ai tanti rimasti senza nulla.

In Italia per decenni la leva obbligatoria ha coinvolto tutti i giovani che compiuto i diciotto anni dovevano servire il paese in divisa per dodici mesi e molti di loro hanno indossato il fez rosso che contraddistingue i bersaglieri e il cappello piumato della divisa da cerimonia.

Dieci le regole fondamentali il fondatore La Marmora tra queste due sono quelle che restano impresse nella mente di chi anche solo per un anno ha indossato il famoso cappello piumato, ginnastica fino alla frenesia e fiducia in se stessi fino alla presunzione, parole che restano impresse in ogni bersagliere fino all’ultima corsa per andare avanti.

Con questo spirito ogni anno i veterani di tante battaglie e i bersaglieri di tutti gradi e specialità si incontrano per l’annuale raduno arrivato quest’anno alla sua 65° edizione.

Per chi come me, da quando è uscito dalla scuola ufficiali di complemento, non ne ha perso uno è un appuntamento imperdibile dove le esperienze di generazioni lontane e vicine si fondono in un unico spirito di corpo. Amicizie e solidarietà che si rinnovano ogni anno con uno sfilamento continuo di tutti gli appartenenti provenienti da tutte le regioni d’Italia.

Quest’anno Pescara ha accolto i fanti piumati e i loro 181 anni di storia  con un calore e una gioia che ha accesso il cuore ai fanti provenienti da regioni vicine e lontane.

Oggi i bersaglierpassaggio_della_stecca_tra_il_sindaco_di_Pescara_e_di_San_Dona_del_Piavei sono impegnati nelle tante missioni all’estero in Iraq a protezione della famosa diga di Mosul, in Afghanistan per tanti anni hanno partecipato alle missioni di pace nella provincia di Farah durante le quali hanno dato alla missione di pace un tributo di sangue importante come quello del Maggiore La Rosa, ucciso in un agguato nei pressi della base di Farah nel 2013, sulle stesse strade che anche io in qualità di giornalista embedded ho percorso con loro per raccontare la loro vita in missione.

Ma non solo, i bersaglieri negli anni sono stati impiegati in patria nelle operazioni di supporto alla polizia giudiziaria nella lotta alla criminalità organizzata durante le operazioni dei “Vespri Siciliani” o nelle strade delle nostre città in questi anni per le operazioni di “Strade Sicure”.

Alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Difesa, on. Domenico Rossi e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e decano in servizio del corpo dei Bersaglieri tutti i partecipanti hanno sfilato per portare la propria testimonianza di devozione al corpo e all’ideale di patria.

18588940_10212188306450386_8392103885841349821_oNel suo discorso il Sottosegretario alla difesa On. Rossi ha voluto sottolineare che “nella società i bersaglieri di tutte le età sono portatori sani di valori, che tutti noi abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni perché sono il futuro del nostro Paese”.

Allo stesso modo il Generale Errico ha evidenziato l’impegno dei bersaglieri nelle operazioni di stabilizzazione all’estero al quale “si aggiungono, in Patria, gli innumerevoli interventi di pubblica utilità in occasione di calamità naturali e quelli in concorso alle Forze dell’Ordine, che, anche in questo momento, vedono le fiamme cremisi schierate a presidio delle vie e delle piazze delle nostre città nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, a testimonianza, ancora una volta, dell’alto profilo di efficienza e prontezza raggiunto”

 *Foto di Gruppo di Giorgio Trancalini

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Il Corpo dei Bersaglieri

Attualmente sono circa 4.000 gli uomini e le donne dell’Esercito impiegati all’estero in 14 diversi paesi: 800 di loro sono bersaglieri in forza alla Brigata Garibaldi, schierati in Afghanistan in Iraq. Delle 7.050 unità impiegate in concorso alle Forze dell’Ordine per l’Operazione “Strade Sicure”, circa 460 sono bersaglieri appartenenti al 1° Reggimento di Cosenza, al 3° Reggimento di Capo Teulada, al 6° Reggimento di Trapani e all’8° Reggimento di Caserta. 400 bersaglieri del 7° Reggimento di Altamura sono impiegati nell’ambito del contingente di 2.400 militari dell’Esercito che, per tutto il mese di maggio, contribuirà, unitamente alle Forze di Polizia, a formare il dispositivo di sicurezza per il vertice internazionale del G7. E intanto, a Orcenico Superiore (PN), un battaglione di 500 bersaglieri dell’11° Reggimento costituisce la cosiddetta Very High Readiness Task Force, vale a dire un’aliquota della Forza di Reazione Rapida della NATO.

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